2 luglio 2011

LIBRI 2011 (13 recensioni) - 2 di 4

LISTONI PRECEDENTI:
-LISTONE dei 31 LIBRI LETTI nel 2010
-LISTA di 12 LIBRI, PRIMO TRIMESTRE 2011

SOLO DI ALCUNI e DEI GENERI CHE TRATTA IL SITO ne farò/ne ho fatto un articolo dedicato. Ma di tutti i libri che leggo ho pensato di dirvi qualcosa, già che li ho letti almeno vi dico la mia.
Vi ricordo IL GRUPPO LIBRI E CAFFELATTE ^_^ 
LOGO GRUPPO IN ANOBII
Proseguiamo col SECONDO blocco di 13 libri ^_^

1 - "Jane e la disgrazia di Lady Scargrave" di S.Barron
TEA
INCIPIT
17 marzo 1803
N.4, Sidney Place,  Bath
Quando una giovane gentildonna più dotata di buone maniere che di  mezzi ha il buon senso di conquistare l'affetto di un gentiluomo più anziano, vedovo, possidente e agiato, si considera solitamente che il connubio sia dovuto all'intelligenza di entrambe le parti. La gentildonna ottiene quella posizione nella vita per la quale  le sue amiche possono invidiarla e congratularsi con lei, mentre il gentiluomo, in età ormai avanzata, conquista tutto ciò che può essere offerto dalla gioventù, dalla vivacità di spirito e dalla bellezza. (...)
Tuttavia, allorchè il gentiluomo anziano muore all'improvviso di disturbo gastrico dopo tre mesi di matrimonio ...

TRAMA: In visita presso l'amica, la bellissima e giovane Isobel Payne, Contessa di Scargrave, Jane Austen è testimone di una tragedia: il Conte Frederick, marito di Isobel, colto da improvviso e inspiegabile malore, muore in poche ore. La scomparsa prematura del marito, dopo tre soli mesi di matrimonio, getta la povera Isobel nella più cupa disperazione. Tuttavia la vedova scopre ben presto che non si tratta che dell'inizio delle sue disgrazie: di li a breve infatti una misteriosa missiva la raggiunge, nella quale sono contenute oscure minacce e la duplice accusa di omicidio e di adulterio. Terrorizzata, Isobel invoca l'aiuto di Jane, la sola di cui si può fidare, ma soprattutto l'unica, tra i presenti al castello nella notte della tragedia, che non tragga alcun vantaggio dalla morte di Lord Scargrave. Contando sulle sue ben note doti di comprensione dell'animo umano, Jane si trova così coinvolta in una pericolosa indagine che la porterà a varcare nientemeno che i cancelli della prigione di Newgate e persino la soglia della Camera dei Lords, arrivando a mettere a repentaglio la sua stessa vita.

CONCLUSIONI: Ogni tanto provo qualcosa di diverso. Accade raramente che questo qualcosa di riveli piacevole. Spesso mi ritrovo con una lettura lasciata a metà, altre volte invece la porto a termine con un piacevole ricordo. Come in questo caso.^^
In pratica, siamo di fronte a una sorta di Signora in Giallo del 1800 dove Jessica Fletcher altri non è che la scrittrice Jane Austen! Già! Un'altra scrittrice che porta una rogna pazzesca! Perchè rogna? Lo sanno tutti! Ogni volta che arriva lei, qualcuno nelle vicinanze schiatta! Ecco perchè ... scherzo, ovviamente! ^^
A parte gli scherzi, che s'è inventata la Barron? Una saga di libretti auto-conclusivi di genere giallo, con un po' di romanticismo e con protagonista la Austen che fa la detective improvvisata ...
L'intelligenza e la cultura dell'autrice (Austen, il personaggio del romanzo) le permettono di collegare gli eventi e di trovare la verità sul caso in questione.
Il testo è molto scorrevole e si legge bene, anzi benissimo. Ho notato molta cura nel dettaglio e i personaggi sono ben gestiti. Le ambientazioni sono curate così come le parti storiche.
E' un giallo anche se c'è un pizzico di avventura, quindi lo consiglio a tutti i fan dei vari Tenenti, di CSI e simili ^_^ perchè il fatto che sia Jane Austen la protagonista e non Miss Marple non cambia granchè l'essenza.
Non leggerò gli altri, è stato un esperimento.
PROMOSSO! 

2 - "La Contessa Nera" di Rebecca Johns
Garzanti
La MIA APPROFONDITA RECENSIONE LA TROVATE QUI!
Ho aperto anche la discussione in aNobii: LA CONTESSA VEGETARIANA

INCIPIT
22 agosto 1614
Csejthe, Ungheria del Nord
Al reverendo Elias Lani, Zilina
Dominus vobiscum
E' con profondo  rammarico che mi vedo costretto a informarvi che la vedova Nadasdy è spirata ieri sera senza pentirsi dei suoi crimini, sebbene io e il reverendo Ponikenus abbiamo fatto tutto il possibile per indurla a confessare. (...)

PARTE I
Extra Hungariam non est vita
1° gennaio 1611
Il ragazzo e suo padre sono giunti all'alba per murarmi nella torre. Venivano dal villaggio ai piedi del castello, con il loro asino e il carretto pieno di attrezzi. Io ero sveglia da ore, a fissare dal davanzale il cielo che da nero volgeva all'azzurro chiaro, ed è così che ho sentito il loro scalpiccio sulla neve della corte: due sagome scure l'una all'altra, intente a bisbigliarsi qualcosa all'orecchio, rabbrividendo con lo sguardo rivolto alla mia finestra e segnandosi in fronte quasi fosse un mostro.

TRAMA: (dalla copertina) Ungheria, 1611. L'alba illumina l'imponente castello di Csejthe. Nella torre più alta, una donna completamente vestita di nero è sveglia da ore. Il suo sguardo austero è rivolto verso una feritoia nel muro che mostra solo un piccolo squarcio di cielo. Quello squarcio di cielo è l'unica cosa che scorgerà per il resto della vita. Murata viva in quella stanza fino alla morte: così ha decretato il conte palatino. Ma la contessa Erzsébet Báthory non ha nessuna intenzione di accettare supinamente il destino che le viene imposto. Non l'ha mai fatto nella sua vita.
Fin da bambina Erzsébet è stata una ribelle, innamorata solo dei libri e delle folli corse con il suo cavallo, sorda ai severi insegnamenti della madre sulle arti femminili. Ha solo sei anni quando, nella sua dimora tra i freddi monti della Transilvania, assiste ad atti di violenza indicibili. Atti che la segnano nel profondo e che non dimenticherà mai. Neanche quando, appena adolescente, è costretta a sposare l'algido e violento Ferenc Nádasdy. Un uomo sempre lontano, più interessato alla guerra e alle scorribande che a lei. Erzsébet è sola, la responsabilità dei figli e dell'ordine nel castello di Sárvár è tutta sulle sue spalle. Spetta a lei gestire alleanze politiche e lotte di potere.
Lotte sanguinose, piene di sotterfugi e tranelli, che fanno emergere la parte più oscura della contessa, un'anima nera. Strane voci iniziano a spargersi sul suo conto. Sparizioni di serve torturate e uccise, nobildonne svanite nel nulla.
Chi è davvero la donna imprigionata tra le gelide pietre di Csejthe? È solo vittima di una cospirazione per toglierle il potere? O il male è l'unico modo per Erzsébet di sopravvivere in un mondo dominato dagli uomini?

CONCLUSIONI: Mi sento in dovere, oltre a dirvi la mia personale opinione, di fare una duplice conclusione/suggerimento perchè io, lo ammetto, sono partita prevenuta e con determinate aspettative basate sul personaggio storico.
Inizio col dirvi cosa NON è:
NON E' UN ROMANZO HORROR
NON E' UN HARMONY 
NON E' UN PARANORMAL ROMANCE
A me è sembrato più un romanzo STORICO SOFT (molto ma molto leggero) e senza scene esplicite di sesso nè di battaglie. Viene spesso fatta una sorta di introduzione all'inizio di alcuni capitoli spiegando (non mostrando!) gli eventi storici in corso.
Non è horror perchè a parte una leggera velatura di pazzia della Contessa non mi sono immersa in un'ambientazione particolarmente intensa e oscura. Non ho nemmeno percepito l'anima nera.
Non è un Harmony, non c'è romanticismo nemmeno a pagarlo! Non c'è stato un solo momento dove mi sono sentita coinvolta o palpitante. Non c'è emozione, io non l'ho avvertita.
Non è un PR, non c'è il minimo accenno a eventi surreali. Non ci sono nemmeno riti esoterici o di magia nera come voleva la leggenda.

MIA OPINIONE: Io, conoscendo la Contessa Bathory, mi aspettavo tutt'altro! La donna descritta in queste pagine non è la Bathory famosa ma una "rivisitazione personale" dell'autrice, a mio parere.
E' un po' come se avesse tolto a Dracula la sete di sangue o a Dorian Gray la vanità. E concedetemelo, è come se avesse tolto a Fujiko le tet ... cioè volevo dire l'egoismo ;)
La noia è stata molta.
A un certo punto (circa dopo la metà, dopo un evento che non vi dico per non inserire spoiler) ho sperato: "Oh! Adesso cambierà! Adesso farà qualcosa!"
E invece nisba!
Una delusione! Le mie aspettative, tradite.
I diversi motivi per cui l'ho comprato, non hanno trovato riscontro in niente.
Quindi, BOCCIATO!
Un vero peccato, pazienza :(

Comunque, non siamo tutti uguali. E il libro non è un "brutto" libro.
Quindi aggiungo due tipologie di potenziale lettore con relativo mio suggerimento:

IL MIO PRIMO SUGGERIMENTO è per chi come me già conosce il mito e spera di leggere della Contessa-vampira, di "vivere" scene forti considerando che era una sadica, di "vivere" un personaggio schizofrenico giunto fino ai giorni nostri proprio per la sua pazzia: LASCIA PERDERE!
Quella Bathory qui non la troverai. Qui è solo una donna comune con la mania di picchiare le serve e con il pallino dei soldi, cosa abbastanza scontata per quei tempi! La pazzia che viene descritta, se escludiamo le due frustatine date in tre scene del libro, sembra dettata dalla frustrazione e non da vera pazzia!
Secondo me, l'autrice non è stata in grado di entrare nella testa di una maniaca demente autentica come poteva essere la Bathory anche perchè ha tolto l'elemento chiave della sua vita: il sangue!
Qui è quasi una versione alternativa e annacquata della Bathory storica.

IL MIO SECONDO SUGGERIMENTO è per chi non sa nulla della Contessa, non gli frega della venatura vampiresca e del sangue e apprezza lo storico-femminile-soft: POTREBBE PIACERTI!
Alla fine, però, devo essere capace di mettere da parte le mie aspettative e dare un giudizio asettico.
Questo romanzo si è lasciato leggere, è scorrevole anche se gli eventi narrati si sviluppano lentamente. Quindi se ti piacciono i romanzi di "vita di corte" (tanto per capirci, anche se non siamo davvero a corte ma il tenore è quello) al femminile senza battaglie e con pochissime scene "leggermente" cupe, potrebbe risultarti una piacevole lettura.

3 - "I Promessi Morsi" di Anonimo Lombardo
RIZZOLI
LA MIA RECENSIONE CON IMMAGINI DELLA FICTION RAI DEL 1989 LA TROVATE QUI! (Mia opinione su ogni singolo personaggio rivisitato)


INCIPIT (extended)
Quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte da monti, tutto seni e a golfi, si restringe quando, all'improvviso, prendendo il corso l'aspetto di fiume, tra un promontorio a destra, e un'ampia costiera dall'altra parte.
La costiera, formata dal deposito di tre grossi torrenti, discende da due monti affiancati, l'uno detto di san Martino, e l'altro, con voce lombarda, il Resegone, per via dei suoi molti cocuzzoli in fila, che ricordano i denti di una sega, o di un lupo.
La roccia nuda e spietata delle vette, l'ombra cupa che, con l'avanzare dell'autunno verso l'inverno, esse gettano su borghi e campagne, la nebbia spettrale che salendo dal lago pare inghiottire boschi e vallate, e trasformare tronchi e rami in creature delle tenebre pronte a ghermire coi loro artigli chiunque si trovi a passare lì accanto: tutto, in quei luoghi, suggerisce l'idea di una natura selvaggia e crudele, in cui forze oscure e ostili abbiano infinite opportunità di tendere agguati agli abitanti.
Per questo, davanti al camino, nelle sere d'inverno, i vecchi raccontavano, come cose viste coi loro occhi o tramandate dagli antenati, di fuochi fatui che tremolavano tra le croci dei cimiteri, di streghe intente a preparare filtri e unguenti magici nelle loro casupole nel cuore della foresta, di bambini rapiti in culla e scambiati con folletti, di uomini costretti, nelle notti di luna piena, a tramutarsi in lupi, di misteriosi non morti assetati di sangue.


TRAMA: Il 7 novembre 1628, verso sera, su un pendio di quel ramo del lago di Como che volge a mezzogiorno, mentre le vette scoscese gettano un'ombra cupa su borghi e campagne e una nebbia spettrale pare inghiottire boschi e vallate, una ragazza tenta invano di sfuggire all'agguato di un essere dagli occhi rossi come tizzoni ardenti. Una poiana, o forse un enorme pipistrello, si leva in volo, e un vecchio curato, tornando dalla passeggiata serale, si imbatte in due individui minacciosi, che gli ordinano di non celebrare il matrimonio di Renzo e Lucia previsto per l'indomani.
Gli sposi promessi non sanno ancora che dovranno affrontare un tentativo di rapimento, una fuga in un monastero di Monza dove si praticano riti innominabili, il complotto di una stirpe oscura per conquistare lo Stato di Milano, una rivolta contro i nobili affamatoti e succhiasangue, l'entrata in scena di un bandito licantropo. la calata di un Esercito Fantasma, lo scoppio di una pestilenza che stermina due terzi della popolazione, e un flagello ancora più spaventoso...

CONCLUSIONII Promessi Morsi mi è piaciuto, del resto mi era piaciuto anche i Promessi Sposi. (Sebbene mi sia stata imposta la lettura a scuola, ho potuto apprezzare il lavoro del Manzoni solo dopo. E' un gran bel romanzo attraverso il quale è possibile rivivere un periodo molto buio della nostra storia. Andrebbe letto, non studiato però! Mia opinione.)
La rivisitazione di Anonimo Lombardo è rispettosa e al tempo stesso accattivante. Anche se alcune parti non mi hanno entusiasmata (la Monaca di Monza, ad esempio), ho apprezzato il romanzo nel suo complesso. Non è stato un lavoro da poco, l'impegno c'è stato e si vede!

La prima parte è noiosetta, come l'originale. La seconda è discreta, l'ultima è ben gestita!
Non cade nel meyerismo
Io chiamo MEYERISMO il MALANNO letterario e cinematografico attraverso cui i mostri (vampiri, licantropi ecc.) diventano rincitrulliti e sbriluccicano, i personaggi diventano piatti e vuoti, le trame perdono di spessore e coerenza. Il nome deriva da colei che ha portato il virus in tutto il mondo, forse la prima portatrice sana della storia: Stephenie Meyer! :D

Ci sono delle parti scritte al presente che però mi rimangono poco chiare, non per il senso dello scritto ma per il motivo. Perchè sono al presente? Non riesco a capirlo! Prima pensavo fossero le scene aggiunte, invece no! Quindi? Aspetto suggerimenti ^^

La nuova versione della scusa del manoscritto, regge e la trovo molto intrigante. Spiega anche la presenza del sovrannaturale e soprattutto l'identità dell'autoreAnonimo Lombardo si rivela nella sua nota "Una guerra illustre oltre il Tempo". Basta leggerla per capire ^^

Alla fine LO CONSIGLIO ma precisando, come ho già detto, che è un romanzo dal tenore serio e non pulp. Non è un Paranormal Romance e la trama portante rimane quella del Manzoni.
Secondo me, per apprezzarlo davvero, uno dovrebbe conoscere l'opera originale.
Potrebbe anche avvicinare quelli più giovani che ancora non l'hanno letto a scuola, però. Chissà!
PROMOSSO!


4 - "Ash, una storia segreta - vol.1" di Mary Gentle
FANUCCI
INCIPIT
PROLOGO
C. AD 1465-1467
'La mia anima è per mezzo di leoni'
I
Erano gli sfregi a renderla bellissima.
Nessuno si era preso il disturbo di darle un nome fino all'età di due anni e lei aveva vagato per i fuochi da campo, giocando per terra, scroccando il cibo qua e là, poppando dai seni delle prostitute sentendosi chiamare Cuc-ciolo-sporco, Grugno-sozzo e Culo-cenerino. Quando i suoi capelli cambiarono di colore passando dal castano chiaro a un biondo quasi bianco fu quel 'cenerino' che la colpì di più, per cui decise di farsi chiamare Ash.

TRAMA: Alcuni documenti storici ci hanno tramandato le gesta di Ash la guerriera giovane capitano di una truppa di mercenari durante le guerre del tardo Medioevo costretta a uccidere per la prima volta all'età di otto anni sposata contro il suo volere a un uomo che la disprezza ma che lei desidera.
Uno studioso del XXI secolo Pierce Ratcliff ha però scoperto che non si tratta del Medioevo che conosciamo. È un mondo di Visigoti che occupano Cartagine con robot di ceramica dominato da una religione del Cristo Verde un mondo in cui Ash come Giovanna d'Arco sente delle voci che potrebbero venire da Dio o da una fonte molto più strana voci che le suggeriscono con precisione le strategie per vincere le sue battaglie.

CONCLUSIONI: Essendo quattro volumi non mi sento di tirare le somme ora, dopo solo il primo. Per adesso posso dire che non mi sta entusiasmando (Ash, il personaggio, non mi coinvolge molto) però si fa leggere. Non ci si stacca facilmente dalla lettura perchè c'è qualcosa che ti fa andare avanti, comunque. Credo sia proprio perchè Ash è talmente "borderline" che la sua volgarità e rozzezza, anche se all'inizio mi creava del disagio perchè esagerata e portata all'eccesso, fanno parte del suo essere così cinico e del mondo violento e crudo nel quale vive che alla fine ti domandi sempre: "E adesso?"
Nota negativa: Le parti dove si cerca "per forza" di dare conferma storica alle gesta di Ash sono davvero mal gestite! Mi dispiace, ma queste parti le trovo forzatissime e inutili. O FAI UN'UCRONIA O NON LA FAI!
Era meglio se l'autrice dava un'impronta ucronica, a mio avviso. Così si arrampica su pergamene storiche inventate da lei, come un romanzo nel romanzo, che da subito stonano. Mia opinione.
La storia non annoia, è scorrevole. Lo stile usato è asciutto, con descrizioni dettagliate e un linguaggio preciso quando serve.
PROMOSSO, nel senso che procederò con la lettura.

5 - "1984" di G. Orwell
CLASSICI MODERNI
OSCAR MONDADORI
INCIPIT (extended)

PARTE PRIMA
I
Era una luminosa e fredda giornata d'aprile, e gli orologi battevano tredici colpi. Winston Smith, tentando di evitare le terribili raffiche di vento col mento affondato nel petto, scivolò in fretta dietro le porte di vetro degli Appartamenti Vittoria: non così in fretta, tuttavia, da impedire che una folata di polvere sabbiosa entrasse con lui.
L'ingresso emanava un lezzo di cavolo bollito e di vecchi e logori stoini. A una delle estremità era attaccato un manifesto a colori, troppo grande per poter essere messo all'interno. Vi era raffigurato solo un volto enorme, grande più di un metro, il volto di un uomo di circa quarantacinque anni, con folti baffi neri e lineamenti severi ma belli. Winston si diresse verso le scale. Tentare con l'ascensore, infatti, era inutile. Perfino nei giorni migliori funzionava raramente e al momento, in ossequio alla campagna economica in preparazione della Settimana dell'Odio, durante le ore diurne l'erogazione della corrente elettrica veniva interrotta. L'appartamento era al settimo piano e Winston, che aveva trentanove anni e un'ulcera varicosa alla caviglia destra, procedeva lentamente, fermandosi di tanto in tanto a riprendere fiato. Su ogni pianerottolo, di fronte al pozzo dell'ascensore, il manifesto con quel volto enorme guardava dalla parete. Era uno di quei ritratti fatti in modo che, quando vi muovete, gli occhi vi seguono. IL GRANDE FRATELLO VI GUARDA, diceva la scritta in basso.

TRAMA: L'azione si svolge in un futuro prossimo del mondo (l'anno 1984) in cui il potere si concentra in tre immensi superstati: Oceania, Eurasia ed Estasia. Al vertice del potere politico in Oceania c'è il Grande Fratello, onnisciente e infallibile, che nessuno ha visto di persona ma di cui ovunque sono visibili grandi manifesti. Il Ministero della Verità, nel quale lavora il personaggio principale, Smith, ha il compito di censurare libri e giornali non in linea con la politica ufficiale, di alterare la storia e di ridurre le possibilità espressive della lingua. Per quanto sia tenuto sotto controllo da telecamere, Smith comincia a condurre un'esistenza "sovversiva". Scritto nel 1949, il libro è considerato una delle più lucide rappresentazioni del totalitarismo.

CONCLUSIONI: Ho fatto una recensione un po' alternativa con immagini del film dell'84^^ La trovate QUI!
PROMOSSO!


6 - "EverWorld 6 - Inseguiti dagli Hetwan" di K.A. Applegate
MONDADORI
INCIPIT (extended con un anticipo del primo capitolo)

LA QUIETE PRIMA
DELLA TEMPESTA
Mi guardai intorno, e adesso c'era luce...
Il primo pensiero, la prima idea fu di avere davanti una donna bellissima. E, nonostante la faccia che mi si stava gonfiando a vista d'occhio, nonostante la fifa blu, nonostante la rabbia che sentivo contro Jalil e David e anche contro April, sebbene non avesse fatto o detto niente, nonostante tutto questo, ero incantato. Attratto.
L'angelo era bello, con un viso dominato da immensi occhi verdi e luminosi, incorniciato da riccioli d'oro, con una bocca ben disegnata, labbra carnose e denti bianchi e brillanti.
E solo allora, solo dopo essere stato travolto da quella prima ondata di un'improbabile lussuria dei sensi, solo allora mi resi conto che quell'angelo era un uomo.
«Buona sera» disse con una voce al cui confronto i più bei gorgheggi di April sembravano il gracidio di uno stagno di rane. «Il mio nome è Ganimede...»
Restammo a bocca aperta.
Era alto, ma non alto come Loki. E non certo così spaventoso. Era praticamente quasi nudo. L'unica cosa che lo copriva era una specie di lieve drappo bianco che sembrava sempre sul punto di scivolare giù dai fianchi stretti...
Ganimede si avvicinò...
«C'è cibo. C'è vino. C'è amore. "Ogni tristo pensier caschi: facciam festa tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia..."»
«"Di doman non c'è certezza"» concluse April.
Ganimede sembrò sorpreso.
«Sì. Come dici tu, è meglio fare festa, mangiare, bere, stare in allegria, perché non c'è certezza nel domani.»


CAPITOLO I
Dunque, in pratica, le cose ci stavano andando piuttosto bene. Eravamo scappati dal Regno dei Folletti, il che non era stato facile come potrebbe sembrare. Avevamo evitato di essere inceneriti da Nidhoggr, il drago grande come Rhode Island, di guardia alla porta posteriore dell'allegro mondo degli Inferi di Hel. Avevamo venduto il nostro mezzo satiro con un buon margine di guadagno (a dire il vero, noi non avevamo pagato niente per averlo...). Avevamo creato la prima società di telecomunicazioni di Everworld, nel Regno dei Folletti, in cambio di un paio di grosse manciate di diamanti.
Eravamo un gruppo di adolescenti ricchi, allegri e spensierati.
E sarebbe stato tutto perfetto, roseo e dorato, se non avessimo avuto alle costole un sacco di gente: Loki, divinità nordica dalla progenie schizofrenica; Hel, sua figlia, mezza morta e putrefatta e mezza viva e mozzafiato; il secondo figlio di Loki, il Serpente del Midgard (al cui confronto Nidhoggr sembra un girino); Fenrir, il figlio-lupo di Loki, grosso abbastanza da mangiarsi e digerirsi un sofà tutto intero; e infine Merlino, che non è figlio di Loki e probabilmente non è nemmeno cattivo, ma che è pur sempre capace di far tornare in vita un cinghiale arrostito e mandarlo a scannarti.
E adesso, mentre i miei occhioni ancora, pieni di sonno si aprivano a fatica, mentre venivo strappato contro ogni mia volontà dal mondo reale (dove stavo cercando di convincere una ragazza in una chat room su Internet che avevo venticinque anni e avevo fatto i miliardi con i software), adesso, dicevo, mi resi conto improvvisamente che c'era un'altra piccola questione, una cosa da nulla, una nuvoletta nera che rabbuiava la mia visione del mondo altrimenti rosea e serena: eravamo entrati nella terra degli Hetwan.

TRAMA: Questa volta il narratore è Christopher, il mio preferito^^ Il gruppo arriva nella terra degli Hetwan. (Chris dice: Sono alieni, gli Hetwan. Alti più o meno come un nano. Forse un nano e un quarto. Hanno occhi da mosca e intorno alla bocca tre appendici, simili a piccole braccia, che, non smettono mai di afferrare non si sa cosa nell'a-ria, forse insetti... E hanno le ali.
Conoscono anche  l'ANGELO Galimede, Chris lo descrive così: Si vedeva ogni singolo muscolo sotto la pelle luminosa, ma non era un Mister Muscolo, un palestrato, uno gonfiato con gli steroidi. Anzi, era piuttosto magro, sebbene non proprio scarno.
Quando si muoveva, si percepiva tutta la sua potenza. Dava l'idea di uno che sarebbe riuscito a passare attraverso un muro di mattoni. Ma dava anche l'idea di uno che si sarebbe spostato per non schiacciare una formica.
Guardai David di sottecchi. Anche lui lo ammirava con gli occhi sgranati e la bocca aperta. Aveva un'espressione considerevolmente stupida. Jalil continuava a deglutire nervosamente.
April guardava Ganimede con ammirazione franca e palese. Se lo divorava con gli occhi. Era patetica. Stava sbavando. 
Dioniso, con cui Chris si prenderà una bella sbronza ^^
Un nuovo passo verso la scoperta sulla natura di Senna si compie mostrando altre creature di questo mondo fantastico che è Everworld.

CONCLUSIONI: Questi libretti sono FANTASTICI! Quando poi parla Chris è ancora meglio! Mi divertono, mi distraggono e non mi stufano mai. Li hanno etichettati erroneamente come età di lettura 8 anni, ma questo capitolo è un'altra conferma che IN REALTA' sono per ragazzi (tipo Harry Potter dal quarto in poi). Davvero dei gioiellini ^^ Ho inserito un INCIPIT più lungo perchè c'è una sorta di riassunto sulla situazione di Chris molto simpatico. 
PROMOSSO


NOTA: TROVATE UNA MIA OPINIONE A META' DELLA SAGA QUI!

7 - "EverWorld 7 - Guerra sull'Olimpo" di K.A. Applegate
MONDADORI
INCIPIT

I DESTRIERI DEGLI DEI
Atena, con le vesti gonfiate dalla brezza gagliarda e temperata, alzò al cielo la testa protetta dall'elmo.
«Vieni a me, destriero di Bellerofonte. Vieni a me, o Pegaso, e porta i tuoi figli!»
... Puntai il dito in alto. A prima vista poteva sembrare uno stormo di gabbiani, bianchi contro l'azzurro del cielo. Ma l'illusione che fossero uccelli svanì non appena si avvicinarono. Erano cavalli, in tutto e per tutto. Cavalli bianchi con grandi ali bianche e piumate.
«Be', so che dovrei essere stanco di dirlo, ormai, ma... è assolutamente impossibile» commentò Jalil, in tono quasi disgustato. «Non si può sollevare in aria un cavallo con ali da uccello. E poi, come fa a cambiare direzione? Ha una coda, non delle penne. Non potrebbe cambiare direzione... E invece sì.»
«Benvenuto a Everworld» gli rispose David.
«Già. Benvenuto a Everworld, lo so» si arrese Jalil.
Quattro cavalli alati scesero velocemente verso di noi, gli zoccoli raccolti vicino al corpo, le code al vento, le teste alte, senza alcun riguardo per le leggi dell'aerodinamica, le ali lente e possenti.
Avevo mai visto qualcosa di più bello? In tutta la mia vita, qui a Everworld o nel mondo reale, avevo mai visto qualcosa che potesse reggere al confronto? Compiangevo quegli universi dove non esistevano creature simili, né potevano esistere...
CAPITOLO I
L'Olimpo.
Lasciatemelo dire: dopo tutta la sporcizia, le pulci, il fango, la fame, la sete ardente, i sonni mai una volta decenti, tutto questo era okay.
Era più che okay. Era il Ritz-Carlton di Everworld. Era l'Holiday Inn di Everworld. Era il Club Med di Everworld.

TRAMA: Personaggio April! Arrivano sull'Olimpo, conosceranno Zeus e gli dei. Cavalcheranno destrieri alati e affronteranno battaglie in volo contro gli Hetwan. Un nuovo tassello si aggiunge al personaggio di Senna che farà la sua comparsa sul finale con una rivelazione su sua madre.

CONCLUSIONI: Non deludono mai! Una visione dell'Olimpo più adulta rispetto Pollon^^ dove però Zeus rimane un gran vizioso ;)
PROMOSSO!

8 - "Flatlandia" di E. A. Abbott
ADELPHI
SEGNALAZIONE della nuova uscita in combinato col DVD con breve RECENSIONE QUI!


INCIPIT

PARTE I
QUESTO MONDO
«Abbi pazienza, ché il mondo è vasto e largo»

1 - Sulla natura della Flatlandia
Chiamo il nostro mondo Flatlandia, non perché sia così che lo chiamiamo noi, ma per renderne più chiara la natura a voi, o Lettori beati, che avete la fortuna di abitare nello Spazio.
Immaginate un vasto foglio di carta su cui delle Linee Rette, dei Triangoli, dei Quadrati, dei Pentagoni, degli Esagoni e altre Figure geometriche, invece di restar ferme al loro posto, si muovano qua e là, liberamente, sulla superficie o dentro di essa, ma senza potersene sollevare e senza potervisi immergere, come delle ombre, insomma - consistenti, però, e dai contorni luminosi.
Così facendo avrete un'idea abbastanza corretta del mio paese e dei miei compatrioti. Ahimè, ancora qualche anno fa avrei detto: «del mio universo», ma ora la mia mente si è aperta a una più alta visione delle cose.


TRAMA
Il potenziale romanzesco della geometria come di ogni altra disciplina rigorosa, è enorme. Il reverendo e pedagogo Edwin Abbott Abbott (1838-1926), che per molti tratti è avvicinabile al suo contemporaneo Lewis Carroll, ne ha dato una dimostrazione memorabile in questo racconto. 
Mondo bidimensionale abitato da segmenti, triangoli, quadrati, poligoni vari e sublimi circoli, la Flatlandia (o Paese del Piano) ci viene descritta con perizia etnologica e candido humour da un suo abitante, un eccellente Quadrato.

CONCLUSIONI: Davvero una piacevole scoperta. Geniale distopia della società londinese di fine ottocento, ho trovato originalissima l'idea di usare il mondo bidimensionale per esporre anche concetti di geometria. Un libro che andrebbe letto, anche da chi non sopporta la matematica ^^
PROMOSSO!

9 - "Bisclavret" di V. Delsere e E. Maffioletti
O.G.E. OLEANDRI
LA MIA SEGNALAZIONE, con spiegazione del "bisclavret" QUI!

INCIPIT (extended)

Dovevano avermi già disteso sullo scudo. Sentivo il corpo sollevarsi. Un clamore mi avvolgeva. Forse ero morto da valoroso in battaglia. Forse il cuore si era schiantato per amore. Provai a sollevare le palpebre. 
Una luce sfolgorante quasi mi tolse la vista. Poi cominciai a distinguere vaghe figure.
«Ha aperto gli occhi» sentii mormorare. «È proprio un uomo». 
Un brusio si diffuse.
«Cavaliere, cavalier Aimone!». Una voce sopra le altre mi chiamava.
Distolsi gli occhi dal bagliore inseguendo quel suono così grato. 
Vidi affacciarsi un viso virile, bello e nobile. La barba ricciuta, lo sguardo vivace. Il naso ricurvo, segno certo d’alto lignaggio.
«Cavaliere, orsù! Non mi riconoscete?». 
L’accento tradiva umanissima preoccupazione e un’agitazione a stento trattenuta.
Con le narici mi aggrappai al noto odore di cuoio e sudore, di caccia e selvaggina. La mente mi si aprì a una lieta visione, un cervo agonizzante in un’ampia radura cinta da ombrosi alberi discreti. Dal collo il sangue sgorgava a fiotti, caldo e fumante.
Una delizia che mi fece tremare di confusione e desiderio.
Cercai allora lo sguardo del nobiluomo quasi a implorare conforto, ma quegli trasalì e si ritrasse. Poi, vergognandosi di apparire titubante di fronte agli astanti, la voce si schiarì con numerosi hmmm e subito girò il capo all’intorno con espressione di chi comandando non ammette critica. Chiuse la destra a pugno, trattenne un gesto che avrebbe potuto tradire l’esitazione e di nuovo s’incurvò, bisbigliando perché nessuno udisse:
«Cavaliere, vi prego! Alzatevi come si alza un uomo!». 
Sul momento non capii cosa intendesse. Uomo lo ero sempre stato!

TRAMA: Nel cuore di un Medioevo insieme realistico e fantastico, il cavaliere Aimone di Torrarmata è incline per temperamento alla pratica dell’ironia, la meno cavalleresca delle virtù. Uomo “illuminato” e dunque anomalo rispetto al suo tempo, amministra con saggezza le proprie terre, ma è afflitto da una misteriosa e ricorrente metamorfosi che fa di lui, pacifico vassallo di re Alberico, un feroce predatore.
La sua singolare natura gli conferisce il potere di viaggiare nel tempo per mezzo di folgoranti visioni, nonché la capacità di osservare il mondo con candido disincanto, traendone conclusioni paradossali e anticonformistiche ante litteram. Dopo aver ascoltato la profezia di Raksha, giovane e avvenente indovina della quale non può che innamorarsi, Aimone decide di intraprendere un’impegnativa ricerca per ricomporre le due facce della sua sconcertante personalità.
Prende così l’avvio un emozionante percorso iniziatico nel solco della migliore tradizione cavalleresca, raccontato in prima persona dal cavaliere di Torrarmata con un linguaggio originale e divertente, che unisce alla cura filologica il gusto della battuta fulminante, la caratterizzazione gotica, pittoresca o spassosa a seconda delle situazioni. Ne scaturisce un’avventura indimenticabile, dove il cammino è orientato dall’interpretazione di segni e dalla soluzione di enigmi, tra vagabondaggi, duelli, incontri stupefacenti e pericoli mortali, fino al traguardo della decisiva illuminazione.

CONCLUSIONI: E' davvero un gran bel romanzo! Merita una recensione tutta sua, cercherò di creare qualcosa di "speciale" ^^ Comunque, per ora vi dico che è scritto BENISSIMO! Le autrici usano un linguaggio molto curato con termini medievaleggianti che lasciano vivere "il senso di meraviglia" per tutto il libro. La trama scorre che è un piacere. Una PERLA!
PROMOSSO!

10 - "La Piccola Principessa" di F. H. Burnett
DE AGOSTINI

INCIPIT
Seduta sui cuscini di una carrozza a nolo, accanto al padre, una bimbetta osservava dal finestrino le strade affollate di Londra. Era pieno pomeriggio ma i lampioni erano già accesi e le vetrine illuminate per sconfiggere la fitta nebbia giallastra che aveva avvolto la città.
La piccola aveva sette anni, ma dal suo sguardo, dall'espressione intenta del suo visetto si sarebbe detto che fosse molto più matura. Il suo nome era Sara Crew.

TRAMA: Quando il destino strappa Sara dalla sua amata India e la porta in un elegante ma tetro collegio inglese, la bambina non si perde d'animo. Da tempo infatti ha imparato a trarre forza dalle meravigliose storie che sa inventare... e quante nuove amiche si conquista raccontandole!
Ma dopo la morte del padre, l'arcigna direttrice del collegio non ha nessuna pietà per l'orfana ridotta in miseria: se non vuole finire in mezzo a una strada, la bambina dovrà adattarsi a fare da inserviente  alle sue compagne di un tempo.
Giorno dopo giorno la piccola affronta difficoltà e umiliazioni con coraggio, onestà e nobiltà d'animo, proprio come farebbe una vera principessa, senza mai abbandonare la speranza che un giorno la sua favola possa avere un lieto fine.

CONCLUSIONI: Ho letto questo romanzo unicamente per fare un confronto con l'anime Lovely Sara (小公女セーラ Shōkōjo Sēra) perchè sapevo esservi numerose differenze.
Per quel che riguarda il libro da solo, mi spiace dirlo ma mi ha molto delusa. 
Anche se un romanzo è per bambini, certi orrori grammaticali non sono scusati, anche se lo scritto risalisse a 2000 anni fa! E' scritto male e in modo superficiale con sbalzi temporali e di luogo nel giro di una riga.
Esempio: siamo nel collegio con Sara, nella riga dopo senza nessun avviso siamo in India col padre, nelle tre righe dopo ancora ci ritroviamo nel collegio ma con Miss. Minchin...  da mal di testa!
La trama è peggiore rispetto l'anime, ci sono assurdità "fantascientifiche" inspiegabili con il buon senso. Non può essere che due persone (il socio e il padre di Sara) lavorino a stretto contatto per 4 anni senza che venga nominata mai Sara! Non esiste che in 4 anni non venga nemmeno fatto un accenno al collegio. Nel romanzo Sara entra in collegio a 7 anni e la festa di compleanno dove muore il padre è per gli 11 e in tutto questo tempo mai una visita solo alcune lettere. 
Il personaggio di Sara è poco cortese, risponde in modo sgarbato e parecchie volte (da ricca e da povera). E' tutto tranne che dolce e umile come nell'anime. In più, in una circostanza precisa tratta male la bambola! Improbabile per il personaggio di Sara "buona"!
Una volta povera, farà commissioni e insegnerà francese non farà certo "i lavori pesanti" come nell'anime e non subirà certo tutte le umiliazioni ... e le cattiverie! La Sara originale del romanzo NON mi è piaciuta.
Insomma, l'anime Lovely Sara sarà uscito dal cilindro magico perchè del romanzo c'è ben poco! 
Il libro non lo boccio più che altro perchè senza non sarebbe nato l'anime, ma NON LO CONSIGLIO! a meno che non vogliate crearvi una vostra personale opinione. In quel caso, auguri^^
Prossimamente, ne farò una recensione approfondita da Procino Kafè per evidenziare le differenze Libro/anime^^

11 - "Il pianeta delle scimmie" di P. Boulle
MONDADORI
RECENSIONE LUNGA E COMPLETA DEL LIBRO QUI! con le differenze del film con Heston.
INCIPIT extended
(dal Capitolo 1) Jinn e Phyllis stavano passando delle meravigliose vacanze nello spazio, il più lontano possibile dagli astri abitati. In quel tempo i viaggi interplanetari erano all’ordine del giorno, gli spostamenti intersiderali per nulla eccezionali. I razzi trasportavano turisti verso le prodigiose plaghe di Sirio, o finanzieri verso le famose Borse di Arturo e di Aldebaran. Ma Jinn e Phyllis, una coppia di ricchi sfaccendati, si distinguevano nel cosmo per la loro originalità e per un certo pizzico di poesia. Essi gironzolavano per l’universo a diporto, con la vela.
(dal Capitolo 2) Affido questo manoscritto allo spazio, non con la speranza di ottenere soccorso, ma per contribuire, forse, a scongiurare lo spaventoso flagello che minaccia la razza umana. Dio abbia pietà di noi!...
«La razza umana?» sottolineò Phyllis stupefatta.
«È scritto così» confermò Jinn. «Ma non interrompermi fin dall’inizio.» E riprese la lettura.
Per quanto mi riguarda, io, Ulisse Mérou, sono ripartito con la mia famiglia a bordo del vascello cosmico. Possiamo sopravvivere per parecchi anni. A bordo coltiviamo legumi, frutti, e alleviamo un pollaio. Non ci manca niente. Un giorno forse troveremo un pianeta ospitale. È un augurio che oso appena formulare Ma ecco, fedelmente riportato, il racconto della mia avventura:
Nell’anno 2500 m’imbarcai con due compagni sul vascello cosmico, con l’intenzione di raggiungere quella regione dello spazio dove domina sovrana la stella supergigante Bételgeuse.

TRAMA: Un lungo messaggio, racchiuso in una bottiglia abbandonata ai flutti marini, narra la storia di Ulisse, giornalista e cosmonauta dilettante. La sua allucinante avventura ha avuto inizio con lo sbarco su Soror, un pianeta simile alla Terra e popolato da scimmie evolute che hanno ridotto la razza umana in schiavitù. Su Soror infatti le gerarchie fra essere umano e animale sono capovolte, e così tocca agli uomini essere sfruttati come cavie per i più terribili esperimenti. Dopo una lunga reclusione in un laboratorio di ricerca, Ulisse riesce a fuggire con una donna e il suo bambino, e a tornare a casa. Ma nel corso della sua odissea nello spazio durata anni luce, molte cose sono cambiate, e forse non in meglio, sul nostro pianeta.

CONCLUSIONI: PROMOSSO! ma solo perchè sono affezionata alla saga^^


DAL SURVIVAL BLOG
HO LETTO DUE EBOOK
12 - "Scene selezionate della pandemia gialla" di A. Girola
AUTOPRODOTTO - Simplicissimus
Mia SEGNALAZIONE QUI! con TUTTI i dati e i link ^^
INCIPIT 
Ho sempre pensato che la mia vocazione da reporter sia assimilabile a quella di tanti missionari che rischiano la vita per portare aiuto in luoghi remoti o pericolosi del mondo. Solo che io non sono mossa da sentimenti così altruistici. Cercare e diffondere la realtà, scevra da opinioni e interessi di parte, è un gesto che faccio in primis per me, e poi per chi segue il mio lavoro.
Non cerco consensi o attestati nobiltà. Voglio solo che i miei occhi e la mia penna siano lo specchio di una realtà quanto più vicina all'assoluto.
Quella verità che, per convenienza, per paura o per ignoranza viene distorta e taciuta.

TRAMA: 
2010: Un morbo di origine prionica viene diffuso nel mondo dal regime di Pyongyang durante la Seconda Guerra di Corea. Chiunque ne viene contagiato diventa un assassino ematofago, itterico e rabbioso.
2011: La pandemia dilaga in Asia. I Gialli, come vengono chiamati i soggetti infetti, aumentano di numero giorno dopo giorno.
2012: Il morbo di Lee-Chang colpisce anche Europa, Stati Uniti e Africa. Sempre più spesso i piani d'emergenza nazionale si trasformano in tragici massacri e in colpi di stato.
2013: Il Lee-Chang è oramai ovunque. La civiltà entra nella fase di collasso irreversibile.
2014: Il mondo brucia. I paesi ancora governabili sono poco più di una manciata. I profughi scampati al picco della pandemia lotanno per sopravvivere nella nuova realtà postapocalittica.
2015: Oggi.

Le cronache degli anni bui della specie umana.
Un reportage giornalistico esclusivo e senza censure.

CONCLUSIONI: Cristina è una giornalista e attraverso le sue interviste vengono raccontate le esperienze passate di vari personaggi (da un medico si passa a un cronista radiofonico, da un soldato a una blogger) in diverse parti del mondo. Raccontate, non mostrate! Il tenore quindi è "tranquillo" nel senso che non c'è l'ansia di quello che potrebbe accadere perchè è già accaduto. Questo però non impedisce al lettore la percezione di un'ansia crescente per le sorti del mondo che è sempre più in balia di una pandemia che ricorda molto la Peste Nera.
Non mancano le narrazioni forti come gli scontri armati o le scene "mangerecce" :D
Le emozioni dei personaggi emergono durante i ricordi come è naturale che sia. Ho preferito le persone comuni ai militari o ai dottori, per questioni di immedesimazione. La romagnola Cinzia e l'intervista all'australiano Rillie mi sono particolarmente piaciute.
Di persona in persona si ha un quadro sempre più completo e drammatico, anche perchè passano gli anni. All'inizio siamo nel 2011, l'ultima intervista è del 2015 e per fortuna lascia un barlume di speranza^^
E' la prima volta che leggo un romanzo con questo tipo di struttura narrativa, World War Z di Brooks non l'ho letto. E' insolita ma non mi dispiace.
L'autore non solo dimostra di conoscere bene la "sua storia" ma forse, in una vita parallela, ha vissuto davvero la pandemia gialla ^^ Sembra tutto vero!
PROMOSSO!

13 - "GIRLFRIEND FROM HELL" di Germano M.
GRATUITO su "Book & Negative"
La mia SEGNALAZIONE QUI!
INCIPIT 
Non sono ancora leggenda. Ma ci sto lavorando.
Lei accarezza il pancione, accanto a sé il fucile. Non lo lascia mai. E neanch’io.  
Non ho imparato a usare altre armi da fuoco. So maneggiare solo quella. E so come preparare le cartucce a pallettoni. Ricordino di un’infanzia felice e di un amico che aveva per padre un cacciatore. 
Oltre che tirare alle lepri, tiro ai Gialli. Non c’è tutta questa differenza, dopo tre anni. 
Ero qui a riflettere. Non ho mai creduto alle streghe, ma se gli infetti esistono e io mi trovo qui con lei, e fuori c’è la fine del mondo, vuol dire che esistono anche loro.  
Le streghe, da tempo immemore, sono quod ubique, quod semper, quod ab omnibus creditum est.
Oppure ho solo visto troppi film.
Comincio a essere stanco.

TRAMA: Anno 2015. La Gialla, un morbo che tramuta gli esseri umani in bestie antropofaghe, dall’Asia si è diffusa in quasi tutti i continenti, innescando una spirale di violenza che ha causato decine di milioni di morti.
Poche nazioni si sono salvate, spesso ricorrendo a metodi coercitivi estremi per salvaguardare la parte sana della popolazione e per mantenere una parvenza di società civile, costantemente assediata dalla paura e dalla disillusione, dalla povertà e dal rischio di infezione.
Ma c’è qualcuno che è riuscito a scamparla, allontanandosi, rifugiandosi in luoghi remoti, aspettando che la pandemia e la follia collettiva dei governi finiscano con l’annientarsi a vicenda.
I pochi superstiti lottano ogni giorno per sfamarsi, per evitare il contagio e non restare vittime degli infetti e dei razziatori, affrontando un futuro incerto e senza scopo apparente.
Internet è ancora in piedi, permettendo di scambiare informazioni non sempre utili o veritiere.
Chi può, affida alla rete le proprie memorie: un diario degli eventi che hanno condotto la specie umana alla catastrofe.
Questa è la storia di uno di loro e della sua donna.
Prima che tutto questo iniziasse, era solo un blogger. Il suo nome è Hell.

CONCLUSIONI: Mi è piaciuto! Si legge bene, è scorrevole. Lo stile usato è più che asciutto, le frasi sono cortissime! Anche troppo, secondo me. Forse, non c'è tempo per Hell di usare aggettivi con gli zombie nei dintorni, solo tanta musica in sottofondo. Cosa che ho apprezzato molto.
In alcuni momenti mi sembrava di "vedere" un film originale di Carpenter^^
La trama scorre liscia, con un crescendo di isolamento nei confronti del mondo. Un mondo che sta morendo.
Come in ogni post-apocalittico che si rispetti c'è anche una particina per il cane, e mi sembra giusto^^
Piacevole l'unione sul finale col SB di Girola e di Riccione che trovano, con i loro amici sopravvissuti, un apprezzabile/giusta chiusura.
Nota: ci sono numerosi dialoghi in inglese ma tanto c'è la traduzione! ;)
Nota 2: il libro è indipendente. Rientra nel Survival Blog ma non è necessario aver letto tutto o qualcosa per comprenderlo. Ma a chi invece avesse letto gli altri post o ebook, coglierà i riferimenti.
PROMOSSO! 

Ecco fatto! 
Sono già partita con le NUOVE LETTURE, quindi alla prossima!


Prossimamente:
Angelology
Una mia prima impressione la trovate QUI!
Fahrenheit 451
La progenie
Il circo maledetto

2 commenti:

  1. Grazie per la bella recensione! Mi ha rinfrancato lo spirito, e non è poco :-) A questo punto ovviamente ti consiglio di recuperare World War Z, che vale dieci volte il mio libro, e che può piacere anche a chi non mastica troppo i romanzi di zombie (e affini).

    Ho visto che leggerai presto "Angeology"... a me non è affatto dispiaciuto ;-)

    RispondiElimina
  2. Prego, Ale. Te lo meriti ^^

    Gli zombie li mastico, ma la prossima lettura "simile" la farò tra qualche mese (ovviamente WWZ è in lista). Ho fatto l'inverno tra libri e film (e anche serie tv- Dead set e Walking dead). Faccio pausa.

    Ho letto la tua recensione di Angelology, mi ha rincuorata perchè finita la prima parte (pagina 130 circa) l'avevo parcheggiato ... troppo noioso per i miei gusti. Ma oltre alla tua opinione ne ho lette altre che dicono di portare pazienza, che dopo migliora. E cmq va a gusti^^ l'importante è la trama.

    Almeno, in compenso, parlerò nel futuro post di Angeli. Mi mancavano ;)

    RispondiElimina

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