30 ottobre 2010

Doom di John Shirley

"DOOM" Mondadori - Urania Horror - 2005
INCIPIT
Un corridoio oscuro, nelle profondità del sottosuolo. Un grido stridulo, subito soffocato. Rumore di passi in corsa. Passi che si avvicinano...
Mentre fuggiva lungo il corridoio, il dottor Todd Carmack non poteva vedere i suoi inseguitori. Non poteva udirli, né sentirne l'odore; non lì. Ma sapeva che erano alle sue spalle. E sapeva che stavano guadagnando terreno su lui e gli altri cinque scienziati.
Oh, certo, quelle cose erano più che mai solide, e rumorose, e maleodoranti, e letali... Si era trovato in balia di una di loro, riverso schiena a terra, nel laboratorio. Gocciolante di bava, la cosa aveva digrignato i denti nel pregustare la preda, gli artigli ancora serrati sul braccio mozzo di un tecnico del laboratorio. Carmack si era tirato addosso il corpo accasciato del dottor Norris, quasi privo di sensi, per farsene scudo. La cosa sarebbe dovuta passare prima su di esso. Così aveva guadagnato attimi preziosi per divincolarsi e lanciarsi in una fuga a perdifiato. Ma le grida singhiozzanti di Norris continuavano a echeggiare nel suo cervello. Sembravano rimbombare per il corridoio, attraverso i laboratori, livello dopo livello. Grida disperate che si propagavano vibranti fin sopra gli scavi archeologici, che si riverberavano sulla superficie avvelenata della regione di Olduvai.

Se da un videogioco fanno un film e dal film scrivono un libro non si può pretendere troppo, nemmeno se a scriverlo è John Shirley. Premesso che non mi aspettavo nulla di più, ho letto questo libro per completezza. Ho fatto alcuni dei videogiochi tratti dalla serie DOOM, ho visto il film... non potevo non leggere il libro! 
DOOM 3
La quarta di copertina: Solo un battito di ciglia separa il deserto del Nevada dal deserto di Marte. Il portale: Olduvai, folgorante transito inter-dimensionale, retaggio di una enigmatica tecnologia aliena. Ma quando uno scienziato troppo temerario compie l’esperimento sbagliato, è l’inferno a scatenarsi nella remota stazione marziana. Toccherà a Sarge, Grimm, Kid e agli altri membri di una micidiale squadra di élite dei Marines spaziali scendere nell’abisso, affrontando in prima persona la battaglia dell’apocalisse.

Ci sono delle differenze col film anzi, sarebbe più corretto dire, delle aggiunte che riguardano Sam (la dottoressa Samantha sorella di uno dei Marines, Reaper). Per il resto è il film riportato su carta. Inutile dire che, vista la quantità di scene d'azione, consiglio il film con The Rock (che ha ricevuto il premio Razzie Awards come "peggiore interpretazione" dell'anno eh eh eh!) e Karl Urban a meno che, come me, non siate un pochino masochisti ;) Il libro non è gran cosa ma si lascia leggere. Non aspettatevi cmq molto!
The Rock (Sarge) e Carl Urban (Reaper) in una scena di Doom

22 ottobre 2010

I Dodici di Jasper Kent



Copertina Italiana


Titolo originale: Twelve
Titolo: I Dodici
Autore: Jasper Kent
Anno: 2009
Anno pubblicazione italiana: 2010
Editore: Rizzoli HD
Genere: Horror (un pochino) e Storico (sottofondo)
Pubblico: per chi ha molta pazienza e non ha pretese!






TRAMA:
Sono dodici. Hanno gli stessi nomi degli apostoli. Vengono da una terra selvaggia, la Valacchia, ai confini dell’Europa cristiana. Sono mercenari, si fanno chiamare Opričniki, come la guardia personale di Ivan il Terribile, combattono solo di notte, e la loro ferocia senza limiti gela il sangue ai nemici e agli alleati. Ma il capitano Aleksej Ivanovič Danilov e i suoi commilitoni non hanno alternative: e l’autunno del 1812, la Grande Armée ha invaso la Russia, e ogni mezzo e lecito pur di rallentare l’avanzata di Napoleone verso Mosca. Quando osserva gli Opričniki all’opera contro i francesi, Aleksej ripensa alle creature leggendarie che hanno terrorizzato generazioni di bambini russi: i vurdalak che torturano le loro vittime prima di dissanguarle. Forse non si trattava di leggende. E forse i nemici più pericolosi da affrontare non sono di questo mondo.

La QUARTA, un estratto:
"Iuda parlò. Non capii le parole, ma compresi che si rivolgeva a Foma, e dal tono di voce sembrava più un suggerimento che un ordine. Foma voltò la testa verso Iuda e fece un largo sorriso compiaciuto. Gli altri due restarono a guardare mentre Foma si portava alla bocca la mano dell’uomo e affondava i denti con forza nella carne del palmo alla radice del dito medio. L’uomo strillò, non con il grido acuto e incredulo che mi sarei atteso, ma con l’ululato cupo e stanco di un uomo per il quale il dolore è diventato d’un tratto l’unica sensazione rimasta. Le altre ferite che vedevo sul suo corpo mi dicevano che gli Opričniki quella notte avevano già dato sfogo ai loro appetiti."

Jasper Kent
L'AUTORE:
Jasper Kent è nato nel Worcestershire, in Inghilterra nel 1968.  Ha frequentato la King Edward's School di Birmingham e ha continuato a studiare Scienze Naturali presso il Trinity Hall di Cambridge, specializzandosi in fisica.
Ha trascorso quasi vent'anni  lavorando come consulente di software freelance nel Regno Unito e in Europa. Nel contempo si dedicava alla narrativa scrivendo il presente romanzo e altro; si è occupato anche di teatro musicale.
Attualmente vive a Brighton, con Elena e sei topi chiamati Aletto, Nissa, Isotta, Polly, Messalina e Maude.
Sito dell'autore QUI.

A questo PRIMO titolo è seguito Thirteen Years Later pubblicato nel corso del 2010, mentre per il prossimo anno è previsto il titolo The Third Section. La serie sarà composta da CINQUE TITOLI; abientata in Russia, la storia parte dall’inizio del 1800 con l’invasione di Napoleone e termina nel corso della Prima Guerra Mondiale poco prima della rivoluzione russa. 

INCIPIT:
Prologo, un racconto popolare russo
Secondo alcuni, questi eventi si svolsero nella città di Atkarsk, secondo altri a Volgsk; ma la maggior parte delle versioni li ambienta a Urjupin, ed è qui che noi li lasceremo. Tutte le versioni concordano sull'epoca, i primi anni del grande zar Pëtr, e sul fatto che la città in questione fosse infestata dai ratti.

Eccoci qua, ho riportato quello che più o meno tutti riportano per una SEGNALAZIONE ma poi dovrebbe seguire la RECENSIONE. Peccato invece che quasi tutti si fermino qui, solo pochi aggiungono che "miscela horror e storia magistralmente" o, come riportato in copertina e incollato a fine segnalazione, "il romanzo di vampiri che Tolstoj e Pasternak non hanno scritto - ssfworld" e poi? E poi cala il silenzio!

E allora leggiamolo 'sto libro meraviglia che sarà addirittura 5 libri (leggasi CINQUE!).
E allora parliamolo di 'sto capolavoro che Tolstoj e Pasternak NON AVREBBERO MAI scritto nemmeno sotto tortura, ecco la verità! Parliamolo! (scusate ma ieri sera ho visto "Cado dalle Nubi" con Checco Zalone e ne risento ancora un po'! ps. troppo divertente :D

Che cosa succede intanto nel prologo, nel racconto popolare russo? 
Ecco il sunto:
La città di Urjupin è invasa dai topi. Gli abitanti stanno per abbandonarla quando giunge un mercante con un carro coperto da un telo. Si mette d’accordo con i notabili per una giusta ricompensa: lui avrebbe sterminato i topi!
Scopre il carro, si rivelano delle gabbie con delle feroci scimmie urlatrici che per una dozzina di giorni non fanno che dare la caccia ai topi. Poi tocca agli uccelli.
Il mercante riparte, la città di Urjupin conosce il silenzio.

Accattivante! (da leggersi con tono ironico!) Sembra il Pifferaio Magico di Hamelin solo che il tizio usa le scimmie urlatrici e la fiaba fa più paura!
Scena finale della Fiaba "cupa e tragica" del
Pifferaio di Hamelin

vista da Eroogroof
L'ho trovata in www.dragonslair.it
Il libro è diviso in due parti. Iniziamo:
Bonaparte avanza con il suo esercito, ha già saccheggiato Smolensk. Quattro soldati russi in Mosca, pensano a come poterlo indebolire.

Già qui avrei da dire, ma facciamo finta di nulla e procediamo! Ah! Perchè avrei da ridire? Ecco il perchè:
La Battaglia di Smolensk ebbe luogo tra il 16 e il 17 agosto 1812 e fu combattuta fra 175.000 uomini della Grande Armée sotto Napoleone Bonaparte e 130.000 russi guidati dal generale Pyotr Bagration (le cifre sono approssimative, cambiano da fonte a fonte). Come andò a finire? Fu una strage! Napoleone vinse ma perse più di 100.000 soldati (sempre più o meno). Quindi, con così tanti effettivi rimasti, circa 75.000, come fanno quattro soldati russi a indebolirli? Come possono pensare anche solamente in quattro di arrecare danni consistenti a un esercito di 75.000 uomini? Ma questo è il bello del libro, saranno i dodici a farlo, no? Ecco dunque che inizia questa "straordinaria" storia che Tolstoj e Pasternak non hanno scritto!
Battle of Smolensk (1812)
Peter von Hess (1792-1871)
CURIOSITA' su Smolensk: è una cittadina piuttosto "sfortunata", dopo Napoleone è testimone dell'avanzata tedesca durante la Seconda Guerra Mondiale ma non solo! Il 10 aprile 2010 è anche precipitato l'aereo presidenziale polacco causando l'ennesima tragedia. Smolensk non ha un buon Feng Shui, e non lo dico per fare una battuta acida, non mi permetterei mai. Sulle stragi e sulle tragedie non ci sono battute da fare. Lo dico perchè forse qualcosa di vero nel Feng Shui c'è.
Spirale del Feng Shui
Riprendiamo! Eravamo ai nostri quattro amici che si ssspremono le meningi per trovare un modo di indebolire l'esercito di Bonaparte. I loro nomi: Aleksej Ivanovič, la voce narrante del libro, che ha la mano sinistra mutilata di due dita; Vadim Fëdorovič, il capo del gruppo e anche il più anziano; Dmitrij Fetjukovič, che ha una cicatrice sulla guancia e Maksim Sergeevič, il più giovane. 
          Spionaggio. Sabotaggio. Scovare informazioni, propagare il caos. A volte in gruppo, a volte ciascuno per sé. Io dico cosa fare, (parla Vadim) poi insieme capiamo come farlo.
Dmitrij ha un'idea geniale! Ingaggiare gli Opričniki (i famosi Dodici del titolo), un piccolo gruppo che lavora dietro le line nemiche, perchè:
           Riescono sempre a cogliere di sorpresa l’avversario e a infliggere la massima devastazione con il minino rischio. (…) Amano il loro lavoro. Come qualsiasi esercito, si nutrono dei nemici sconfitti. (…) Sono esperti nell’arraffare ciò che altri tralascerebbero.

Ma chi sono questi Opričniki? Saranno esistiti veramente o sono frutto del Sig. Kent? Ebbene, sono una realtà storica molto interessante, secondo me. Degni di essere "personaggi oscuri" per un romanzo che nel bene o nel male me li ha fatti conoscere. Almeno per questo ringrazio Kent.

Brevi cenni sugli Opričniki, se non vi interessa andate oltre il dipinto :)
Gli Opričniki (опричник) furono un esercito privato al servizio dello Zar Ivan IV di Russia durante il periodo dell'Opričnina (1565-1573).
Gli Opričniki furono responsabili di migliaia di torture ed esecuzioni sommarie sull'intero territorio russo. Al fine di ispirare quanto più terrore fosse possibile il loro abbigliamento era completamente nero e portavano sulla sella del loro cavallo, anch'esso rigorosamente nero, le insegne di una testa di cane e di una scopa. La prima simboleggiava la loro lealtà allo zar (tanto che erano a volte chiamati "i cani dello zar", chiara allusione all'ordine dei Domenicani "i cani del signore") mentre la seconda stava a significare la loro volontà nello "spazzare via" i nemici.
Durante il periodo dell'Opričnina, Ivan il Terribile scelse personalmente gran parte degli uomini del suo esercito personale, preferendo gli individui più spietati. Si racconta infatti che ogni membro degli opričniki avesse alle proprie spalle reati infamanti quali assassinio, rapina e stupro: per evitare la prigione o attirati dalle grandi possibilità di arricchirsi tramite il servizio militare questa eterogenea massa di individui, legati solo dal giuramento di fedeltà allo zar, fecero per più di sette anni le funzioni di polizia politica. Quando Ivan dichiarò di essere la "Mano di Dio", 300 tra gli opričniki furono selezionati per diventare i suoi monaci personali e vissero nel castello reale. 
Ogni notte alle 3 recitavano sermoni, composti dallo stesso Ivan, prima delle rituali esecuzioni capitali che si svolgevano ogni mattina. I monaci Strelizzi avrebbero dovuto, nei desideri del sovrano, condurre una vita ascetica, come i veri monaci che emulavano, ma, protetti dalla più completa immunità, spesso e volentieri compivano atti crudeli nei confronti sia della popolazione che della nobiltà.
Durante l'attacco, ordinato dallo zar, alla città di Novgorod gli opričniki uccisero oltre 1500 nobili e un numero imprecisato di mercanti e contadini. Nel 1573, sospettatto di attentare alla vita dello zar e di tradimento durante l'invasione dei Tartari, il corpo degli opričniki fu sciolto da Ivan stesso che decise inoltre la condanna a morte dei suoi capi.
Opričniki
Nikolai NEVREV (1830-1904)
Ripresa:
Ora, vorrei dirvi che entrano subito in scena questi oscuri opričniki ma invece no! Prima ci sono 46 pagine "stupende" che vorrei condividere con voi :)
Il simpatico Kent annoia con parti interminabili su Mosca e Pietroburgo e sui suoi amici. Ci sono dialoghi tra Aleksej e la sua prostituta in Mosca (di come si sono conosciuti e tutto il resto. Alt! preciso: niente scene hot!) e la vita famigliare di Napoleone (se m’interessava, mi leggevo un libro di storia e non un romanzo con vampiri!). Queste ultime due parti, inutili!, le introduce pure a tradimento con una panchina:
           Era quasi mezzogiorno quando arrivai all’angolo della via Degtjarnij e ritrovai la panchina dove mi ero seduto a dicembre dell’anno precedente.

A questo punto ho pensato: “Bè, mica ti racconterà il resto, no? Ma che m’importa della panchina? Oh! Sarà mica una scusa per un altro ricordo inutile? E invece beccati il blocco di tre pagine!
         Nell’inverno del 1811 ero stato lì con Dmitrij e Maks. Vadim era andato a Pietroburgo per il matrimonio della figlia. Anch’io vi avevo partecipato, poi però ero tornato a Mosca (…) Invece sembrava accadere ben poco, e così eccoci su quella panchina nella quiete della piazza coperta di neve a scambiarci battute di spirito mentre guardavamo gli uomini (e le poche donne) entrare e uscire dall’edificio di fronte a noi (il bordello, aggiungo io!). 

Poi  bla!... bla! e arriva a paragonare Marie-Louise, la seconda moglie di Bonaparte, a una di quelle simpatiche fanciulle. Ecco l’altra scusa per annoiare con la famiglia di Napoleone. 
Poi "l’importante" aneddoto di come si è conosciuto con la prostituta! Ora, servisse a qualcosa ma è totalmente e assolutamente inutile!

Sunto del 1° Capitolo: i quattro decidono di ingaggiare i Dodici.
Erano meglio due cifre che migliaia di parole inutili! 
Twelve
Picture copyright © John Michael Francis Casey 2007.
All rights reserved. Il suo sito QUI








Nel capitolo secondo mi annoia ancora con la prostituta, la sua famiglia (unica cosa importante, si fa per dire, è che la moglie gli regala un ciondolo con un’icona ovale del Cristo con una catenella d’argento), cosa ha fatto Napoleone e la storia della cicatrice di Dmitrij.
Legge le lettere che scrive/legge alla/della moglie e al figlio che stanno a Pietroburgo. Prima dice che non ha scritto nulla di particolare ma poi te lo dice! Perché? Sarebbe come dire: “Senti, il piatto che ho cucinato fa schifo ma mangialo cmq!” Se mi dici che fa schifo, non lo mangio! Se mi dici che ciò che hai scritto non è importante, perché scriverlo?

            La parte della lettera che rilessi più volte parlava di nostro figlio Dmitrij. Niente di speciale, solo una madre che raccontava nei dettagli il comportamento de suo bambino entro pochi mesi avrebbe compiuto sei anni (…)

Da qui attacca con il perché si chiama come il suo amico, racconta tutto! Sei anni di ricordi! Cinque facciate con Bonaparte in sottofondo. E che fa Aleksej dopo essersi trastullato con i suoi ricordi? Dai che è facile… dai… BRAVI! Va dalla prostituta! E dopo che fa ancora? Dai… 
torna in camera sua e scrive alla moglie! :D

Unica parte interessante:

      (...) il generale Kutuzov sostiene che se non fare niente è un buon piano, allora fare qualcosa è di sicuro un piano migliore. Intende affrontare direttamente Bonaparte prima che arrivi a Mosca; non sappiamo ancora dove. Il vostro compito è accertarvi che quando questo scontro avverrà, i francesi siano già indeboliti. Infiltratevi dietro le loro linee. Tagliate loro i rifornimenti. Costringeteli a guardarsi le spalle. (…)
Sunto del 2° Capitolo: ? ... direi le quattro righe che ho riportato. Il resto è "roba" di cui si poteva fare a meno. Se proprio l'autore voleva raccontarle, poteva almeno diluirle in modo da non tediare così tanto
Copertina edizione US by Paul Young
Finalmente nel capitolo terzo (pagina 46!) arrivano i dodici, ma all’inizio sono tredici. Uno li presenta ma poi se ne va. Kent descrive proprio quest'ultimo, Zmeevič:

Nella luce fioca della lampada a olio di Maks, vidi una figura alta (…) era un uomo maestoso,
 tra i cinquanta e i settant’anni: 

No! Non ho trascritto male! Dice proprio tra i 50 e i 70. Secondo Kent, vent’anni sul volto di una persona sono più o meno la stessa cosa.

        la fronte ampia e ricurva era sottolineata da sopracciglia folte 
sopra un naso sottile, aristocratico.

Di rughe non ne ha? Che fortuna! Com’è che gli da allora tra i 50 e i 70? Mistero!

    Le narici arcuate erano quasi nascoste da
 lunghi baffi di un grigio scuro

Io direi che se nasconde le narici, i baffi dovrebbero essere folti e non lunghi!
  
              che contribuivano a dargli un’aria trasandata. 
I baffi, come i capelli, 
erano tagliati storti, forse perché era rimasto 
senza specchio nel lungo viaggio. 

Ma chi lo ha detto? E se si fosse fatto barba e capelli mentre era ubriaco? E se invece gli piacciono così? Questa dello specchio è molto forzata!

              Aveva l’aspetto di un nobile decaduto. (…) Le dita larghe e tozze, 
le unghie sporche, in contrasto con i suoi modi raffinati.

Anche qui, perché in contrasto? Ho visto contadini uomini zappare la terra e donne seminare i campi con tale dignità ed “eleganza” da fare invidia alla Paris Hilton! Signor Kent, essere sporchi non significa avere modi grezzi e viceversa!




Degli altri dodici Kent dice:
"Mi parvero uomini che non si erano mai emancipati dai bassifondi. 
Erano tutti trasandati e vestiti senza alcuno stile..."

Stile? Cioè? Stile emo?
O stile brutal forse? Che vuol dire Kent con stile?

"o al massimo in quello dei contadini." 
Ariecccolo! Kent comincia a starmi un po’ antipatico! Capisco che nel 1812 la classe contadina fosse meno emancipata di quella odierna, ma il paragone cmq stride. Se si fermava ai bassifondi era meglio.

"Entrarono nella stanza a passi lesti, le spalle ricurve, senza guardare in faccia nessuno. Si sarebbe potuto scambiarli per una banda di carcerati" 
E' risaputo che i carcerati vadano in giro a bande! Bande di carcerati per le vie della città, chi non le ha mai viste?

"se non fosse che il rifiuto di guardarci non era dovuto al rispetto e neppure alla paura" 
Il rispetto è riferito al contadino? E la paura al carcerato? Mha! Non capisco...

"semplicemente al disinteresse assoluto." 
Esiste un disinteresse parziale, forse? Oh, non lo sapevo!

"Non erano alti di statura." 
E di cosa sennò? Di cavallo?

"ma robusti e massicci." 
Eh? Perché “ma”? Può capitare che uno basso sia robusto. E poi, robusto e massiccio? Ne bastava uno di aggettivo! Scrivere: “Erano bassi e robusti”, no?

"Mi avrebbero intimorito in uno scontro puramente fisico, non in uno d’astuzia. Certo non mi sarei imbattuto in tipi del genere al circolo ufficiali." 



Ma dove sta scritta la legge che uno basso, sporco e gobbo debba essere deficiente? Non hanno parlato, non hanno fatto nulla per affermare che siano degli idioti! Quindi perché? Mha! 


Più tardi, dopo un lungo dialogo, come dire… inutile! i dodici dicono di non avere un vero nome ma per comodità se ne sono dato uno: Pëtr, Andrej e Ioann. Filip, Varfolomej e Matfej. Simon, Iakov Zevedajnic e Iakov Alfejnic. Foma, Faddej e Iuda
Si dividono in squadre. Quelli con i nomi più facili e ambigui toccano al nostro “amico” Aleksej; Matfej, Foma (il Tommaso che dubita) e Iuda (il traditore). Che fantasia!


"Mi tirano sempre in causa! Fai qualcosa, ti prego!"
immagine del musical  Jesus Christ Superstar

Il "piano" è di andare incontro a Bonaparte e fargli fuori un po’di soldati di notte. Vabbè! Che piano!
Adesso, prima di partire, poteva Aleksej non andare a trovare la sua amichetta? Certo che no! :D

Aleksej ha una morale discutibile: a Pietroburgo ha una moglie e un figlio, a Mosca la sua amichetta Dominique (è russa ma ha un nome francese. Tranquilli! Se vi frega di sapere il perché, Kent spiega pure quello! A me non importa, perciò non spreco tempo a trascriverlo!)



Capisco che un soldato abbia un’amante, se una prostituta di un bordello si può definire così, ma la cosa che mi fa sorridere è che ne sia geloso. Non vuole che Maks abbia rapporti con lei. E non è finita. La cosa più divertente è questa e riguarda il ciondolo: 

(Dominique vede il ciondolo, l'icona del Cristo.)
“Chi te l’ha data?" 
Non era il caso di rispondere; non perché temessi di offendere Domnikiia, in fondo doveva essere abituata a certe cose, ma perché menzionare mia moglie in quella stanza mi pareva offensivo nei riguardi di Marfa" (Marfa è la moglie). 
Cooosa? Ma Kent sa come funziona con le prostitute? Lo sa che lo fanno per soldi? Teme di offenderla, perché? A lei che importa se lui è sposato? E poi, tradire la moglie va bene ma pronunciare il suo nome non sia mai! A me pare un’idiozia cosmica!






Abbiamo insegnato che per noi i soldi non contano!
Ringraziando tutti i Santi del Paradiso partono! E c’è un primo scontro
A pagina 59 viene descritta una prima battaglia con questi feroci assassini (ve la trascrivo tutta per non rovinare il pathos):
        (…) anch’io, Fuma e Iuda passammo all’attacco. Il fante che mi aveva puntato l’arma addosso era distratto, e non ebbi difficoltà a respingere la sua baionetta e ad avvicinarmi abbastanza da usare la spada. Poi mi voltai verso l’altro uomo, che aveva già fatto fuoco con il moschetto e non aveva la baionetta montata, quindi sarebbe stato una preda facile.
Mentre mi giravo, il calcio del suo fucile si abbattè con forza sulla mia tempia. Mi accasciai a terra. L’ultima cosa che vidi fu il fante francese che alzava ancora il fucile per darmi il colpo di grazia, e dietro di lui Iuda, il braccio sollevato e pronto all’attacco e la bocca spalancata in un grido silenzioso.

Fine! Fine del capitolo 3!

Ora, dopo questa tristissima scena di scontro, dopo questo MEDIOCRE modo di scrivere ho dato l’ultima opportunità a Kent. Mi sono detta: “Se nel capitolo 4 mi mostra cmq la scena, proseguo nella lettura, altrimenti leggerò il libro in modo “veloce ma molto veloce” solo per la storia, forse e se ne vale la pena. Se lo scrittore non ha tempo di mostrarmi le scene per cui ho comprato il libro, non vedo perché io debba dedicargli il mio!”

Il capitolo quarto inizia così:
           Quando rinvenni era giorno. Ero solo. Cercai di ricordare cosa fosse successo. Rividi solo immagini di inaudita ferocia. Avevo assistito a pochi secondi di combattimento prima di perdere i sensi, (… bla… bla…) mi era sembrato un branco di lupi che sbranava la preda, anziché uno scontro fra soldati. E poi sangue. Tanto sangue.

FINE! Non dice un accidente.
La parte più interessante del libro, "i dodici all'azione" è liquidata così!
C'è stata una frase che mi è uscita con tono feroce, ma non posso scriverla! Risulterei volgare.

Rende l'idea?
Lo stratagemma usato da Kent, cioè quello che il personaggio principale sviene e quindi tu scrittore non mostri nulla della battaglia al lettore, è tra i più ignobili che si possa usare!
Dimostra solo che lo scrittore NON sa scrivere! Che NON ha rispetto per il lettore che PAGA per il libro! Che è un imbrattacarte e basta!
Io speravo di leggere discrete descrizioni di scontri per migliorare la mia scrittura, e invece una delusione tremenda!
Cmq, siccome sono un'ottimista, potrebbe essere diverso dopo..
.

Altra stupenda immagine di scontro, solo uditiva:


Vedemmo le stesse due figure scure uscire di nuova dalla casa, e stavolta portarono via il primo della fila, e con lui l’unica lanterna rimasta. Quasi nello stesso istante di spense la luce nella fattoria. Noi e il plotone francese restammo al buio, riuscendo comunque a sentire i rumori. I francesi iniziarono chiamarsi l’uno l’altro. Dapprima semplici domande tipo <<cos’è successo>> e <<siete lì?>>. Poi si udirono le grida: i brevi strilli soffocati di uomini colti si sorpresa e uccisi rapidamente. Poiché ogni urlo indicava la morte di un uomo, le voci calarono di numero, diventando più stridule e disperate. Verso la fine (…)

Un’altra volta, invece, nemmeno quello:

E se ne andarono (…) Io e Vadim ci allontanammo a passo lento, sperando di non udire gli O. al lavoro.

Ultimo capolavoro che trascrivo,
beccatevi pure questa:

Nel giro d pochi secondi fummo addosso ai bavaresi. I due squadroni si scontrarono e si mescolarono senza resistenza:due gocce d’acqua che si fondono in una. Ma dentro quell’unica goccia infuriava la battaglia. Io usavo la sciabola, al pari di tanti cosacchi, altri avevano le pistole. I nemici portavano le stesse armi, e sparavano altrettanto bene; ma una pistola può esplodere un solo colpo. Da lì in poi i cosacchi si dimostrarono molto più abili – e spietati- con le spade. Anche durante la battaglia trovai il tempo di pensare agli O. prima di conoscerli ero convinto che (…) Non udii l’ordine di ritirata dei bavaresi, comunque in un istante le due gocce si erano separate e il nemico si era dato alla fuga.
OK! KENT NON SA GESTIRE LE SCENE DI SCONTRI (ARMATI E FISICI) E DI BATTAGLIE! Al massimo riesce a farle raccontare da alcuni personaggi. Tutto qui!



La storia rimane lenta, mostruosamente lenta, fino al capitolo 11 quando il signor Kent mi stupisce! Non pensavo potesse annoiarmi di più. Ovviamente, mi sbagliavo! Per la mia gioia mi delizia con un suo sogno/incubo che sarebbe stato un bel passatempo per Freud ma non per me! 5, CINQUE, facciate per un incubo mi sembrano troppe considerando che tutti i personaggi si limitano a mangiare uva!
Tutti nel letto a mangiare uva... interessante!
Poi, colpo di scena! Aleksej comprende che gli Opricniki sono vampiri! ACCIDENTI! E che decide di fare? Di ucciderli! Piccola precisazione, gli Opricniki erano stati assoldati per indebolire l'esercito di Napoleone, e lo stavano facendo con notevoli risultati, non poteva attendere la fine dell'invasione? Che senso ha uccidere gli unici che stanno davvero facendo qualcosa? La sua forte moralità? Direi di no! Ha dato altre dimostrazioni, che non sto qui a dire, di averne ben poca! Io credo sia solo l'ennesima forzatura di Kent!


Le cose che vi ho detto arrivano al capitolo 13, a pagina 165 (il libro è di ben 428 pagine!). Non vi ho rovinato questo "capolavoro". Se volete leggerlo ci sono altre "meraviglie" ad attendervi. Altri ricordi "importantissimi", altre immagini "suggestive"!


Frasi come (si riferisce a Foma, uno dei vampiri, mentre si arrampica su un muro): "Sembrava una lucertola...no, non proprio: sembrava un ragno; ma mi resi conto che l'impresa non era disumana, bensì piuttosto superumana. Ci sarebbe riuscito qualsiasi uomo con la sua forza, abilità ed esperienza; e coraggio, dovrei aggiungere. Io non ero quel tipo di uomo, ed era difficile immaginare che uno come Foma nascondesse un simile talento dietro quell'aria ordinaria."
Non so da dove cominciare, giuro! E' un "ottimo" esempio di "pessima" scrittura! Qualcuno potrebbe dire: "Magari è stato tradotto schifosamente!" Potrebbe anche essere, ma i concetti sono di sicuro di Kent! E il libro è STRACOLMO di scemenze che non dipendono dalla traduzione!


Un'altra frase "sublime", qui Foma salta da un balcone alle spalle di un nemico: "Dietro di lui la sagoma di Foma scese a terra, non con un salto, nè calandosi, bensì "defluendo" - più lento dell'acqua ma più veloce del miele - come il sangue." Dire solo:"Foma scese a terra, alle spalle del nemico, delicato come una colata di miele" se proprio vogliamo una metafora, no? Terra, acqua, miele e sangue non sono un po' troppo in una frase di due righe?  


Altra frase bizzarra: "Matfej era una creatura che si cibava direttamente della vita degli altri. Mangiare la carne e bere il sangue era forse un meccanismo necessario - una ripugnante e blasfema parodia eucaristica - , ma il nutrimento richiesto era la vita stessa." Ma se io mangio carne, non è ovvio che ho "ucciso" e perciò privato della vita qualcuno? Che sia di origine umana perchè sono un vampiro, o di un animale perchè sono umano, che importa? E' di per sè un "nutrirsi della vita altrui" comunque!


Il capitolo 14 inizia così: "Tra me e il mio letto c'era la massima distanza che poteva esserci fra due cose a Mosca." Qualcuno mi spiega che accidenti vuol dire? 
Non mi sento tanto bene...
E poi: "Il fuoco non aveva lambito la stalla in cui alloggiavo, ma non mi andava di farmi sorprendere addormentato in un edificio di legno nel caso l'avesse raggiunto." A prescindere che dire che il fuoco "lambisce" mi fa ridere! Il fuoco divora, divampa, aggredisce, soffoca, brucia! Comunque il fuoco non lambisce mai! Sennò le acque bruciano le coste! In più, quel "non mi andava" come dire "mi darebbe fastidio"... oggi non mi va tanto di farmi bruciare nel sonno, 'cipicchia! Secondo me, è davvero brutto!


L'ultima perchè poi chiudo questo articolo lunghissimo (spero almeno non noioso!): "Come scoprii quando arrotolai il pantalone per ispezionare le ustioni, la mia gamba non stava troppo male." Atroce! Tutta la frase è scritta in modo penoso! E poi, ispezionare le ustioni? Controllare era meglio, no?


CONCLUSIONI
Un attimo che mi riprendo! Dopo ve le dico!
L'ho letto tutto! Se fosse stato un libro di 175 pagine e scritto in un modo più accettabile, alla fine lo avrei anche consigliato. L'idea degli Opricniki vampiri mi aveva spinto all'acquisto del libro. Rimango ferma sul fatto che sia una buona idea ma è stata penosamente gestita! Lo stile di Kent, a mio parere, è terrificante! La storia è trascinata in modo forzato con numerosi punti che la rendono incoerente, si salvano le parti storiche raccontate qua e la. E per fortuna! Visto che lì da inventare non c'era nulla!
I personaggi, a parte i vampiri e per certi versi Dmitrij, li ho trovati vuoti e troppo "chiaccheroni". Parlano perfino durante le battaglie! Vabbè! Non fanno che ciondolare da una parte all'altra con la sensazione di non sapere bene cosa fare... e poi parlano! Parlano! Parlano!


La seconda parte del romanzo è un pochino più decente, solo un pochino! Un vero peccato! Una buona idea sprecata. Ancora mi chiedo: "Perchè cinque libri, bho?"

Lo consiglio solo a chi volesse usarlo come forma di penitenza!
Il cilicio e il flagello non bastano. Dovrò leggere Kent... oh, no!

20 ottobre 2010

Concorsi per racconti 2

Altri concorsi senza però una scadenza rigida ma periodica :)
Banner del Fantasy Planet per il FNTalent
Questo indetto dal sito www.fantasyplanet.it in collaborazione con La Corte Editore non ha una vera e propria scadenza ma va a sessioni. E' molto più ampio e oltre che per scrittori, cercano anche illustratori e fumettisti. Dicono per i Racconti: "Cerchiamo racconti fantasy. Freschi, originali, da leggere tutti d’un fiato. Le regole sono poche: la composizione deve essere compresa tra le 18 e le 25 cartelle al massimo (formato A5) e il tema deve essere il fantastico (dall’urban fantasy a quello medievale, dai vampiri ai super-eroi), la composizione assolutamente originale.
I migliori verranno pubblicati da La Corte Editore in maniera innovativamente cartacea.
Agli autori verrà, ovviamente, proposto un normale contratto di pubblicazione.
La prima scadenza di sessione è prevista per il 15 novembre.
CLICCA QUI per le info!

Banner della Rivista digitale AltriSogni
Altrisogni è una rivista digitale di narrativa fantastica. Si occupa di fantascienza, orrore e weird. Composta da una parte redazionale e una narrativa, propone articoli di approfondimento e interviste agli autori italiani, notizie, recensioni e suggestioni. Pubblica racconti brevi e di media lunghezza, inediti, di autori italiani fino a un massimo di 35.000 battute. La sua copertina è realizzata con tavole di artisti italiani come anche le immagini a corredo dei racconti.
La scadenza, da quanto mi è sembrato di capire, non c'è!
CLICCA QUI per le info!


Grazie ad A. Zarbo che ha fatto l'articolo sul FantasyMagazine :)


Per chi si fosse perso "Concorsi per racconti" 
pubblicato ieri, ecco QUI!

19 ottobre 2010

Concorsi per racconti

Ma quanti Concorsi per Racconti, evviva!
Li riporto anch'io, in ordine di scadenza.
dal sito del Duca
Quello STEAMPUNK TECNOLOGICO del sito www.steamfantasy.it del DUCA per la GARA, con i palio un bellissimo ciondolo e un lettore ebook, si è concluso domenica ma fino al 14 novembre sarà possibile inviare il racconto "Fuori Concorso" entro 20.000 parole per l'Antologia
CLICCA QUI per le info!

Banner del concorso Ucronie Impure dal Blog sull'Orlo del Mond
Mcnab75 lancia il concorso gratuito UCRONIE IMPURE sponsorizzato da Edizioni XII. Tipo di racconti: "Ucronico con o senza elemento fantastico. Non c'è limite riguardo al periodo storico in cui ambientare i racconti, se non quello di non utilizzare scenari futuri, perché si sconfinerebbe nella fantascienza distopica/utopica. Andranno bene storie comprese in un periodo che va, indicativamente, dal Neolitico alla fine della Guerra Fredda. Se qualcuno ha idee originali riguardo al passato ancora più recente (post 11 settembre 2001?) va bene, purché ci sia un elemento ucronico sostanzioso". 
Grazie a http://zweilawyer.com per la segnalazione :)
Scadenza 31 dicembre 2010
CLICCA QUI per le info!

Banner del concorso Vapore Italico dell'Edizioni Scudo
Dal sito dell'Edizioni Scudo è partito un concorso gratuito per racconti STEAMPUNK "ITALICO"
Si legge: "Senza porvi troppi limiti di lunghezza (ma non meno di 10 cartelle), vi chiediamo quindi di scrivere una bella storia steampunk ed inviarcela per il privilegio di essere in un’antologia che forse entrerà nella storia della letteratura fantastica del nostro paese." I migliori andranno in un'Antologia Illustrata!
Scadenza 28 febbraio 2010
CLICCA QUI per le info!

Logo della Limana Umanita Edizioni
La casa editrice Limana Umanita e l'agenzia di consulenze editoriali Scriptorama indicono il I Premio letterario per racconti di genere fantastico I MONDI DEL FANTASY concorso nazionale a partecipazione gratuita con pubblicazione finale delle opere selezionate.
Stiamo cercando opere inedite di narrativa scritte in lingua italiana di genere fantasy o a contenuto altrimenti fantastico, in ogni declinazione del genere (urban fantasy, heroic fantasy, epic fantasy, sword&sorcery, new weird, slipstream,... ), per dare vita a una collana di letteratura di qualità che raccolga le nuove voci del panorama fantasy italiano. Ai partecipanti chiediamo di stupirci con ambienti, personaggi e situazioni fuori dal comune, con uno stile accattivante e sperimentazioni linguistiche (nei limiti di un'imprescindibile correttezza formale): cerchiamo storie che facciano proprio il concetto di “fantastico”, nelle quali venga prestata particolare cura alla creazione del “senso del meraviglioso”, di ambienti e atmosfere “al di là della realtà”. Sconvolgete pure gli stereotipi del genere, o abbandonateli completamente (non ne sentiremo la mancanza) in cambio di nuove forme di narrativa il più possibile lontane dai risibili modelli commerciali.
Grazie al sito www.fantasymagazine.it per la segnalazione :)
Scadenza 31 marzo 2010
CLICCA QUI per le info!

BUON RACCONTO A TUTTI :)

16 ottobre 2010

Inception: il trailer visto da Hitchcock

Il film Inception sembra sia piaciuto a tutti, me compresa (per la mia opinione vedi QUI).
Sto pensando a Inception...
Il trailer che segue è una splendida visione alla Hitchcock (il solo e unico, un genio. Lo adoro da sempre!) del film con Leo di Caprio. 
Secondo me è davvero ben riuscita. 
Enjoy :)
video

Fonte per la notizia Fantascienza.com
Fonte del filmato YouTube

15 ottobre 2010

Raffaello Sanzio: la domanda da 1 Milione di euro


Stasera zio Gerry ha fatto la domanda da 1 Milione di euro:
«Sulla tomba di quale artista è scritto ‘da lui la natura, madre di ogni cosa, temette di essere vinta». 
Le alternative erano Michelangelo Buonarroti, Sandro Botticelli, Tiziano Vecellio e Raffaello Sanzio
La risposta era Raffaello Sanzio!
Da stasera tutta Italia si ricorderà del famoso artista! :)

L'epigrafe della tomba di Raffaello, un distico scritto appositamente da Pietro Bembo e situato nel Pantheon, recita:
(LA)
« ILLE HIC EST RAPHAEL TIMUIT QUO SOSPITE VINCI
RERUM MAGNA PARENS ET MORIENTE MORI
 »
(IT)
« Questi è quel Raffaello per cui la natura temette di esser vinta,
mentr' era vivo e di morire, una volta morto »


Alien, Tibet e Medioevo


Hans Ruedi Giger, nome d'arte di Hans Rudolf Giger (Coira, 5 febbraio 1940), è un pittore, scultore, designer d'ispirazione surrealista e simbolica ed artista nel campo degli effetti speciali cinematografici, svizzero. Dopo molti anni di lavoro nel campo del design e dell'illustrazione grafica, per l'originalità ed il forte impatto emotivo dei suoi lavori, ha creato, in collaborazione con Carlo Rambaldi, la rappresentazione per il grande schermo della creatura protagonista di Alien che gli ha valso l'Oscar per i migliori effetti speciali nel 1980.
Hans Rudolf Giger (H. R. Giger © 2010 DanaFrank.com)
Li I, 1974
Acrylic and indian ink on photograph, 70 x 97cm
Era il lontano 1996 quando "Palazzo Bagatti Valsecchi" a Milano ospitò una sua mostra chiamata "Visioni di fine millennio"  e nel 2003 in Napoli alla Città della scienza, Science Centre della Fondazione IDIS, con la mostra "Alieni e biomeccanoidi". Purtroppo le ho perse entrambe, piango ancora :(
Li II, 1973-74
Acrylic and indian ink on paper on wood, 200 x 140cm
Non starò qui a riportare la sua biografia, le sue fonti d'ispirazione e le innumerevoli opere che ha creato in tutti questi anni, non è lo scopo dell'articolo. 
Volevo solo mostrarvi alcune immagini della sua casa-museo permanente aperta nel 1998 in un castello d'epoca  medioevale di St. Germain, nella città di Gruyères in Svizzera. 

Curiosità: oltre alla mostra di Giger, Gruyères ospita in centro città il museo del Tibet, il tutto immerso in 800 anni di storia medioevale. 
Alien-Tibet-Medioevo... bel contrasto! Una cittadina da visitare :)
Giger Museum Bar
Photos © 2010 AnnieBertram.com
Harkonnen Room
Giger Museum
Giger in un'intervista spiegava i motivi di una mostra permanente: "Sono consapevole che sia insolito per un artista aprire il proprio museo. Le mie ragioni furono pratiche. Prima tra tutte: la continua richiesta da parte dei collezionisti e degli ammiratori dei miei lavori di vedere le mie creazioni originali in una mostra. Le gallerie e i musei possono ospitare solo una parte della mia arte per un paio di mesi l'anno. Il più del tempo, la maggior parte dei miei dipinti rimane in deposito tutto l'anno. E ora che la mia arte è in permanenza in mostra, io posso controllare l'ambiente e assicurarmi che la stanza sia appropriata."
Giger Museum Bar
Photos © 2010 AnnieBertram.com
The Army of clone
foto di PBGalerie
Alien Room
Giger Museum
Fantastico, vero? Non è lontanissimo, chissà che un giorno non riesca a visitarlo...