29 ottobre 2012

[intervistazza] Altèra di E.Ravasio

Segnalazione + Intervistazza micro
GDS
Dopo I Guerrieri d'argento, Elvio Ravasio prosegue la sua saga fantasy con Altèra edito sempre da GDS. La copertina e le illustrazioni interne sono di Fabio Porfidia.
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Trama: Continuano le avventure di Nayla, Elamar e Gotland, eventi remoti si ripercuotono sul presente. Le lande di Arìshtar affrontano un pericolo che credevano dimenticato e i tre ragazzi si trovano a combatterlo. L’antica città di Altèra sospesa in un’altra dimensione a seguito di un antico e potente incantesimo vuole riemergere con tutte le sue forze, al suo interno il male cresce e si espande. 
I protagonisti vengono divisi, catturati, sottoposti a prove terribili, la loro amicizia verrà messa in discussione e la loro anima soggiogata. Dovranno imparare la differenza tra rabbia e clemenza. Dalle terre sconosciute nuove popolazioni verranno in loro aiuto, gli eleuriani abbandoneranno il loro eremo di pace e si uniranno all’esercito. Poteri devastanti entreranno in gioco, antichi rancori riemergeranno, gli elementi avranno un nuovo padrone. Il confine tra forza e pazzia verrà oltrepassato, draghi, magia e coraggio contrasteranno il potente nemico.
KARDON
Le 3 domande:


1-I tuoi romanzi sembrerebbero appartenere al fantasy nella sua essenza più classica, quasi tolkieniana. E invece non è così. Ha miscelato fantasy, animè giapponesi e fumetti. Come mai questa scelta?
Non è stata proprio una scelta, diciamo che volevo qualcosa che pur nella sua classicità narrativa, non assomigliasse a qualcosa di già letto o già visto. Scrivendo, le mie passioni giovanili sono uscite prepotentemente, fumetti e cartoni animati mi hanno accompagnato per tutta l'adolescenza, ancora prima di approdare alla letteratura e hanno lasciato un segno indelebile.
Anche se inconsciamente, o forse in parte volutamente, si sono trasmessi ai miei romanzi.
Ho cercato di creare, sia nella storia che nello stile narrativo, un mondo che racchiudesse i vari generi che ho amato, siano essi televisivi o letterari. L'idea era di catturare l'attenzione di ragazzi che, solitamente sono collegati al computer o incantati davanti alla televisione, che vengono rapiti dai videogiochi per intere giornate. Un tentativo di avvicinarli alla letteratura mostrandogli aspetti a loro già noti.
Non so quante persone posseggano la trasposizione fumettistica di Ray Bradbury "Il popolo dell'autunno". Un volumetto da collezione che sono riuscito a reperire e che all'interno, nella prefazione, recita alcune parole dell'autore, cito alcuni passaggi.
"Sono figlio del mio tempo, e questo vuol dire, tra l'altro, che sono cresciuto con i fumetti: leggendoli e amandoli appassionatamente, nutrendomene, vivendone le avventure e facendone ordinate raccolte da '28 al '38 e oltre, che rappresentano la mia prima giovinezza.
Non sopporto coloro che, per snobismo letterario, voltano le spalle a ciò che una volta erano, a ciò che amavano con tutto il cuore: in una parola, alle basi stesse della loro formazione. In realtà, sono convinto che senza tutta quell'aurea mediocrità, tutto il sublime e meraviglioso ciarpame che entrarono a far parte del mio background, non sarei mai diventato lo scrittore che sono, né, a dire il vero, alcun'altra specie di scrittore"
Grazie Ray, ora capisco perché sei uno dei primi scrittori che ho letto, seguito e amato.

2-Hai un personaggio principale che ti ha ispirato la saga, oppure è stato il mondo stesso che hai creato a mostrartela?
Come detto la mia ispirazione viene da un insieme di cose, non da un personaggio in particolare, anche se ci sono alcuni cartoni animati e alcuni fumetti che hanno avuto un peso notevole sullo svolgimento.
Ovviamente non vi dirò quali, altrimenti vi guasterei la sorpresa e il gusto della lettura.
Non è detto che tutti lo noteranno, forse solo a chi ha il mio stesso background verrà in mente qualche attinenza con qualcosa. Questo non vuol dire che abbia trasposto l'animazione su carta ma che mi hanno dato parecchi spunti per creare una storia originale al di fuori degli schemi classici.
Nonostante siano storie avventurose e lineari non troverete orchi, nani, elfi o creature tipiche del mondo fantasy. Ho inventato popolazioni con le loro peculiarità cercando di non ricordare nulla presente nel Signore degli anelli o in altre saghe famose, se ci sono riuscito me lo diranno i lettori.

la mascotte :D
3-In fiera, una volta, al tuo stand c'era un drago magnifico. Chi lo ha fatto e posso pubblicare la foto?
Il drago in origine era un portalampada che mi è stato regalato da mio fratello, credo arrivi da San Marino. L'ho fatto modificare aggiungendo un leggio sulla parte frontale in modo che con la zampa sembra tenere il libro.
Caso vuole che è lo stesso identico drago della copertina dei Guerrieri D'Argento.
Non so se l'illustratrice si sia ispirata a quel drago già visto in qualche fiera o foto oppure sia un caso. Fatto sta che è perfetto e riscuote un notevole successo agli eventi a cui partecipo. Ormai è la mia mascotte, è sempre con me.

Grazie Elvio!
In bocca al lupo.

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