14 novembre 2012

[intervistazza] La luna a scacchi di Fromell

0111 Edizioni
La luna a scacchi è un romanzo breve a tinte horror di Filip Fromell edito da 0111 Edizioni.

Trama (dell'editore): La Luna a Scacchi è un romanzo nero come le unghie di un morto e profumato come un fiore. Protagonista è Alida, donna affetta da un morbo risalente alle culture europee di età medievale. Alida è un licantropo ed è sposata con un uomo affetto dalla stessa malattia, l’avvocato Luca Menozzatti. Conducono una vita serena finché Luca, in piena metamorfosi, non viene ucciso da Manuel Bracconieri. Cosa succede a un licantropo dopo essere morto?
Torna umano e la polizia non potrà che arrestare Bracconieri per omicidio, senza sapere che il lupo lo ha ferito infettandolo. Riuscirà Alida a evitare che l’assassino di suo marito si trasformi all’interno del carcere in occasione della prossima luna piena? Esiste una cura contro il morbo di cui è schiava? E l’amore? L’amore si chiama Riccardo. Un uomo normale, lontano dagli orrori a cui è abituata Alida. Ma cos’è la normalità in una città, Roma, dove gli assassini camminano per strada e i mostri si chiudono in casa per proteggere gli altri da loro stessi?
E' possibile leggere un estratto QUI!

Le 3 domande:
1- Si parla di licantropi. Ci parli dei "tuoi" licantropi, sperando che non debbano levarsi la maglietta ogni dieci pagine (o inquadrature) come vuole il plot? :D
Ne “La Luna a Scacchi”, romanzo che è stato considerato un anti-Twilight, la figura del licantropo subisce un ribaltamento rispetto all’iconografia urban fantasy di questi ultimi tempi.
I miei licantropi non sono atletici, non mostrano i pettorali, non incantano; sono creature metropolitane sofferenti, represse, angosciate dai tormenti dovuti al senso di emarginazione imposto dalla società. Essere licantropo è una sciagura, una vera e propria maledizione del sangue, perché significa lottare contro il mondo che non ci accetta, contro le convenzioni e i preconcetti di chi vive intorno a noi ignorandoci.
Là fuori vivono un numero sempre maggiore di invisibili: malati, gente povera, sfrattati, tossici, orfani…
Il licantropo de “La Luna a Scacchi” è una figura che li racchiude tutti in un unico recinto.


2- Un licantropo ucciso da un uomo comune, di solito è il contrario. Qui, invece, sembra che le vittime siano i licantropi. Come mai?
Nel cinema e nella letteratura non ricordo altri esempi di licantropi che si reprimono per evitare di uccidere essere umani e proprio dall’uomo sono costantemente minacciati.
Il mio licantropo è metafora di diversità. È contro le minoranze che l’uomo solitamente si accanisce. Attacca ciò che non comprende, ciò che lo spaventa e ciò in cui non può identificarsi. Ho utilizzato la figura del licantropo per raccontare la storia di una donna malata, un’emarginata, un personaggio che soffre in quanto collocato in una posizione d’inferiorità sociale. Un essere mostruoso, e quindi incompreso, dovrebbe muovere pietà e invece è attaccato e costretto a reprimere i propri istinti per proteggere chi non ci metterebbe due volte a sbarazzarsene. Ho costruito un personaggio tragico, drammatico. Non c’è speranza per il licantropo de “La Luna a Scacchi.”

3- Già c'è chi chiede un seguito in Roma. Ci puoi dire se ci stai lavorando?
Attualmente sto lavorando ad altro, ma un sequel de “La Luna a Scacchi” credo che prima o poi vedrà la luce. Mi piacerebbe anche adattare il romanzo per lo schermo. Ne verrebbe un noir dalle tinte horror dal forte impatto visivo e una sceneggiatura potente in grado di scardinare alcuni stereotipi legati al genere horror/fantasy.

Grazie Filip!
In bocca al lupo.

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...