15 febbraio 2011

I Guerrieri d'Argento di E. Ravasio

I Guerrieri d'Argento
illustrazione di copertina di Alessandra Alù
Oggi volevo segnalarvi l'uscita di un libro FANTASY, il primo di una Saga, scritto da Elvio Ravasio e stampato da Senso Inverso nella Collana SenzaTregua: I GUERRIERI D'ARGENTO.
Un fantasy per ragazzi ogni tanto ci vuole, e come inizia solitamente una Saga? 
Con una Profezia!

INCIPIT (extended)
Nella I Era del tempo di Cron, subito dopo la sconfitta delle orde oscure di Merja Norim, una profezia fu pronunciata da Arkàdon stesso. Recitava esattamente queste funeste parole:

Nell’era VIII, il male si diffonderà,
chi nell’ombra fu scacciato riapparirà,
il buio correrà lungo le lande,
l’angoscia dominerà l’impudente. 

Dalla terra risorgeranno gli spiriti sconfitti,
dalle ceneri si leveranno i corpi trafitti,
a coloro che tenteranno di arrestar l’anima errante,
nel buio, sprofonderà la loro mente.

Un trio potente sfiderà il male oscuro,
seppur senza certezza sarà il loro futuro,
i cuori impavidi battaglia daranno,
finché loro, le forze mancheranno.

La scelta estrema che a loro spetterà,
porrà, forse, rimedio all’oscurità,
ma coloro che il senno perderanno,
nell’oblio per sempre vagheranno. 


Nel tempo di Ulum: prima della battaglia di Lemor, della grande piena e ancor prima dell’Adunanza, sulle lande di Arìshtar il tempo trascorreva sereno. Arkàdon regnava sulle lande dal sacro monte Umar, una montagna impervia e austera. La cima era invisibile a occhio nudo e le pareti inaccessibili, una nebbia densa ne avvolgeva la parte centrale formando un fitto anello impenetrabile. 
Lampi e tuoni si sprigionavano da quel fumo consistente, rendendo impensabile il solo avvicinarvisi. Non esisteva appiglio, grotta o sentiero al di fuori della via principale. Pietre bianche e levigate delle miniere di Simpur lastricavano la salita formando un serpentone bianco che si snodava e s’inerpicava sul pendio ovest della montagna. Essa conduceva al sacro portone di Kardon che prendeva il nome dalla città sacra. 
Un portone antico come il tempo, costruito con legno d’ondrio ormai sconosciuto ma più robusto di qualsiasi metallo . Intagliati a colpi d’ascia Kardoniana, figure e volti di antichi dèi sembravano trafiggere i viandanti arrivati fino a lì. Un alone mistico e inquietante avvolgeva quel luogo. Oltre il portone, un’interminabile fila di gradini conduceva alla città degli Immortali (lettura dal libro di Iljia, I capitolo della I Era) lo spettacolo che si ammirava, una volta arrivati alla fine della salita, lasciava senza fiato. 

All’ingresso della città si ergevano due pilastri, costruiti con enormi blocchi quadrati di pietra marmorea uniti da un arco centrale. Simboli incomprensibili ne ricoprivano la superficie, solo il libro di Iljia avrebbe potuto dar loro un significato. 
Sette torri bianche, disposte a semicerchio, contornavano la grande piazza principale. Non esistevano porte alla base delle torri, solo una scala piuttosto stretta, senza protezioni e con gradini sospesi, uniti alla torre sul solo lato corto. La scala girava tutt’attorno e portava alla sommità, dove s’intravedeva una piccola apertura. I tetti delle torri erano incredibilmente appuntiti e svettavano verso il cielo come aculei. 
La piazza era circolare, con un pozzo al centro che emetteva dall’interno una luce straordinaria, di color bianco ghiaccio, ma allo stesso tempo calda e rassicurante. 
Sulla sinistra, si ergeva il palazzo del Consiglio. Una costruzione esagonale, austera e imponente. Nessuna finestra alle pareti, solo una grossa cupola di cristallo alla sommità permetteva alla luce di illuminarne l’interno. Quando il sole era allo zenit, un gioco di disegni e colori si componeva sul pavimento del palazzo.

Dettaglio copertina
TRAMA: Un nemico da anni celato riemerse dalle tenebre, si impossessò di un segreto libro di incantesimi, stravolse le regole, indusse il lato oscuro di ogni individuo a riemergere. Un potere enorme che creò caos e assoggettamento; Nayla, Elamar e Gotland furono scelti per contrastare tale forza, inconsapevoli dei loro poteri dovettero imparare a dominarli, sconosciuti tra loro divennero amici, uniti da un insolito destino.
Una stirpe di immortali guidata da sette re, un popolo autoesiliato in un bosco arcano e un'etnia rinchiusa da ere nelle viscere della terra, formeranno un esercito unito contro l'oscura minaccia. Ma sarà qualcos'altro a indurre il male all'eterno oblio.
Elvio Ravasio
Elvio Ravasio (il suo BLOG QUI!) nasce a Lecco nel 1964. Libero professionista, appassionato fin da ragazzo di fantasy e fantascienza, coltiva questa sua passione leggendo i classici del genere. Assiduo lettore anche di fumetti, in particolare dei supereroi della Marvel, colleziona diverse testate. 
Nel 2003 decide di iniziare a scrivere. 
Nasce così "I guerrieri d'argento", opera prima dell'autore: un libro scritto per la figlia, uno stile scorrevole, descrittivo quanto basta per lasciare libero spazio alla fantasia, con sanguinose battaglie e situazioni divertenti che si alternano mantenendo l'attenzione del lettore
Copertina completa
In Bocca al Lupo, Elvio ^_^

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...