14 novembre 2011

Mattatoio n.5 (La crociata dei bambini) di K. Vonnegut

FELTRINELLI
INCIPIT

È tutto accaduto, più o meno. I brani di guerra, in ogni caso, sono abbastanza veri. Un tale che conoscevo fu veramente ucciso, a Dresda, per aver preso una teiera che non era sua. Un altro che conoscevo minacciò veramente di fare ammazzare i suoi nemici personali, dopo la guerra, da dei killer. E così via. Ho cambiato tutti i nomi.
Io tornai veramente a Dresda con i soldi della Fondazione Guggenheim (Dio la benedica) nel 1967. Somigliava molto a Dayton, nell'Ohio, ma c'erano più spazi vuoti che a Dayton. Nel terreno dovevano esserci tonnellate d'ossa umane.
Ci tornai insieme a un vecchio compagno di guerra, Bernard V. O'Hare, e facemmo amicizia con un tassista che ci portò al mattatoio dove eravamo rinchiusi la notte come prigionieri di guerra.
Si chiamava Gerhard Müller. Ci disse che era stato per un po' prigioniero degli americani. Gli domandammo che effetto faceva vivere sotto i comunisti, e lui disse che al principio era terribile, perché tutti dovevano lavorare molto duro, e perché non c'erano case e mancava da mangiare e da vestirsi. Ma adesso le cose andavano molto meglio. Lui aveva un bell'appartamentino, e la figlia frequentava una buona scuola. Sua madre era rimasta incenerita nell'incendio di Dresda. Così va la vita.
A Natale mandò a O'Hare una cartolina, ed ecco cosa diceva: «Auguri a lei, alla sua famiglia e al suo amico buon Natale e felice anno nuovo e spero che ci incontreremo di nuovo in un mondo libero e in pace nel mio tassi, se il caso vorrà.»


TRAMA (dalla quarta): Verso la fine della seconda guerra mondiale Vonnegut, americano di origine tedesca, accorse con tanti altri emigranti in Europa per liberarla dal flagello del nazismo. Fatto prigioniero durante la battaglia delle Ardenne, ebbe la ventura di assistere al bombardamento di Dresda dall'interno di una grotta scavata nella roccia sotto un mattatoio, adibita e deposito di carni. Da questa dura e incancellabile esperienza nacque "Mattatoio n. 5 o La crociata dei bambini", storia semiseria di Billy Pilgrim, americano medio affetto da un disturbo singolare ("ogni tanto, senza alcuna ragione apparente, si metteva a piangere") e in possesso di un segreto inconfessabile: la conoscenza della vera natura del tempo.

Dal libro: Così sollevai la mano destra e le feci una promessa. «Mary,» dissi «non credo che finirò mai questo libro. Ormai devo aver scritto cinquemila pagine, e le ho buttate tutte via. Se mai lo finirò, comunque, le do la mia parola d'onore: non sarà una cosa da Frank Sinatra o John Wayne. 
«Le dirò una cosa» feci. «Lo intitolerò La crociata dei bambini

Billy dal un'immagine del film "Slaughterhouse-Five" del 1972
di George Roy Hill
Provo a fare la trama "lineare". Non è facile anche perchè mancano dei pezzi e spesso i flash back sono anche di poche righe, comunque ci provo. Metto ovviamente le parti più importanti.

!!! SPOILER !!!
Billy nasce nel 1922.
Da bambino impara subito che se vuole "sopravvivere" deve "nuotare". Metafora acida e cruda della vita. Il padre lo lancia in piscina senza farsi troppi problemi. Billy ne rimane traumatizzato.
Ma i genitori lo traumatizzano anche portandolo al Gran Canyon, il piccolo Billy a un solo passo dal burrone se la fa nei calzoni.

Billy partecipa alla Seconda Guerra Mondiale.
Non è un "vero soldato" nel senso che non fa uso di armi. E' l'assistente di un cappellano, o meglio "avrebbe fatto" l'assistente solo che viene catturato prima dai tedeschi. Vanno in un campo, ci sono anche gli inglesi. Stanno bene, diciamo, arrivano scorte di cibo in abbondanza.
Viaggiano in treno. Billy si crea un nemico per un incomprensione, Paul Lazzaro, ma anche un caro amico, Edgar Derby. Ripartono ancora, li portano a Dresna.
Qui è meno "accogliente". Vengono "ospitati" in uno dei mattatoi, dove prima macellavano i maiali. Il Mattatoio numero cinque. L'interprete si raccomanda di imparare a dire: "Schlachthof-fünf".
(dal libro: "Schlachthof significava mattatoio; fünf era il vecchio buon "cinque".)
Si ritroverà sempre a Dresna il 13-14 febbraio del 1945, data storica per via del bombardamento che uccise migliaia di innocenti e distrusse buona parte del centro storico della città.
Billy, i soldati americani e le guardie tedesche sopravvivono trovando rifugio in un deposito per la carne scavato nella roccia, sotto il mattatoio.
Billy sopravvive e ritorna a casa dopo aver assistito alla fucilazione del suo amico Edgar. S'era impossessato di una teiera.

Billy riprende gli studi, scuola d'optometria, ma ha un collasso nervoso. Subisce degli elettroshock.
Si sposa con la fidanzata e ha una famiglia. Fa carriera. Diventa molto ricco, socio dei Lions.

Billy si ritrova coinvolto in un incidente aereo nel 1968.
Un volo Charter. Muoiono tutti ma lui sopravvive. La moglie, impazzita, ha un incidente automobilistico assurdo quasi al limite del tragicomico e muore.
Billy, dopo un'operazione al cervello, ritorna a casa. Rimane solo e scrive le sue memorie. Va anche a New York e partecipa a delle trasmissioni notturne dove dichiara che nel 1967 era stato "rapito dagli alieni". E che ogni tanto va da loro, sul loro pianeta.

Durante alcuni momenti della sua vita, Billy ha avuto delle visioni. Dei lampi di luce.
Sarà trasportato su un altro pianeta, Tralfamadore, dai suoi abitanti spesso e volentieri.
Lo mettono in una sorta di cupola-zoo e lo osservano.
Loro gli faranno comprendere la "quarta dimensione", nella quale vivono i tralfamadoriani.
Per loro il tempo non è lineare. Ecco quindi che Billy inizia a ripercorrere frammenti della sua vita in modo schizofrenico, ecco perchè il libro è scritto nello stesso "apparente" modo.
Sul pianeta Billy avrà una compagna, un'attrice che gli alieni gli hanno "portato" per creare un figlio e vivere serenamente. Ma soprattutto per guardarli e studiarli. (Avete capito? 'sti alieni-guardoni! Eh! ;)
Farà avanti e indietro.
Tanto gli alieni deformano la realtà, quindi Billy può rimanere sul pianeta alieno per anni mentre sulla Terra passano solo pochi istanti. Infatti vedrà suo figlio crescere.

Troverà la morte terrestre durante una conferenza per mano di un reduce impazzito, Lazzaro, che gli spara. Billy saluta come salutano i tralfamadoriani: "Addio, ciao, addio, ciao!"

A grandi linee, dovrebbe essere così.

!!!FINE SPOILER!!!
Billy sul pianeta Tralfamadore
La cupola geodetica lo protegge dall'atmosfera densa di cianuro.
Billy dice: "La cosa più importante che ho imparato a Tralfamadore è che quando una persona muore, muore solo in apparenza. Nel passato essa è ancora viva, per cui è molto sciocco che la gente pianga ai suoi funerali. Passato, presente e futuro sono sempre esistiti e sempre esisteranno.
tralfamadoriani possono guardare ai diversi momenti come noi guardiamo un tratto delle Montagne Rocciose. Possono vedere come siano permanenti i vari momenti, e guardare ogni momento che loro interessi. È solo una nostra illusione di terrestri quella di credere che a un momento ne segue un altro, come nodi su una corda, e che una volta che un istante è trascorso è trascorso per sempre.
Quando un tralfamadoriano vede un cadavere, tutto quel che pensa è che il morto è, in quel particolare momento, in cattive condizioni, ma che la stessa persona sta benissimo in una quantità di altri momenti.
Ora, quando io sento che qualcuno è morto, alzo le spalle e dico quel che dicono i tralfamadoriani dei morti, e cioè "Così va la vita."
Questo "Così è la vita" batte in testa come un martello!
E' cinismo puro, quando narra come se nulla fosse la morte o le disgrazie di alcuni personaggi per poi chiudere con -così è la vita- sembra addirittura fare spallucce.
Non mi era mai accorta di quanto fosse "crudele" questa frasetta. Mi è capitato di udirla alcune volte e non ci avevo fatto caso. Ora, dopo Mattatoio, mi suona davvero "perfida".

Billy dopo il bombardamento a Dresna, mentre bruciano i cadaveri
Dal libro: «Se non avessi passato tanto tempo a studiare i terrestri,» disse il tralfamadoriano «non avrei alcuna idea di ciò che s'intende per "libera determinazione". Ho visitato trentun pianeti abitati dell'universo, e ho studiato i rapporti relativi ad altri cento. Solo sulla Terra si parla di libera determinazione

I tralfamadoriani sono "alti sessanta centimetri, erano verdi, e avevano una strana forma. Le loro ventose d'aspirazione erano a terra, e i loro gambi, estremamente flessibili, puntavano di solito verso il cielo. In cima a ogni gambo c'era una piccola mano con un occhio verde nel palmo."
Sono amichevoli e vivono nella quarta dimensione. Hanno cinque sessi ma a Billy sembrano tutti uguali perchè le "differenze" sono solo nella dimensione a lui preclusa data la ristrettezza mentale.

Speravo di trovare qualcosa in più della loro cultura, mentalità ma evidentemente "il vivere in un'altra dimensione" non ha reso possibile la conoscenza.
Più che guardare, non fanno. Applaudono, ridono ma nulla più. Onestamente, la parte "fantascientifica" lascia molto a desiderare. E' palese che fosse una scusa per denunciare i fatti accaduti a Dresna, vera essenza del libro.

Alcune differenze tra il film e il libro: gli alieni nel film sono "invisibili" mentre nel libro Billy li ha tutt'intorno alla cupola. Proprio come uno zoo, lo osservano sempre.
Billy e Montana, l'attrice che gli farà compagnia nella cupola e da cui avrà un figlio, sono sempre nudi nel film solo lei compare nuda all'inizio. Sarà un caso? Mha ;)

Bizzarro.
Lui l'hanno trasportato con la vestaglia e il pigiama
Lei, invece, era sulla spiaggia a prendere il sole ...
Billy, poco prima della sua uccisione, avvisa che sta per morire.
Dal libro: "Se protestate, se pensate che questa morte sia una cosa terribile, allora non avete capito nulla di quel che ho detto.» E qui conclude il suo discorso, come sempre, con queste parole: «Addio, ciao, addio, ciao». (...)
«No, no» dice Billy sereno. «È ora che ve ne andiate a casa dalle vostre mogli e dai vostri bambini, ed è ora che io muoia per un po', e poi viva di nuovo.» In quel momento, l'alta fronte di Billy si trova nel mirino di un grosso fucile laser. L'arma è puntata verso di lui dalla tribuna stampa ormai buia. Un istante dopo Billy Pilgrim è morto. Così va la vita.
Così Billy sperimenta per un po' la morte.
È soltanto luce viola e ronzio. Non c'è nessun altro, lì; nemmeno Billy Pilgrim."

Questa parte è circa a metà libro, altro che scrittura schizofrenica.
Per fortuna l'autore inizia spesso con una data o precisando la situazione aiutando così il lettore. Solo alla fine però si ha il quadro completo degli eventi. C'è anche il cambio dei tempi dei verbi e della persona da terza a prima. Ma si legge, con un po' di calma e pazienza.

CONCLUSIONI: Non mi ha fatto impazzire, alla fine è un romanzo drammatico-grottesco-cinico sulla guerra e, in particolar modo, su Dresna. La fantascienza è un piccolo travestimento per meglio attaccare "gli uomini" e creare la denuncia e il giudizio da una razza superiore extra-terrestre.
E' però un buon libro, scritto bene anche nella sua "epilessia".
Non è facile riuscire a narrare una storia completa come questa con uno stile discontinuo.
Al termine della lettura, si è vissuta tutta la vita di Billy anche se lo stile lascia il lettore abbastanza distante. Io non sono rimasta coinvolta più di tanto per via degli sbalzi, suppongo, ma anche per lo stile asciutto e un po' asettico.
Le parti sul pianeta, non mi sono piaciute. Le ho trovate molto "infantili" e con basi scientifiche inesistenti. Mi sono sembrate più le fantasie esaudite di un uomo represso che ha avuto molti problemi al cervello: elettroshock e operazione.
Da un certo punto di vista, potrebbe essere anche la storia di un uomo che immagina tutto.
Quindi, che dire?
Così va la vita!

NOTA extra:
I libri citati in Mattatoio sono molti. Ve ne riporto alcuni:
Straordinari inganni popolari e fanatismo delle folle, di Charles Mackay. (da qui il titolo "crociata dei bambini")
Il Teatro e la Galleria di Dresda, di Mary Endell.
Parole per il vento, di Roethke.
Céline e la sua visione, di Erika Ostrovsky.
La Sacra Bibbia
L'esecuzione del soldato Slovik, di William Bradford Huie.
La valle delle bambole, di Jacqueline Susann.
Il segno rosso del coraggio, di Stephen Crane.
Fratelli Karamazov, di Fëdor Dostoevskij.
Apocalisse a Dresda, di David Irving.
Viene citato William Blake e titoli sparsi quali "I tre moschettieri", "La via lattea" e "Ivanhoe".
Poi, hanno trovato ampio spazio i seguenti titoli: Pazzi in quarta dimensioneIl Vangelo dello spazio Il fenomeno senza intestino, di Kilgore Trout. Di Trout ce ne sono molti altri. Chissà perchè?
Perchè l'autore è un po' un burlone. Ecco perchè!
Trout NON ESISTE! :D

Un uccello disse a Billy Pilgrim: «Puu-tii-uiit?»

 

3 commenti:

  1. Il libro si legge tutto di un fiato, sì... è una storia di fantascienza, il delirio di un sopravvissuto, un racconto visionario, ma credo che c'è di notevole che è un libro autobiografico perché fu proprio Vonnegut non Billy che si salvò dal bombardamento di Desdra: K.V. come soldato americano fu imprigionato dai tedeschi in un Mattatoio sotto terra e così si salvò da quello che fu uno dei più grandi massacri di civili (tra l'altro ad opera degli alleati) perpetrato con armi "convenzionali", che trasformò Dresda allora la perla dell'Elba, una delle più belle città tedesche, in un falò incandescente...

    http://it.wikipedia.org/wiki/Bombardamento_di_Dresda

    Sì Vonneggut ha (aveva) cmq la capacità di sdrammatizzare tutto con questo stile molto ironico, però secondo me il libro è da leggere perché è poi la rielaborazione notevole di un shock subito, di un fatto reale vissuto dall'autore e le assurde teorie trafaldoriane del "Così va la vita" rendono una ratio/ragione a quello che è successo, pur nella loro leggerezza sono i fondamenti di una vera e propria filosofia da applicare alla vita... non è sicuramente un libro di fantascienza tout-court...

    Il film l'ho recuperato ma non l'ho ancora visto, so che al tempo che uscì fu considerato un capolavoro, ma oggi è del tutto dimenticato...

    Ma non mi ricordo più perché era sottotitolato la crociata dei bambini?

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  2. Ciao ^^
    a me non è piaciuto molto, ma l'ho detto che è un BUON LIBRO. Mi capita ogni tanto di separare quello che potrebbe essere "solo gusto personale" da quello che potrebbe essere un "parere oggettivo". Lo consiglio, infatti. Forse non l'ho precisato abbastanza, quindi lo ribadisco qui: DA LEGGERE.

    L'ironia dell'autore: ti assicuro che la scena della moglie, l'incidente intendo, non sapevo se ridere o essere preoccupata/dispiaciuta. Cmq resta impressa, anche quella del film che è molto simile. Quindi direi che l'autore è stato vincente.

    Il film è abbastanza fedele al libro. Anche per i flash back.
    Ci sono piccole differenze e il libro è più ampio. Qualcosa ho già spiegato. Un'altra è l'oggetto per cui Edgar viene fucilato. Nel libro è una teiera, nel film una statuina. Nulla di eclatante tranne il fatto che non ci sono gli alieni "fisici", sono solo luci (nel film).
    Se non ho capito male, Guillermo Del Toro lo rifarà. Ti riporto il link, dice dopo il 2012 (http://it.wikipedia.org/wiki/Mattatoio_5)
    Stiamo a vedere ^_^

    La crociata dei bambini: lo dice in un dialogo che ho riportato subito sotto la trama però, in effetti, non ho approfondito la scena.
    In sintesi, Billy/Vonnegut (è un fatto realmente accaduto) va a trovare il suo amico Bernard.
    Mentre Billy/Vonnegut parla con Mary O'Hare (la moglie di Bernard) lei spiega che erano così giovani quando hanno fatto la guerra che sembravano dei bambini.
    Si capisce che è ancora disturbata quando si parla di guerra e sembra molto seccata del progetto di Billy/Vonnegut di scrivere un libro su Dresna.
    Lei teme che possano farne un film con Sinatra o Wayne e che quindi possa sembrare che la guerra sia "qualcosa di meraviglioso" e affascinare i più giovani.
    Allora, Billy/Vonnegut precisa che se un giorno finirà il libro non sarà "qualcosa" per Wayne e lo intitolerà "la crociata dei bambini".
    Spero di averlo spiegato bene ^_^
    Grazie del commento.

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  3. Sì adesso mi ricordo l'episodio...
    Io il romanzo l'ho letto un paio di anni fa, in effetti devo dire che mi colse un poco di sorpresa perché non era quello che mi ero immaginato leggendo la tranma, il tema è serio ma trattato in modo grottesco ed ha vari piani di lettura più o meno come le realtà che Billy vive...penso che l'idea di fondo, il viaggio del tempo "mentale", svilita di ogni elucubrazione filosofica, sia stato ripreso e sfruttato più volte mi sono trovato a pensarlo dopo aver "Un amore all'improvviso" in tv (non ho letto il libro), ma con il senso di poi anche in "Butterfly effect", forse anche in "Quantum Leap"?...

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