21 ottobre 2012

[editoria-web] La sottile linea del plagio

ARGOMENTO BOLLENTE ...
L'articolo che segue vuole essere spunto di riflessione. 
Se c'è uno o più degli aspetti trattati che volete commentare o se trovate delle inesattezze nell'articolo, lasciate un messaggio. Ogni consiglio in più, al fine di limitare i plagi, sarà più che gradito. Grazie ^_^


Partiamo dal significato del termine PLAGIO.

Dal dizionario on line Hoepli
PLAGIO [plà-gio]
s.m. (pl. -gi)
1 DIR Appropriazione, riproduzione e pubblicazione anche parziale di un'opera altrui, letteraria, scientifica, artistica, che si fa passare come propria: commettere.

Da Wikipedia: Plagio (diritto d'autore)
Con il termine plagio, nel diritto d'autore, ci si riferisce all'appropriazione, tramite copia totale o parziale, della paternità di un'opera dell'ingegno altrui. In tale accezione, il termine trova riscontro nell'inglese plagiarism e nel francese e tedesco plagiat, e deriva dal latino plagium (furto, rapimento).

... anche parziale ...
... appropriazione della paternità ...
Bene. 
Ora che sappiamo cosa vuol dire "plagiare" o "essere plagiati" non credo servirà farvi notare che è un atto che si crea parecchie volte al giorno.
Siamo tutti vittime e carnefici, spesso inconsapevoli.
Riporto alcuni casi.

AGGREGATORI
Mi riferisco alla condivisione dei feed.
Se dovessimo essere precisi, quando certi aggregatori (con la pubblicità) prendono un articolo di un blog o di un sito e lo riportano nei propri spazi, si stanno in realtà "appropriando" di un frammento artistico di un altro. E magari l'autore nemmeno lo sa. 
Il blog è gratuito, mentre l'aggregatore in questione no.
Come spesso accade, troviamo "pubblicato da Caio" riportato in piiiiccolo in fondo all'articolo, poco prima del banner pubblicitario.
Se è l'autore a fare richiesta di essere "inserito" nell'aggregatore, è un conto, ma accade anche che siano utenti estranei a segnalare la presenza del blog. L'aggregatore lo prende e stop.
Io sono in aggregatori russi (almeno credo, sembra cirillico, ma non sono sicura), arabi (vale lo stesso discorso), USA e altri ancora. E non l'ho chiesto io.
Comunque, fastidio non mi danno. La mia licenza è CC, perciò spero che mi capiscano :D

Però, nel caso degli aggregatori, è anche pur vero che il significato di condivisione ha dato una sfumatura diversa al "leggero plagio". Anzi, contraria. 
Ti rimbalzo, ti do visibilità. 
Da negativo è diventato positivo. In questo caso, il "plagio" non solo è tollerato, direi che in molti casi lo si chiede come ho fatto io all'inizio con Paperblog o Liquida, ad esempio.
Peccato che se avete un blog, avrete notato che ben poco è il traffico che arriva. Siamo noi a nutrire loro, non il contrario. Gli unici a trarne forse beneficio sono blog/siti per adulti, gossip, moda, politica e cronaca.

E ho un esempio concreto. 
Questo mio post QUI! che parlava della strage in Denver durante la prima di Batman mi ha portato traffico da alcuni aggregatori per la prima volta da due anni.
E gli altri 280 articoli che ho fatto?
Mai avuto un solo rimbalzo :(

Consiglio: INSERITE NEGLI ARTICOLI L'INTERVALLO
Almeno, da un aggregatore, se il lettore vuole leggere tutto l'articolo arriva poi da voi.
Feed croccanti e sempre caldi
sono una manna per gli aggregatori ;)
I TAG, le IMMAGINI e le CITAZIONI in FACEBOOK
Che bello quando ti taggano in FB, no? Seee ...
Appiccicano il tuo nome su immagini e magari nemmeno lo sai. Lo scopri dopo. Io, ogni tanto, mi ritrovo su libri altrui, foto altrui, immagini "pittoresche" o "equivoche" e mi fermo qui.
Peccato che nel 99% dei casi, le immagini vaghino senza autore. Senza crediti. La gente le appiccica, le modifica, le ribalta ... e poi, nella migliore delle ipotesi quando chiedi:
-Bella, chi l'ha fatta?
-Bhooo! E che ne so. L'ho trovata in rete.
Perché succede questo?
Perché è bello taggare, ma dare i crediti all'artista richiederebbe tempo per risalire all'immagine originaria. Cosa che i FAN del MI PIACE non fanno.
Nota personale: per dimostrare quanto sia "irrequieto" quel bottone, dopo suggerisco 50 TRUCCHI PER come avere tanti MI PIACE.


Altro palese esempio di plagio inconsapevole sempre in FB sono le immagini che usiamo per i PROFILI o la copertina del DIARIO.
E mi metto dentro pure io, ci mancherebbe. Ogni tanto cambio, e magari non metto l'immagine originaria perché non rientra nelle dimensioni richieste.
Forse, all'inizio, FB richiedeva solo immagini personali. Forse, il profilo doveva essere il tuo. Il tuo viso.
Ma è cambiato tutto. E i plagi si sprecano.
Sono plagi "bonari" non certo fatti in male fede, ma sono un'infinità.
Incontrollabili, oltretutto.

Vale anche per i TESTI, non solo per le immagini.
Le frasettine da cioccolatino, gli aforismi, le massime e i copia e incolla per farsi dire:
Ma quanto sei profondo... oooh! *O*
Ma quanto sei poetico ... oooh!
Oh! Ma quanto sei ladro!
Perché, siamo sempre lì, "la gente" prende tutto per buono. Se scrivi qualcosa, crede sia farina del vostro sacco. Legge in modo distratto, superficiale e veloce. Ecco il punto.
E su questo mi aggancio al prossimo blocco.

COME AVERE TANTI "MI PIACE":
1- Paghi. In FB c'è la sezione apposita. Oppure, con AdWord di Google.
2- Organizzi eventi, giveaway di libri, concorsi per racconti, qualunque cosa che richieda una MODALITA' DI PARTECIPAZIONE. Ovviamente, nel regolamento ci sarà  devi cliccare sul MI PIACE. Qui, potrebbe accadere che il "mi piace" sia provvisorio. 
3- Mandi un avviso ai tuoi amici. 
4- Mandi sms, newsletter, metti badge e likebox, tagghi, connetti con Twitter, fai spam indiscriminato (anche a casa degli altri) cosa che sconsiglio, ma se u-like rischio, affari tuoi ... insomma fai il "prezzemolo".  Con dedizione e tempo, i "like" aumentano così come quelli che ti hanno bannato, però. Questi suggerimenti sono da usarsi con parsimonia. :)
5- Iscriversi nei forum. Aumenti le conoscenze e magari trovi qualcuno che ti clicca.
6- Immagini accattivanti. Queste girano di più degli articoli. 
Se volete altri TRUCCHI per avere tanti MI PIACE ho trovato un articolo con 50 METODI. Buon divertimento. 

NOTA personale: se vi state chiedendo io cosa faccio, vi dico onestamente che ogni tanto (tipo una volta al mese, anche meno) mando un avviso ai nuovi amici in FB. Ho una pagina FAN e un gruppo del blog, in entrambe spero che clicchino sul bottoncino. Basta. 
Credo che martellare la gente sia sbagliato. Un utente che mi legge e gradisce, se vuole sa cliccare da solo senza che "glielo dico io".


Tornando alla sottile linea del plagio.

BLOG e SITI che hanno i COLLABORATORI fantasma-per-il-web
Ci sono molti blog e siti, amatoriali e non, che si avvalgono della collaborazione di "terzi". E per terzi intendo dire che gli articolisti NON HANNO ACCESSO INTERNO al sito.
Mi spiego meglio.
Quando si crea un articolo, si entra nel sito/blog e si accede con un account (e con una password privata). Una volta dentro, si CREA l'articolo con UN NUOVO POST. Questa procedura è essenziale se si vuole che l'articolo esca col nome corretto.
CHI CREA L'ARTICOLO con NUOVO POST è il REALE AUTORE per i MOTORI DI RICERCA.
Se si manda un file word e poi l'amministratore fa il copia e incolla, e scrive la frase "articolo a cura di" o "intervista fatta da" ecc. chi legge l'articolo saprà il reale autore, ma non serve a nulla per il browser!

Esempio pratico:
Mi chiamo Maria Giacometti e scrivo per il Pinco Pallo News.
Questa frase potrebbe essere "vera" o "farlocca" per il browser e Maria non lo sa.
Come fare per saperlo?
UNO: Ricerca in Google, un  motore di ricerca a caso. Vanno bene anche gli altri.
DUE: Controllo incrociato sul sito in questione.

Otteniamo questo.

1- OK! Maria Giacometti esce che ha pubblicato 100 articoli per il PPN.
Qui accade che il sito ha creato un account-autore per Maria Giacometti. Quindi lei potrà creare post e pubblicarli a suo nome. Così, comparirà anche nei motori di ricerca oltre che nel sito come autore.

2- KO! No. Purtroppo, Maria Giacometti non risulta. Al suo posto però, nei suoi articoli come AUTORE risulta Lucia Mondellax.
Come mai?
Accade che Lucia Mondellax prenda il file word di Maria Giacometti, faccia un copia e incolla, MA SCRIVA IN ALTO CHE L'ARTICOLO E' A CURA DI MARIA GIACOMETTI e basta. Peccato che tale scritta NON CONTI NULLA ai fini del web. L'autore risulterà sempre e solo Lucia Mondellax.

Ora, fermo restando che Lucia non l'abbia fatto in mala fede e che sia un'amministratrice di sistema solo ignorante, il mio consiglio è di farvi creare un account-autore (è un account con poteri davvero limitati, non si rischia di fare danni al sito) oppure, se proprio non si può, farvi almeno taggare col nome e cognome.

NOTA: oltre al tag, che cataloga per folksonomy in esterna, potrebbe essere un'idea creare anche una CATEGORIA e una RUBRICA del tipo "Le interviste di Maria Giacometti". E' vero che le categorie servono come gestione interna al sito, ma la rubrica darebbe risalto al lavoro di Maria.

Questo caso, non è un plagio vero e proprio. L'articolo resta vostro, solo che per i motori di ricerca l'avrà pubblicato un altro. Spero sia chiaro.


PLAGIO LETTERARIO
Quando davvero possiamo gridare: MI HANNO PLAGIATO!
Vediamo di fare insieme due riflessioni.

Plagio per CONTENUTI di BLOG/SITI: capita di ritrovarsi frasi, concetti o articoli presi e copiati da altre parti. Non parlo degli aggregatori, ma di altri blog e siti privati che fanno loro i vostri articoli sperando di non essere beccati.

Innanzi tutto, capire la LICENZA D'USO (di entrambi)
Io, ad esempio sono CreativeCommons. I miei articoli sono "fruibili" senza problemi basta che si riporti che sono miei e a titolo solo informativo, non di lucro.
Se vengo citata in altri blog col link all'articolo, sono contenta e dico grazie. 
Se prendono parti di articolo perché serve per un nuovo articolo e mi citano, vale come sopra: dico grazie.
Se copiano o, peggio ancora, riscrivono l'articolo utilizzando i miei passaggi logici e la struttura ... mi arrabbio. E credo sia normale, no?

Nel primo caso, il copia e incolla spudorato, è facilmente trovabile.
Google stesso può. Si riporta una frase e si vede subito se è riportata per intera da un'altra parte.
Ci sono anche strumenti come CopyscapePlagiarism Checker o Plagiarism Detect e molti altri ancora (QUI! c'è una lista) che ve li scova.
Però, diciamocelo, come si fa a dire "l'ho pubblicato prima io" visto che i post si possono retrodatare?
L'unica è contattare il sito in questione, farlo presente e sperare che tolgano il contenuto clonato.
Di solito, accade.
Invece, se si rivelano dei disonesti, c'è sempre una bella denuncia. Altrimenti, portate pazienza. Un blog o un sito che fa così, dura poco. E' solo questione di tempo perché auto-imploda. La rete sembra vasta, ma alla fine, i furbi collassano. ^^

Nel secondo caso, la riscrittura rubando le idee, la cosa si fa complicata.
Se il furbetto riscrive l'articolo usando la vostra struttura, come smascherarlo?

E qui, rigiro la domanda anche AL CARTACEO.
Se uno scrittore/editor/tizio qualunque fa apparente sciacallaggio delle vostre idee riscrivendole col suo stile e aggiungendo del suo, che fare?
Analizziamo insieme una causa famosa a livello mondiale.

La cover della Salani
Cosa? La Rowling avrebbe plagiato qualcuno?
... forse, pare, sembrerebbe.
I contenuti di Harry Potter parevano spaziare da Neal Gaiman col suo "BOOK OF MAGIC", fino al libro di una scrittrice Nancy Stouffer, che pareva aver scritto MUGGLES ben 12 anni prima.

Quando i "BABBANI" erano ancora
degli sconosciuti. Era il 1984.
Il maghetto Harry Potter non era una sua creazione originale. Non solo assomigliava a quello della Stouffer (LARRY POTTER), ma era parecchio simile a quello di Neal Gaiman (TIMOTHY HUNTER).

Questo qui NON è Harry Potter
ma TIMOTHY HUNTER!
Anche la STORIA di Harry, pareva spaziare da Timothy a Larry.
Ci sono personaggi e avvenimenti simili. La madre di Larry è morta in un incidente. Timothy scopre di essere un mago perché all'11° compleanno glielo dice un altro mago. Inizierà a vivere a cavallo tra il mondo reale e quello dei maghi. E molto altro ancora.
E poi, la famosa dubbia paternità della parola: MUGGLES, per noi BABBANI

Era l'anno 1999 quando la Stouffer avviò la causa di plagio (ovviamente per i suoi contenuti, non le similarità di Gaiman). Come sarà finita la causa?
La Rowling ha vinto. Non solo, l'altra sembra essere diventata una truffatrice. La Stouffer ha dovuto pagare i danni alla Rowling. Si vede che aveva ragione lei...

Dov'era qui la sottile linea del plagio?
La Stouffer era certa, eppure ha perso.

Le lenti di cioccolato potrebbero cambiarti la vita
Quindi, che fare in caso DI PLAGIO LETTERARIO?
Intanto, sbollire la rabbia.
Il mio consiglio, analizzate le due opere in modo freddo e razionale.
Spesso accade che non siate voi a essere stati plagiati, ma entrambi abbiate "attinto lo spunto" da un'opera del passato senza saperlo. Ecco perché notate la somiglianza.
Avviare una causa costa. Portarla avanti, anche di più. E si potrebbe arrivare fino a tre gradi di giudizio con le relative spese. Perciò, prima di andare in tribunale, siate MOLTO CERTI di poter finanziare la causa fino in fondo.

C'è comunque un'altra via, in apparenza quieta...
Fare finta di nulla.
Perché dico in apparenza? Perché se il tizio in questione vi ha rubato le idee, vuol dire che VOI NE AVETE, LUI NO! Vuol dire che voi andrete avanti, lui dovrà rubare ancora!
I lettori lo noteranno col tempo, lo capiranno da soli chi crea e chi ruba.
E a quel punto, avrete vinto.

E questo vale anche per IL PLAGIO DI IMMAGINI.
Qui è più evidente, si smascherano prima. Quelli che RICALCANO, poi sono addirittura comici.
Ricordate il caso di Nick Simmons, autore di Incarnate, che ricalcava BLEACH di Kubo?
Immagine presa QUI!
Consiglio la lettura di questi altri post: QUI! e QUI! tanto per farvi un'idea di quanti siano i casi di ricalco creativo.
In casi ECLATANTI come questi, ovvero quando la linea del plagio non è più sottile ma importante come una palo, non resta che dirlo.
Ditelo! Mettere le immagini a confronto! Spammatelo!
Come è già accaduto, gli infami spariranno per incanto. I veri artisti, resteranno.

Quelli che creano, producono e alimentano la fantasia 
con nuove idee originali e accattivanti 
NON FINISCONO NEL DIMENTICATOIO. 
MAI!

2 commenti:

  1. Ciao. Brutta storia quella del plagio.
    A me è capitato non troppo tempo fa con Il viaggio nel Masso Verde. Una delle mie case editrici mi scrive informandomi che le era arrivato in visione un libro che aveva al suo interno almeno tre o quattro pagine totalmente copiate (quasi parola dopo parola) dal mio romanzo. Aveva cambiato solo i nomi. Fortunatamente il romanzo non era stato pubblicato ed era solo in proposta di pubblicazione, e diciamo che l'autore non l'ha fatta nemmeno tanto furba. Dopo aver sentito vari avvocati, ho deciso di creare solo una pagina ad hoc (http://www.fabriziovalenza.com/geshwaolers/aissamaissa.html) nella quale spiego la genesi del brano in questione (il mio nato nel 2001, il plagio - a detta dell'autore, che ovviamente non sapeva delle prove in mio possesso - "dal lontano 2007"...).
    Spero di non dover mai andare per avvocati, ma qualora fosse necessario farlo, non esiterei. :-)

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    Risposte
    1. Pazzesco O_O
      Sapevo che alcuni furbacchioni copiavano parti di libri e li proponevano alle CE come fossero originali, ma allo stesso editore fa un po' ridere. Forse voleva verificare se il tuo editore si ricordava del tuo romanzo :D
      Scherzo.
      Per fortuna, è andata bene.
      Grazie del commento, Fabrizio.

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