18 dicembre 2011

Snow White, il Cacciatore, la Strega e il Salame

Questa è la falsa-storia di "Biancaneve e il Cacciatore". 
Una pazzia che ho scritto forse a causa della febbre che mi ha "fatta prigioniera" tra ieri e oggi, e spero non anche domani. O forse i farmaci, chissà.
Il tutto nasce dal film in uscita nel 2012 sulla rivisitazione della fiaba di Biancaneve QUI! e altre cosucce che ho notato e collegato.
Non è uno scherzo!
Si chiama proprio come un film v.m.18 di serie B :D

Quello che segue è senza scopo se non quello di farvi divertire, almeno spero.
Enjoy! :D


Era l'imbrunire.
Come ogni mattina, pomeriggio e sera il cacciatore spaccava la legna. Senza sosta, senza tregua. 
il "cacciatore" 
Tra una picconata e l'altra, aveva dei ricordi, frammenti di una vita precedente.
Mi ricordo che NON brandivo un'ascia, ma un martello. Chissà perchè?
E spaccava e spaccava fin quando una donna misteriosa fece capolino da dietro un albero.

Salve!
Lo salutò fissando i muscoli madidi mentre le gote s'avvamparono sulla pelle d'alabastro.
Il cacciatore si domandò che caspita ci facesse una gnokka.da.paura.così nel bosco, e da sola, ma dopo la bimbetta con la mantellina rossa del giorno prima, inseguita dal licantropo che a sua volta era inseguito da un cacciatore di vampiri, fece spallucce. Sarà il periodo di alta stagione!
-Salve.- Si fermò e la osservò da capo a piedi. La donna indossava una mantella di piume nere sopra una veste dorata. Bizzarra mise per girare nel bosco, pensò alzando un sopracciglio e contraendo i pettorali.
La donna sussultò tanto che dovette afferrarsi la corona con un rapido gesto della mano.
-Posso aiutarla?
-Mi sono persa. Cerco un luogo sicuro per la notte.
Il cacciatore picconò l'ascia sul ceppo, sbuffò. -Ancora! Un'altra. Ma c'è un cartello ai margini della foresta che dice:

Qui vive il cacciatore, fa anche da ristoratore. 
Se vi perderete non temete, con lui vi divertirete!

La donna nascose il sorriso dietro la mano, bianca e delicata.
Il cacciatore s'incamminò verso l'ingresso della legnaia. -Seguitemi, vi preparo un giaciglio per la notte.
-Come?- la donna sgranò gli occhi.
-Ho solo un letto, in casa. 
Gli si avvicinò. Le unghie gli solleticarono il braccio. -In qualche modo faremo, non temete.- Gli fece l'occhiolino.
-Da mangiare ho solo del salame, va bene lo stesso? Lo faccio io. 
-Adoro il salame. Se è il tuo, poi, sarà buonissimo.
Fa caldo, qui. Ti spiace se mi metto "comoda"?
Il cacciatore e la misteriosa donna, complice un buon salame, trascorsero una notte indimenticabile. 
All'alba la donna non c'era più e il salame era finito. Sparita anche la scorta in dispensa.
-Ragazzaccia!- borbottò sorridendo.
Il cacciatore tornò a spaccare legna col sapore del piacere ancora sulle labbra. E la noiosa incombenza di dover ripulire la stanza colma di piume!

Trascorsero alcune settimane durante le quali la donna gli fece visita regolarmente. 
Ravenna e il cacciatore, che non rammentava il suo vero nome così come il suo passato, ebbero modo di conoscersi. Rimase di sasso quando scoprì essere la Regina del Reame ai margini della foresta.

Un giorno Ravenna giunse da lui con le guance scavate, gli occhi cerchiati e la pelle filtrata dal grigiore. 


-Sei triste, mia bella regina?
La donna annuì. Lo abbracciò. -Ti prego, aiutami.
-Tutto per te.- La strinse forte e la baciò.
Stretti l'uno all'altra, la donna gli aprì le sue ansie. -Quell'insignificante ragazzetta vuole portarmi via tutte le mie ricchezze. La mia figliastra, Bianca. Non si accontenta della sua parte. Va in giro dicendo che sono malvagia, solo perchè mi vesto dai Fratelli Grimm. E' vero che sono un po' costosi, ma non sto certo dilapidando il patrimonio.
-E' forse quella tipetta anoressica, pallida come un morto, che canta agli uccelli mentre raccoglie l'acqua al mio pozzo?

Bianca
Ravenna lo guardò basita. -Viene fin qui per prendere dell'acqua? Al castello ve n'è in abbondanza.
-Credo voglia solo farsi notare. Fa un po' la gatta morta, a dire il vero.
-Oh, no!- esclamò portandosi la mano alla bocca. -Forse è colpa mia. Forse ti ho lodato troppo con le mie dame di compagnia. Forse ha sentito. E' un'impicciona, non si fa mai gli affari suoi.
Il cacciatore fece una smorfia. -Non doveva restare un segreto, la nostra relazione?
Ravenna chinò il capo, gli accarezzò il petto. -Scusa.
-Allora, dimmi cos'è successo?
-Mia madre era una strega, ma una strega buona. Aiutava la gente con le sue pozioni. Curava mente e corpo. 
Il cacciatore annuì. -Non sono così ottuso da pensare subito male.
-Ne ero certa.- Ravenna sospirò. -Ebbene, mia madre mi ha lasciato uno specchio magico che mostra il presente ma soprattutto il futuro.
Il cacciatore restò basito.
-Lui, il mio specchio, mi ha detto che Bianca sta cospirando alle mie spalle. Mi ha mostrato che sta organizzando un esercito per assediare il mio castello. Vuole uccidermi!
-Bianca? Un esercito? Chi si crede d'essere, Giovanna D'Arco?
-Peggio! L'eroina di una saga paranormal romance.- Ravenna scosse il capo. -Non posso fidarmi di nessuno, solo di te.
-Cosa devo fare?
-Domani notte verresti al mio castello? Voglio mostrarti quello che lo specchio mi ha predetto.
Il cacciatore annuì.

La notte successiva, il cacciatore si recò al castello. La regina gli aveva dato una mappa con un sentiero, quello che seguiva lei, e il passaggio segreto che l'avrebbe condotto nella stanza dello specchio.
Quando giunse, Ravenna lo stava attendendo a lume di candela. 
Era superbamente magnifica, non era mai stata più bella.

Sei giunto, mio cacciatore.
Lo specchio era circolare e d'oro. Solitario protagonista della stanza senza finestre, era posto sopra un altare. Ravenna gli prese la mano e lo portò a pochi passi dallo specchio.
Recitò un mantra. -Specchio, specchio delle mie brame, chi è la più bella del reame?
Lo specchio divenne fluido. Scivolò giù come un manto dorato. Serpeggiò lungo l'altare e i pochi gradini.
Il cacciatore indietreggiò.
-Non temere, è mio amico- sorrise Ravenna.


Lo specchio si fermò a un solo passo dalle scarpette ricamate e iniziò a innalzarsi sagomando un uomo calvo con le braccia incrociate al petto.
Sembra quel Mastro del villaggio fanatico delle pulizie. Lindo, pensò cercando di trattenere il riso.


-Mio amato Specchio, mostra al cacciatore ciò che mi hai detto.
L'essere calvo si girò come un tronco. Anche se non aveva occhi, il cacciatore sentì il suo sguardo addosso.  Nella mente del cacciatore iniziarono a proiettarsi immagini sparse mentre Ravenna gli parlava. Poteva udire la sua voce senza ascoltarla.
Per un istante barcollò, ma il caldo tocco della regina lo rasserenò.

Tu vieni da un altro mondo. Hai perso la memoria a causa di un incidente.
Il tuo potere risiede in un martello.
Io so dove trovarlo, e come prenderlo.
Il cacciatore rimase stordito da quelle rivelazioni che sentiva essere vere. Quelle immagini gli erano famigliari.
-Perchè non me lo dici ora? Dimmi il mio nome, ti prego.
Ravenna sospirò. -Vorrei che tu facessi una cosa per me prima. Ho paura che dicendoti tutto, ora, tu mi abbandoneresti al mio crudele destino.
Il cacciatore scosse il capo. -Mai! Non lo farei mai. Ma vorrei che tu ti fidassi di me.
Ravenna lo guardò languida. Congiunse le mani al petto. Annuì.
-Thor, il tuo nome è Thor.
Fu come una scarica elettrica nel cervello. Rammentò molto del suo passato. Si ricordò anche di una pazza al volante che l'aveva investito appena arrivato sulla Terra.
Per fortuna che i troppo gentili sette nani che vivevano nella foresta lo avevano soccorso. Curato.

Gli avevano dato delle vesti nuove, una casa e molto altro ancora ...
altro che non osò rammentare più nemmeno a se stesso.
-Certo, ora ricordo. Con Mjolnir nella mia mano, sarò nuovamente potente!- Alzò la testa e le braccia la cielo. Rise.
Ravenna si schiarì la voce. -Scusa, possiamo tornare a noi?
Thor le mostrò un generoso sorriso. -Certo, mia regina. Allora, come posso aiutarti?
-Bianca deve mordere una mela. Tutto qua.
Thor era incredulo. -Tutto qua? Una mela? E io a che ti servo?
Ti mostro altre immagini, così capirai.

Tu la condurrai in battaglia.
Un pungo di uomini che lei definirà esercito assalterà il castello.
-E' scritto che Bianca morda una mela "avvelenata". Tutti la crederanno morta, ma sarà solo in apparenza. Sarà una non-morta. Poi verrà il Principe che la bacerà e la porterà via con sè.
-Chi sarebbe questo necrofilo che bacia i morti?
-Uno dei Cullen. Sai quella famiglia di vampiri che abitano al di là del fiume? Ebbene, hanno recentemente ereditato il titolo di Principe. C'è il più giovane, Edward, che l'ha vista e la trova irresistibile.
-E lei?
-Lei trova irresistibile te, invece.
-Ah!- Thor incrociò le braccia. -Che si fa, dunque?
-La mela la farà cadere in un sonno molto profondo. Io la impregnerò con una mia pozione per farle dimenticare il suo passato. Quando Edward le darà il bacio, le farà bere un  po' del suo sangue così avrà una sorta di attrazione nei suoi confronti che uscirà col tempo. Lui poi, ha tutto un suo progetto per lei. Si incontreranno a scuola, lui le salverà la vita, poi fingerà di non volerla così lei lo cercherà. Niente sesso fino al matrimonio e così via.
-Mi sembra contorto.
-Sono vampiri, devono passare il tempo. Pensa che collezionano diplomi. Ti ho detto tutto.
Risero.
Thor le si avvicinò. Le strinse le braccia e la baciò con passione.
Ravenna fece un cenno a Specchio, l'essere dorato si girò e tornò nella cornice.
Fissò il cacciatore mentre con rapidi gesti si toglieva orecchini e collane. Si slacciò la veste, che scivolò liberando lo splendido corpo.




S'incamminò verso il muro dove si creò una porta, ma il cacciatore era completamente rapito da Ravenna per notare altro.
-Vieni, mio amato.- L'invitò a seguirla, ancheggiando nell'ombra del talamo.
Prima di muoversi, assaporò la lussuria a ogni passo.
Tra i gemiti di piacere, definirono il piano.


E tutto quello che seguì, sembrò scritto ...

Bianca cadde addormentata dopo il morso fatale alla mela. Il Principe Edward le diede un bacio e il suo sangue. L'avrebbe portata in una cittadina lontana, con un padre finto e un cucciolo per amico. Aveva organizzato un gran piano per renderla succube e vittima. La sua amata bella principessa, per sempre. Ma questa è un'altra storia ...
Bianca dopo il fatale morso
Thor si ritrovò a corte. Era fatta. Tutto era andato come avevano organizzato.
Ravenna era seduta sul trono.
Finalmente le avrebbe detto dove trovare il martello per tornare a casa. Aveva il suo mondo da salvare.

Non avrai davvero pensato che ti lasciassi andare, vero?
Guardie arrestatelo!
Come puoi farmi questo, dopo tutto quello che ho fatto per te?
-Non posso lasciarti andare. Non posso rinunciare al tuo salame! Nessun altro cacciatore lo fa così buono.
-Ma io sono Thor.
-Sì, lo so. Ma il tuo unico e solo destino sarà quello di compiacermi.- Si alzò, discese i gradini lentamente. Fece un cenno alla guardia che stava nei pressi di una porta. La guardia annuì. Aprì la porta, entrò. 
Si udirono grida di fanciulle. Uno sembrò emergere fra gli altri e avvicinarsi.
La guardia ritornò trascinando una giovane sporca e ricoperta di stracci puzzolenti.
Ravenna alzò il braccio, la mano indossava un guanto di metallo inusuale.
Afferrò il volto della ragazza. La sollevò da terra sotto lo sbigottimento del cacciatore. 
La regina aprì la bocca, la giovane sembrò costretta a fare lo stesso da una forza invisibile. 
Più la folta chioma dorata della giovane diventava bianca, più quella della regina s'irradiava di riflessi ambrati. Più la pelle della sfortunata diventava cadaverica, più quella di Ravenna acquisiva splendore.



Il corpo della ragazza si consumò. Quando Ravenna lasciò la presa, cadde a terra con un tonfo. Ora sembrava una vecchia grinzosa e canuta.
Ravenna sospirò. Sistemò una ciocca dietro l'orecchio. -Portatela via.
La guardia afferrò il braccio del cadavere e lo trascinò nella stanza.
Il cacciatore fissava Ravenna ancora incredulo. Disorientato.
-Non dici nulla, mio amato?
-Mi hai usato. Mi hai mentito. Mi hai soggiogato. Come hai potuto? Io sono Thor!
Ravenna sorrise. -Ma non sai dire altro? Ma non ha importanza. Non è certo l'oratoria la tua dote migliore, no? Adesso penso a come farti tornare il mio cacciatore. Una pozione che agisca sulla memoria a breve termine, forse.
Specchio sbucò da dietro il trono. Scivolò alle spalle della regina facendola sussultare.
-Ravenna,- la sagoma del volto sembrò diversa, più marcata -mi serve Thor per i Vendicatori. Non puoi tenerlo. Se ci sarà un seguito, magari te lo riporto. Ma adesso proprio dobbiamo andare.
La regina sbuffò. -Va bene, ho capito. E' stato bello, finchè è durato.
Schioccò le dita, le guardie abbassarono le lance.
Specchio si avvicinò a Thor. -Sei un po' fuori esercizio. Adesso basta perdere tempo con la legna. Abbiamo progetti ben più ambiziosi. Andiamo!
-Ma tu chi sei?
-Sono in incognito.- sussurrò -Puoi chiamarmi Marvel. Sbrigati, prima che cambi idea.
fine

Avete riso, almeno un pochino?  ^__^
Ok, è stata una pazzia. Un'esplosione di senza-senso per arrivare alla domanda:
"Perchè Thor ha fatto il Cacciatore? Mistero."

Manca poco. Portiamo pazienza.
Le immagini le ho prese dal TRAILER di "BIANCANEVE E IL CACCIATOREQUI!
e dallo SPOT di Dior QUI!
La storia è una mia "insanità" momentanea.
Ogni riferimento a personaggi irreali non è casuale ;) 
Ogni riferimento a persone reali invece lo è.
Per tutto il resto, a mia discolpa c'è che ero in buona fede e febbricitante.

NOTA finale: credo che se questo mio "micro" racconto riscuoterà successo, l'unico merito sarà per la bellissima Charlize Theron :D

4 commenti:

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