12 novembre 2012

[intervistazza] Il fantasma di Idalca di Vlad Sandrini

SOGNO EDIZIONI
Il fantasma di Idalca è un romanzo di Vlad Sandrini edito da Sogno Editore.

Trama: È un periodo di tregua fra le nazioni di Dargorea e Uskadia, a due anni da quando il negromante Recks Woods risolse un conflitto con la prima arma di distruzione di massa. Allora com’è possibile che la caporale non morta Lith Cross veda oggi un’intera città distrutta da un nuovo ordigno che nessuno possiede? Perché nella stessa notte si prepara una spedizione segreta su un’aeronave occultata? Come fa un misterioso ladro a sottrarre un golem d’assalto, sotto il naso delle sentinelle, senza lasciare tracce? E a cosa serve il furto di un reperto storico vecchio di millenni? 
Mentre un personaggio del folclore sembra prendere vita, le circostanze portano un piccolo gruppo di superstiti a fuggire dalle truppe speciali a dorso di drago, per tornare al mondo di tutti i giorni. Riusciranno a ricostruire una civiltà persa fra i detriti del tempo?
QUI! trovate un estratto del romanzo.

Breve bio di Vlad, cosa dice di lui: Sono sognatore, metallaro e lavoro dalla fine degli studi come tecnico informatico e programmatore. Prima del Duemila ho avuto occasione di suonare in alcuni gruppi metal e partecipare alla realizzazione di alcune fanzine. Dopo un periodo di confronti con altri appassionati di fantasy, sono stato coinvolto dal 2008 nella redazione de La Penna Blu Edizioni.
Dallo stesso anno ho partecipato a qualche premio, ottenendo la pubblicazione di diversi racconti fra la fiaba e la fantascienza, e nel 2011 è uscito per Sogno Edizioni il mio romanzo d’esordio “Il fantasma di Idalca”. La pubblicazione più recente è il racconto “Le viverne del Tolcur” nell’antologia “Creatori di universi”.


Le 3 domande:

1- Direi come prima domanda di inquadrare il genere. E' un tecno-fantasy (ovvero un fantasy con macchinari tecnologici) o un romanzo di fantascienza con una venatura "esoterica"? Ho visto che hai inserito negromanzia e golem. In pratica, le basi de "Il fantasma di Idalca" poggiano sulla scienza o no?

Un'ottima domanda per scaldarci.
Già quando ho finito le mie stesure e revisioni ed è arrivato il momento di preparare le lettere d'accompagnamento, mi mettevo le mani nei capelli: è fantasy o fantascienza? Per quanto mi sono scervellato fino ad ora, direi che è entrambi contemporaneamente. L'approccio è fantascientifico, e parole come 'negromanzia', 'golem' e 'draghi' descrivono tecnologie belliche. Ma le basi poggiano interamente su trovate di fantasia. Anche rispetto all'alchimia vera, gli elementi della materia contano due intrusi che tuttavia sono fondamentali nella coerenza di questo universo.


2-Il panorama dei personaggi è molto variegato; ladri, poliziotti, negromanti, non-morti e molti altri ancora. Sono loro che hanno unito i fili della trama e tu ti sei limitato a scriverla, o li hai "forzati" per portarli dove volevi?

Più la prima che la seconda. Ciascuno dei personaggi è stato "reclutato" perché mi serviva esattamente quel tipo di personalità a ricoprirne il ruolo - da Irinne Albor con i suoi disturbi di insicurezza, al guidatore insopportabile Thorn, all'ufficiale uskano tutto d'un pezzo che per la sicurezza nazionale ordina di aprire il fuoco - e mi sono premurato di gestirli nel rispetto dei loro background.
Sono partito con un'idea abbastanza chiara della direzione degli eventi, eppure in alcuni punti mi hanno dimostrato che altre azioni sarebbero state più verosimili rispetto a quelle che avevo previsto. E ha funzionato.


3-Nessuno è del tutto buono, e viceversa. Personaggi veri, dunque, che seguono ognuno le proprie motivazioni. Eppure, tra tutti spicca Lith Cross che tenta di osteggiare la sua "situazione" per salvaguardare la sua umanità. Quindi, è l'umanità stessa, quello che rappresenta, il buono che va difeso?

Un punto di vista interessante, che non avevo ancora considerato.
Lith Cross sa benissimo di essere già morta. Fa parte del suo conflitto: un po' si sente truffata come zombie ributtante e privo di diritti, mentre è giovane e come tutti noi vorrebbe andare avanti a vivere ed esprimere se stessa. Un po' si sente di troppo, per il peso del passato di famiglia ma anche per una consapevolezza che sopraggiunge: che la propria esistenza potrebbe portare rischi, oltre ai benefici, a chi la circonda. È proprio una ragazza che ha perso tutto, e forse per questo lotta con le unghie e con i denti, perché ha più titoli di altri per capire cosa sono la vita, la sensibilità, il calore umano.

Grazie Vlad!
In bocca al lupo.

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