7 gennaio 2011

Il ghigno di Arlecchino di A. Barone

!!! AVVISO IMPORTANTE !!!
LA TRAMA DEL LIBRO E' PER PERSONE MATURE,
CI SARANNO PAROLE FORTI
INFINE, ACCENNERO' ALCUNE COSE, SOLO ALCUNE, CHE QUEL BIRBANTELLO DI ARLECCHINO COMBINA ... E SICCOME NE FA DAVVERO TANTE E' STATA UN'ARDUA SCELTA!

NON TEMETE PERO', TUTTO SENZA TROPPI SPOILER COSI' DA NON ROVINARE LA LETTURA DEL LIBRO.


Illustrazione di copertina by ROM
I MIEI COMPLIMENTI ^_^




Titolo: Il ghigno di Arlecchino
Autore: Adriano Barone
Anno: 2010
Editore: Asengard - Wyrd
Genere: Weird
Pubblico: maturo














INCIPIT

0
non temete le mie parole non temete le parole che costruiscono mondi 
respiratele cantatele e tracciate nervose spezzate libere linee nell’aria immaginate realtà create ipotesi masticate il caos escreti i sogni rigurgitate 
le infinite possibilità postulate meravigliosi terribili incidenti dall’uno i 
molti solo quando è tutto finito realizzate felicità inventate l’ombra ha 
formulato lo spirito ha agito per essere causa se il tempo vi è ostacolo e 
nemico divoratelo voraci digrignate i denti sfregateli tra loro fino a farli 
stridere e poi sbatteteli con forza e aprendo e chiudendo la bocca tac tac 
tac tac tac...
Tac
tac
tac
tac
tac

1
Il Barone camminava nel corridoio, l’eco dei suoi passi rimbombava nonostante cercasse di appoggiare i piedi al suolo più delicatamente possibile.
Ai lati del corridoio, le creature fluttuavano in contenitori trasparenti, alcune beatamente abbandonate all’abbraccio del liquido di conservazione, altre che si dibattevano come in preda a una crisi epilettica o a un raptus di follia.
«Il ragno piccolo e stupido, piccolo e stupido, piccolo e stupido...» ripeteva la voce proveniente da una testa di neonato dalla Adriano Barone quale si allungavano dita innaturalmente lunghe. Ognuna di esse non terminava in polpastrelli ma in piccole bocche che si appiccicavano alla superficie del contenitore cilindrico. La voce, da fuori, era udibile grazie a onde multicolore che, propagandosi nel liquido e infrangendosi contro la superficie di vetro, venivano amplificate all’esterno.
Al termine del condotto uretrale di quello che sembrava un pene reciso ospitato in un altro contenitore, un occhio si aprì,  contemporaneamente ad altri due occhi che si trovavano dove avrebbero dovuto esserci dei testicoli.

Se volete potete continuare a leggere altre pagine 
GRATUITAMENTE QUI!

TRAMAVittima di esperimenti che lo hanno portato ad avere poteri quasi divini, ma sui quali non ha il minimo controllo, il folle Arlecchino fugge dalla prigionia impostagli fin dalla nascita. Il giullare si ritrova in un mondo in apparenza perfetto, dove la morte non esiste: insofferente a ogni tipo di regola, vittima di un destino che lo vede sempre in balia di forze che vogliono imporre l’ordine nel Multiverso, Arlecchino porta il caos nel mondo in cui è prigioniero e, liberatosi, in tutte le altre realtà esistenti, provocando ciò che i misteriosi Tracciatori vogliono prevenire ad ogni costo. E quando si scatena la sua follia, in tutti i Tracciati dell’universo risuona il ghigno di Arlecchino.

L'autore Adriano Barone è nato nel 1976 e vive a Rho, Milano. Ha pubblicato i volumi a fumetti L'era dei Titani (su disegni di Massimo Dall'Oglio, Edizioni BD) e Tipologie di un amore fantasma (su disegni di Mauro Cao, Edizioni Voilier), oltre alla raccolta di racconti Carni (e)strane(e) (Urania Epix Mondadori).
Barone, l'autore
Quando ci si avvicina a un testo WEIRD è necessario lasciarsi andare un po' come sulle montagne russe altrimenti non ci si "gode "il viaggio.
E' necessario sgomberare la mente dalle rigide regole del buonsenso (in questo caso anche del buongusto, Arlecchino è uno di "bocca buona" e dopo capirete cosa intendo!) e, come in questo caso, anche dalle normali regole della grammatica.
Prendiamo ad esempio Alice, la solita cara vecchia-forever young bimbetta che segue il coniglio bianco ("Perchè scrive così? Un mix ita-english?" vi starete domandando. Dopo capirete pure questa!). Questo capolavoro è un weird, lo sanno tutti! In Alice ci sono forse periodi da interpretare, letteralmente? Direi di no! Ci si può immergere in una lettura molto scorrevole e lasciare che le innumerevoli immagini scorrano libere nella mente, è bellissimo ^_^
In questo libro, invece, Barone ha donato un po' di bizzarria anche al testo! Non si è limitato alle idee ma ha pensato di abbattere alcune regole della grammatica.
Una a caso, una di quelle classiche tipo ... la punteggiatura!

Dal libro, un brano tutto d'un fiato:
... il grigio volto morente non conosceva la parola bomba prima di oggi la gente viaggiava a piedi o a cavallo nelle strade adesso rimestava sangue con gli occhi ci sono solo cadaveri e macerie in un Tracciato muore in un villaggio bombardato il Grigio è un bambino e si inginocchia accanto al suo gemello suo fratello inginocchiato di fianco a lui e guarda la gente combatteva a distanza ravvicinata con armi da taglio e a distanza con frecce e balestre adesso oggetti lanciano pezzi di metallo che lacerano la carne e le ossa quando ti colpiscono muori e un istante prima stava correndo in un prato il grigio volto morente un istante prima è inginocchiato di fianco a suo fratello un istante dopo a una velocità talmente alta
(a questo punto il testo s'interrompe e va a capo)
 è da solo un istante prima è vivo un istante dopo  è ancora vivo inginocchiato in mezzo alle macerie che si muovono da sole un istante prima è vivo aculei e canini  e zanne l'istante dopo è arrivato sul suo pianeta non ha mai avuto un fratello affilato e pelle urticante speranza
(va ancora a capo e prosegue...)

Ma io mi fermo qui, questo tipo di bizzarra scrittura prosegue per un po'. Ogni tanto compare. Già il libro è un weird di nicchia e, sinceramente, questa voluta (e consapevole) eliminazione della punteggiatura non mi ha aiutata nella creazione delle immagini. Ma chissà, forse era anche volere dell'autore dare al lettore delle frustate mentali! A me queste parti non sono piaciute molto, però è anche vero che va a gusti! Avrei preferito dei giochi con le font (deformazione professionale da grafico) che, se scelte con cura, avrebbero dato un buon impatto visivo e un conseguente stato d'animo ... ma ripeto, va a gusti!

Mi sono piaciute invece le frasi scritte come fossero una parola unica, un esempio:
(...) il senso di soffocamento (moriròmorirònonrespiropiù) avrebbe dovuto totalmente esaurirlo (...)
La punteggiatura aiuta, se me la togli non capisco cosa mi vuoi dire ...
sigh! Povero me!
Buonsenso e Buongusto.
Prima di parlare di questi concetti è necessario conoscere il personaggio Arlecchino. Nella prefazione curata da Alan D. Altieri (che rispetto ma non condivido a pieno, Sorry Sir!) vengo messa in guardia:
"... il Ghigno di Arlecchino è un intero schieramento di artiglieria nucleare."


Ullallà! Mi preparo, allora!
ALLARME ROSSO!
Ai posti di combattimento!
Ufficiali Superiori in plancia!
Altieri prosegue dicendo: "L'Arlecchino del titolo è l'antitesi transgenica dell'allegro buontempone carnevalesco. (...) l'Arlecchino messo in campo da Barone è la resurrezione al nero all'Arlecchino primordiale germanico. Hölle König, diventato quindi Helleking e approdato infine a Hell King. Difatti: Re dell'Inferno. (...) Con "il Ghigno di Arlecchino" - fenomenale roller-coaster dell'immaginario più sfrenato - A. Barone si spinge, letteralmente e narrativamente, where no man has gone before. (Sam: il mio allarme rosso allora è appropriato ^_^) Tra dei blasfemi, fughe senza fine attraverso distorte inter-dimensionalità frattali (Sam: URKA! Con l'ausilio della mega iper-supercazzola con scappellamento dinamico, no? ^_^) e replicazioni oltre il diabolico di corpi e anime, "Il Ghigno di Arlecchino" potrebbe essere il romanzo cardine non solo di genre-fusion, ma di un nuovo genere tout-court.
Ad A. Barone, perfino il New Weird va stretto: Welcome to Meta-Weird.

video
Il Signor Altieri e Frate Salvatore hanno qualcosa in comune ^_^

Signor/Dottor as u wish Altieri, le avranno fatto questa battuta anche altri, non so, ma è stato più forte di me. Non me ne voglia, sono una burlona pure io ^_^
A parte la battute, la prefazione avvisa e incuriosisce! 
Il suo scopo lo ottiene.

Tornando al nostro Arlecchino, leggo anche in aNobii alcune tra le opinioni dei lettori (in verità tutte, ma ne riporto solo un paio. Quelle che mi servono per arrivare al dunque!)


CIAKMULL dice: "Adriano Barone torna alla carne, in tutte le sue sfaccettature: sangue, sudore, sperma. C'è molto sesso, c'è molta violenza in questo romanzo, il genere è New Weird, un mix di fantascienza e horror e metafisica. È la teogonia di un giullare folle, una storia di intrecci e fissazioni, di riti quasi sciamanici, cui ci si deve abbandonare senza paletti, come nei film di Miike o in Lovecraft, pena la delusione. Le sue immagini sono potenti e fantasiose, il ritmo ondivago, strappa all'inizio, morde nel finale, si fa vischioso nella parte centrale. È un'esperienza fisica, che ha un unico prim'attore, un joker che in parte sa di fumetto - morboso - pur trascendendo l'immaginario comune e andando oltre i limiti dell'immaginazione: senza spiegazioni, perché spiegare l'iper-reale sarebbe da malati di mente, va vissuto e basta."


CORAM85 dice: "(...) La storia è incentrato sulla figura del Trickster (ingannatore), uno spirito antropomorfo, abile imbroglione e dalla condotta ribelle. Uomo o donna, ma anche rappresentato da forme animalesche quali il coyote, la volpe o il ragno, il Trickster è soprattutto il ritratto del cambiamento e dell'imprevedibilità. 
Il Trickster di questo romanzo è un mix di mitologia e folklore, che trova il suo aspetto fisico, burlesco a dark, nella storpiatura della maschera della Commedia dell'Arte; tuta a rombi scuri e sfumature violacee e ghigno da giullare. (...)"
L'opinione di Coram85 è davvero interessante, la potete trovare per intero QUI!

Sesso, violenza, inganno. 
Follia, ribellione, imprevedibilità. 
Weird, Meta Weird, New Weird ... ??? ... sul weird però sono tutti concordi, me compresa.
Quindi dimentichiamoci il buonsenso e il buongusto!

Infine eccoci all'ultimo concetto che volevo introdurre:
Che cos'è il TRICKSTER?
Da Wikipedia apprendo che:
Nella mitologia, nella religione e nello studio del folklore il trickster (ingl. ingannatore) è un essere spirituale, uomo, donna o animale antropomorfo, lussurioso e vorace, abile nell'imbroglio e caratterizzato da una condotta amorale, al di fuori delle regole convenzionali.
In forma umana viene spesso raffigurato come un maschio, che a volte può anche assumere caratteristiche femminili, dotato di abnormi parti anatomiche, come narici, orecchie, bocca, ano, ecc.
Tra gli animali che sono considerati trickster nelle varie culture troviamo il coyote, la volpe, il ragno, la lepre, il corvo (vedi Kutkh), e il lupo (si ricordi la famosa favola di Fedro su Il lupo e l'agnello).
Nel folklore il personaggio appare come uno scaltro mentitore che con poco lungimiranti sotterfugi riesce ad uscire sano e salvo anche dalle situazioni più ingarbugliate (delle quali spesso è artefice), come nella maschera di Pulcinella (Sam: Pulcinella? Non Arlecchino? Dubbio...) o nell' Ifrit delle tradizioni arabo-islamiche. In questo differisce dal brigante, poiché la sua attitudine raramente lo porta a notevoli guadagni o cambi radicali di vita; piuttosto le sue furbonerie sono un contorto lasciapassare per la riuscita di piccoli imbrogli, sia commerciali che sessuali, che spesso sfociano nella comicità.
Il trickster, spesso un ladro o un folle, è colui che mette in moto cambiamenti imprevedibili nelle storie. Non crea, ma concrea, dando alla creazione aspetti imprevedibili, o, in alternativa, distrugge il mondo conosciuto o l'ordine costituito, creandone uno differente.
Occhio! Non sono uno con cui scherzare!
Pronti?
... VIA!

Ci sono QUATTRO parti, io le avrei battezzate così:
1 - Genesi/Fuga
2 - Conoscenza del mondo e di sè stesso (parlo di Arlecchino, ovviamente)
3 - Creazione/Cambiamento
4 - ... nel silenzio tac tac tac!


Già nelle prime pagine Arlecchino soffre, viene torturato dal Barone/scienziato che lo ha creato e non solo!
Una scena interessante per capire la mente del protagonista indiscusso, secondo me, è questa:

Il Barone trova Arlecchino in biblioteca mentre legge un libro di botanica, quello che preferisce.

<Perchè?> (gli chiede il Barone)
<Perchè siamo come l'acero e il frassino. Poligami, perchè portiamo fiori ermafroditi quando ci conviene e unisessuali quando vogliamo un'identità accettata dagli altri. Le piante sono ermafrodite nel corpo, noi nella mente.>

Il Barone non sembra contento di questa mente, forse si sente minacciato.

Il soggetto (Arlecchino) si girò e fece qualche passo, ma non se ne andò. Estrasse il pene dai pantaloni, lo afferrò. Il membro divenne subito eretto, di dimensioni spropositate rispetto al suo fisico da bambino. Improvvisamente un fiotto di sperma sgorgò dalla punta. E un altro, e un altro. Caddero tutti sul libro ancora aperto a terra. 
Il Barone si alzò all'improvviso, lasciando sfuggire al suo controllo un urlo inarticolato, mentre il figlio si accasciava al suolo: sembrava esausto, ma rideva sommessamente.

Adesso che, oltre che per la mente, il Barone prova invidia anche per qualcos'altro, secondo voi che succederà?

Il Barone lo scrutò con fermezza. <Cosa hai intenzione di fare?>
<Un disutile scempio delle cose.>
Il Barone pensò per la prima volta che il soggetto fosse difettoso. Dal giorno successivo, smise di nutrirlo, riuscendo addirittura a convincersi che affamare il soggetto fosse solo parte dell'esperimento.

Arlecchino si risveglia in trappola (sorpresa ^_^).

Arlecchino cercò di capire cosa fosse successo. Si rese conto che qualcosa nel suo corpo era cambiato e toccò la parte bassa del suo corpo: il pene era sparito.

Eccolo qui! Adesso, secondo voi, una cosa del genere potrebbe essere "sconvolgente" per la già particolare mente di Arlecchino? Sarà forse un trauma? Mediterà forse vendetta?
Direi!
Ma non solo.
Il Barone lo aveva creato con la capacità di viaggiare tra i Tracciati, le possibili combinazioni dei livelli di realtà.

<(...) Ho selezionato il mio seme migliore per farti nascere come sei. Sei predisposto a essere aperto alle influenze dei Tracciati. Inoltre, quando eri bambino, ho inserito dentro di te un accumulatore organico di energia. Molti qui a Sophia ne sono dotati, assorbe energia da qualunque fonte extra-Tracciato disponibile. Ma io ho modificato il tuo in modo che tu possa connettere il Tracciato con cui l'accumulatore entra in contatto.>

Peccato che il folle Arlecchino sia già in grado di vedere il Tracciato nel quale vivono.
Senza dirvi come e quando, è ovvio che prima o poi riuscirà a fuggire.
Illustrazione di ROM
Entriamo così nella seconda parte, dove fa conoscenza con il Grigio (questo personaggio mi è piaciuto) e dove incontra lungo la strada altre bizzarre creature. Tra le altre un gruppo di esseri immobili (forse statue?) dal corpo umano e la testa animale. E che fa Arlecchino, quel pazzo scatenato?

Rivolse loro la parola. Non si mossero.
Li picchiettò con le dita. Niente.
Schiaffi sul viso. Niente.
Afferrò un braccio e lo torse. Avrebbe anche potuto lussarlo, se avesse finito di fargli compiere la rotazione. Niente. 
Ballò davanti a loro. Sputò in faccia a tutti. Infilò dita nei nasi di chi aveva narici. Afferrò un pene. Lo masturbò. Il pene si irrigidì. Aumentò la velocità. nessuna eiaculazione, nessuna reazione. Nulla. prese in bocca il pene. leccò a lungo, come immaginava sarebbe piaciuto a lui, lo mandò giù fino alla gola. Niente.
Parlò. A lungo, di qualsiasi argomento che gli venisse in mente (...)

Sinceramente, è normale che uno faccia una cosa simile? No!
Ecco perchè Arlecchino è un personaggio estremo. Estremo per come pensa e come agisce.
Ecco perchè questo libro NON è per tutti!

Le avventure del folle proseguono ma non mi sembra corretto continuare, il libro infondo è breve.
La trama si articola in crescendo, per pazzia ovvio!, fino al capitolo finale che porta il simbolo dell'infinito ... sarà un caso? Mha! Chissà ^_^
La lettura non è "difficile" ma richiede un pochino d'impegno, diciamo un pochino va'. Ci sono personaggi interessanti, a parte il Grigio mi è piaciuta Ah Puch (ma non vi dico chi è!).
E' scritto bene, è il primo lavoro che leggo di Barone e devo dire che il suo stile non mi dispiace. (A parte quando mi toglie tutti i punti e le virgole.)
A proposito di ghigno e di weird ...
Ve lo ricordate? No?
CONCLUSIONI: Non mi sono facili! Come ho già scritto nel listone dei libri letti nel 2010, forse per me è troppo estremo, troppo lontano dai miei gusti. Esatto! Lontano dai miei gusti personali.
Il personaggio di Arlecchino non mi è piaciuto un solo momento, ho provato pena per lui all'inizio e disgusto per quello che è venuto dopo. Sinceramente, ho provato anche un senso di vuoto verso la fine (solo se lo si legge, forse, si capirà questa mia sensazione). Ma è il personaggio che mi ha disturbato, non il mondo o il libro in sè. Secondo me è un buon weird, solo che è ancora più di nicchia di quanto non lo sia già per sua natura il genere.
Quindi, dopo averci pensato un bel po' direi che la cosa più onesta che posso dire è questa: "Il ghigno di Arlecchino è uno di quei rari libri totalmente soggettivi, ognuno deve leggerlo per conto suo e trarne una personale conclusione!"
Proprio come un giro sulle giostre, non si può descrivere più di tanto ... è necessario provare per capire!
Alla fine lo consiglio!

Chiudo con un messaggio un po' criptico ma non per chi ha letto o leggerà il libro:
In questo Tracciato dove tutti sono pazzi per Twilight, mi faccio problemi a recensire un libro dove c'è un folle come Arlecchino. E mi domando il perchè!
In un altro Tracciato dove tutti sono folli come Arlecchino, non mi pongo nemmeno il problema perchè siamo tutti in balia della pazzia più sfrenata e liberatoria. E non mi domando il perchè di nulla!
Alla fine, però, i Tracciati coesistono in armonia senza escludersi a vicenda quindi io leggo Arlecchino, dico quello che ne penso e continuo a chiedermi solo: perchè esiste Twilight? ^_^


American McGee's Alice - un videogioco Electronic Arts del 2000 ^_^

3 commenti:

  1. Ciao!
    Ho letto l'inizio del libro e lo leggerò tutto per motivi di studio.

    Il libro è scritto Male, M maiuscola.

    Salti di punto di vista e infodump a go go.
    La storia sarà anche bella (non ho ancora letto abbastanza per poter giudicare), ma la tecnica fa pietà.

    E' giusto dirlo a chi legge la recensione.

    In bocca al lupo per il blog!

    RispondiElimina
  2. Ciao "anonimo", sembra giusto anche a me accettare altri punti di vista. ^_^
    Se, quando lo avrai finito, avrai tempo e voglia di scrivermi un tuo parere finale (possibilmente con i perchè), sarai il benvenuto.
    Grazie

    RispondiElimina
  3. Scusa per il nome, mi son scordato.

    Ecco: ???

    Per i perché non serve aspettare. Come ho già detto, dal lato tecnico il romanzo è messo male.

    Guarda qui, ad esempio:

    L’ago penetrò nella colonna vertebrale e il Barone premette lo stantuffo.
    Il soggetto spalancò gli occhi (traditotraditotraditoancoratradito), le
    sue membra si tesero, le braccia si allungarono in uno spasmo di violenza, artigli sfiorarono la guancia del Barone, che ormai si era già ritirato e lo guardava con distacco.
    Il soggetto sembrò calmarsi. Il sedativo avrebbe dovuto cominciare a fare effetto. L’essere tentò di balzare in avanti, strangolato dalla catena che lo tratteneva al muro.
    Il Barone sbatté la porta.
    Urla. Artigli e zanne che si agitavano. Bava colante dalla bocca, muscoli tesi quasi fino a spezzare le ossa, suo figlio ululò la sua tristezza e la sua rabbia e il suo odio.

    Allora, cambi di POV:

    All'inizio il punto di vista è il Barone (lo è stato dall'inizio della scena), ma dopo due righe abbiamo il "traditotraditoancoratradito" che è un pensiero di Arlecchino.
    Poi si ritorna al Barone.
    Alla fine il Barone se ne va sbattendo la porta e sente le urla di Arlecchino, e va bene, ma la "Bava colante dalla bocca, muscoli tesi quasi fino a spezzare le ossa" non li può ne vedere (la porta e chiusa) ne sentire (non fanno rumore) ne avvertire (non è il suo corpo)e quindi siamo tornati ad Arlecchino: il solo che può percepire queste cose.

    Inoltre trovo brutto e di poca efficacia come il Barone chiami Arlecchino "soggetto" tutto il tempo e poi dica "figlio" solo per fare una frase ad effetto, che fra l'altro può essere mal interpretata e poteva esser resa meglio nella scena. Semplicemente facendo dire Padre ad Arlecchino quando il Barone entrava nella stanza (sorpresa) o dopo la puntura (rabbia).

    Come vedi il libro è scritto Male. Queste son solo le prime pagine. Quando l'avrò letto per intero, se vuoi, ti saprò dire di più.

    Ciao!

    RispondiElimina

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