1 giugno 2012

[manuali scrittura] L'arco di trasformazione del personaggio di Marks

Alcuni concetti li considero già appresi dai manuali di scrittura recensiti in precedenza:
"Master di scrittura creativa"
"Elementi di stile nella scrittura"
DINO AUDINO EDITORE
L'arco di trasformazione del personaggio, ovvero Come e perché cambia un personaggio, è un manuale di sceneggiatura/scrittura di Dara Marks edito da Dino Audino Editore del 2007, ristampato nel 2009.

Dopo la lettura, posso dirvi che si tratta di sceneggiatura/plot più che di scrittura nel senso che spiega COME EVOLVERE un personaggio per renderlo vero e palpitante. Infatti, ero in dubbio sulla recensione, ma alla fine ho pensato di farne una brevissima giusto per i concetti base. Se poi voleste approfondire l'argomento, il manuale è reperibile senza difficoltà. ^^

Ci si sofferma sulla psicologia, sulle motivazioni e "i perché" per dare coerenza ai personaggi.

Secondo me, è utile anche per uno scrittore apprendere come caratterizzare un personaggio al fine di evitare spiacevoli giudizi del tipo: "I personaggi, soprattutto il protagonista, sembrano finti e agiscono come marionette." o "I personaggi sono bidimensionali."

Lo stile si può migliorare, applicandosi e studiando tutto è possibile, ma se il lettore percepisce il vuoto dal personaggio (senz'anima) è una sconfitta per lo scrittore spaventosa.
E scrivere bene, ma non dare l'anima ai personaggi è più grave del contrario. Ci sono romanzi scritti maluccio (cioè in modo accettabile, ma non eccelso), ma che sono riusciti a comunicare lo stesso emozioni grazie al dirompente carisma del personaggio.

Esempio: Cime Tempestose di Emily Brontë. Diciamolo, lo stile di scrittura lasciava molto a desiderare, ma Heathcliff si conficca nel cervello del lettore dalla prima apparizione.
E non esce più!
Passano gli anni, ma Heathcliff resta. Come si sul dire, è un personaggio potente. Un personaggio con un buon arco di trasformazione, in realtà.
Ecco dunque che l'anima vince sullo stile di scrittura. Ma eravamo nel 1847. Oggi si spera di avere da un romanzo un buon compromesso.

La sensazione del senz'anima si ha quando il personaggio non si evolve.
Ed è sbagliato, innaturale. Tutto cambia, qualsiasi cosa vivente cresce e muore. E' a livello inconscio che cerchiamo questo anche nei romanzi.

Noi siamo la somma delle nostre esperienze. Quando incontriamo un personaggio di carta vogliamo conoscerlo per quello che è, con pregi e difetti. Non per idealizzarlo, ma per viverlo.
Se non ha un passato, il personaggio ci apparirà alieno, se poi durante la narrazione non ha una sua personale evoluzione, risulterà più vuoto dei tronisti della De Filippi ;)
Riguardo al finale, non deve essere idilliaco, ma il più coerente con la storia e il personaggio, tema e premessa.

Esempio di personaggi SENZA arco di trasformazione;
fanno ridere, ma sono palesemente finti.
Questi sono molto in sintesi (ma molto molto)  i concetti espressi nel manuale.
Servivano 240 pagine per queste quattro righe?
Ovviamente sì, perché l'autrice guida passo passo ogni fase dell'arco in modo tecnico e con esempi. Spiega gli atti, come affrontarli e che peso dare a ciascuno. Spiega il midpoint, le resistenze e i rilasci, i periodi di grazia, i punti di svolta e così via. Non solo, affronta trasversalmente argomenti già trattati in altri manuali andando a ribadire concetti importanti quali tema e premessa, che si rivelano ancora una guida per l'autore disperso nella landa della creatività.

Il FATAL FLAW del personaggio è molto interessante.
Cos'è il fatal flaw? E' la resistenza al cambiamento e alla crescita che il personaggio genera (o per volontà sua, o per altri motivi esterni) che potrebbe portare a conseguenze "fatali".
Un blocco psicologico, emotivo che se non superato "ucciderà" il personaggio.
Esempio: una relazione sbagliata dalla quale non si vuole o può uscire che è continua fonte di sofferenza per il personaggio.
Il fatal flaw è un ottimo modo per iniziare un romanzo. Crea da subito un impatto emotivo forte.

Schema finale dell'arco.
Questo è in inglese, ma nel manuale è tradotto. ^^
CONCLUSIONI: un manuale prolisso. Per ogni aspetto, fase e concetto alla fine l'autrice spiega riportando tre film: "All'inseguimento della pietra verde", "Arma letale" e "Gente comune".
Detto sinceramente, mi è sembrato troppo. E' a prova di cerebroleso, insomma. Ribadisce gli stessi concetti più volte. In un manuale preferisco la sintesi.
Comunque, per il resto, è stato molto interessante e utile. Ma, ripeto, è un manuale "teorico" sul personaggio e non "pratico" sulla scrittura. 
E' di approfondimento.
Utile, ma non essenziale. Almeno, non all'inizio.

2 commenti:

  1. Prolissità a parte, il lato più "boh" della faccenda per me è stato rendermi conto che alcune sceneggiature di film noti sono un'applicazione pedissequa delle regoline con un buon lavoro d'incastro. Del resto, nella grande industria del cinema non si approva nulla che non corrisponda alle formule che attireranno uno spaventiliardo di visitatori sicuri - non se bisogna avere i fondi per gli effetti.
    Detto questo, comunque sono nozioni che è meglio conosere che ignorare.

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    Risposte
    1. Già, l'ho notato anch'io. Una sorta di canovaccio sempre pronto ...

      Io sono per la conoscenza, sempre.^^
      Meglio sapere che ignorare. Giustissimo, e d'accordo con te.

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