17 novembre 2012

[libro] Stirpe Chimerica di AA.VV.

Segnalazione
cover di Elisabetta Baldan
E' arrivata l'antologia Stirpe Chimerica nata dal concorso indetto mesi fa dal blog Club Urban Fantasy, a cura di Angela Visalli e Stefano G. Muscolino. Collaboratore selezione testi, editing e impaginazione: di Michael D. Acciaio.
La trovate in ebook e in cartaceo. Al momento QUI!, ma presto anche negli altri store.

I racconti avevano superato i 40. Sono rimasti pubblicati nel blog per alcune settimane. Il pubblico poteva leggerli e lasciare un commento. Alla fine, nell'antologia ne sono rientrati 19. I tre editor hanno aggiunto un loro racconto, fuori concorso. Ora, Stirpe Chimerica è così composta da 22 scritti che hanno una CHIMERA come protagonista.

Dalla prefazione: "L'ordine dei racconti è stato scelto in base alla classifica finale del concorso, per cui i primi tre racconti sono quelli arrivati sul podio. Di questi i primi due si rifanno alla tradizione biblica. Protagonisti sono Lilith, prima moglie di Adamo, nel racconto “Notte di luna nuova” di Michela Papagno (vincitrice del Concorso) e il Nephilim, incrocio umano-angelo, nel racconto “La prova” di Alessandra Paoloni in arte Elisabeth Gravestone. Al terzo posto troviamo invece un insolito coniglio extra dimensionale, che vi stupirà in “Batuffolo” di Cesare Cuzzola.
Le creature di cui potrete leggere, oltre a quelle sopra citate, variano dalle Sirene alle Banshee, dai Draghi alle Furie, dalle Ombre ai Fantasmi. Passando per personaggi ispirati alla cronaca della Londra vittoriana come Jack il saltatore o a demoni seduttori di povere fanciulle come Satanachia, o ancora esponenti della mitologia nordica come il lupo Fenrir. Altre ancora riprese dai giochi di ruolo, come il Tiefling o dalla trazione tolkieniana come l'Ent, creatura a metà strada tra l'albero e l'uomo."

TITOLI dei  racconti e AUTORI
Notte di luna nuova - Michela Papagno
La prova - Alessandra Paoloni (Elisabeth Gravestone)
Batuffolo - Cesare Cuzzola
La cecaelia - Alexia Bianchini
Interview with the devil - Eleonora Pescarolo
Finché morte non ci unisca per sempre - Carla Marino
Viaggio verso te: fino all'anima - Manuel Malavenda
Il lamento perduto - Prisca Turazzi
Spring-heeled Jack, la genesi - Samantha Baldin (^___^ questo è il mio)
Il sogno di Eric - Eledie Eledhwen
Primavera a Parigi - Camilla Demontis
Una semplice questione di vendetta - Simone Brescia
Il drenatore - Lorenzo Crescentini
Gocce d'acqua salata - Crystal Shanesilver
Il buio dentro me - Anna Grasso
Una nuova vita per Violetta - Erika Bissoli
La sua voce in un respiro - Miriam Tocci
Cuore tenero - Erica Berselli
A un passo dalla morte - Daniele Imbornone
Imprevisti e sogni - Michael D. Acciaio
The curse of the desert - Stefano G. Muscolino
Duk, il folletto dispettoso - Angela Visalli


INCIPIT per racconto


Notte di luna nuova - Michela Papagno
Mar rosso, notte dei tempi
La sabbia era calda, come le lacrime che le rigavano il volto, ferito dal vento che la sferzava senza pietà. Non c’era nessuno attorno a lei, il silenzio era rotto solo dallo sciabordio del mare e dai suoi singhiozzi.
Si lasciò cadere in ginocchio sulla spiaggia, un urlo straziante diruppe dalla sua gola. Riecheggiò a lungo, perdendosi nella notte come il verso di una solitaria civetta. Maledì l’uomo che le aveva spezzato il cuore e anche se stessa, per tutta quella sofferenza che la stava dilaniando.

La prova - Alessandra Paoloni (Elisabeth Gravestone) 
Padre Breas spense le luci della cappella e si richiuse la porta alle spalle lentamente. La piccola chiesa restò illuminata solo dalle fiammelle dei lumini, e ripiombò nel suo austero silenzio. Le donne che frequentavano la messa la domenica pomeriggio erano già andate via, temendo che il violento temporale, preannunciato dalle previsioni per quella notte, potesse sopraggiungere qualche ora prima. Padre Breas, colto dallo stesso pensiero, sollevò gli occhi al cielo plumbeo e represse un brivido.
Fece scattare la serratura, lasciò scivolare la chiave nella tasca del suo saio e s'affrettò a risalire gli scalini della canonica.
La pioggia iniziò a calare lesta e la notte dissimulò ogni forma.

Batuffolo - Cesare Cuzzola 
Judy si catapultò nella sua cameretta non appena sua madre ebbe aperto il portone.
«Judy, attenta! Non è un giocattolo!»
Judy sapeva benissimo che i conigli non erano giocattoli. I suoi giocattoli non avevano di certo bisogno di mangiare o bere. I suoi peluche non dormivano mai: anche quando la notte si svegliava per andare in bagno loro erano lì, con gli occhi spalancati e vigili. E le sue bambole mica facevano la cacca o la pipì, nonostante avessero il bagno nella loro casa in miniatura.

La cecaelia - Alexia Bianchini 
David era stordito, la testa doleva. Non ricordava dove aveva picchiato, non sapeva nemmeno in che luogo si trovasse. Sdraiato su un terreno morbido si rese conto della poca luce, sebbene la vista fosse annebbiata.
Respirava a fatica; un’afa bestiale aleggiava intorno a lui.
Le mani arrancarono rena; doveva trovarsi su una spiaggia. Si ritrovò ad ascoltare il rumore della risacca. Ricordava appena l’ultimo guizzo di coscienza: era su una barca di turisti in giro per le isole greche del Mar Ionio.
Era caduto in mare, schiacciato da un lardoso tedesco. Per evitare di soffocare era salito in piedi sulla seduta e in quel momento, la barca a forma di galeone, aveva virato. Perdendo l’equilibrio aveva colpito lo scafo prima di cadere in acqua.
“Possibile che nessuno si fosse degnato di gridare uomo in mare?”


Interview with the devil - Eleonora Pescarolo 
Si accende una sigaretta.
La fiamma dell’accendino balena per un istante nella penombra della stanza, illuminando il volto del mio interlocutore. I suoi occhi non mi sembrano diversi da prima: sono scuri, concentrati sulla sigaretta che tiene fra le mani. La pelle ha un colorito olivastro e i lineamenti del volto sembrano rimandare a una provenienza europea, contornati da una massa di riccioli neri: non avrei alcuna esitazione a credere che sia un uomo piacente, se non fosse per un particolare di cui mi ha appena messo al corrente: non è umano.

Finché morte non ci unisca per sempre - Carla Marino 
«Basta!»
«Hanna, non fare così!»
«No, è l’ultima volta che fate entrare in questa casa un vecchio che vuole sposarmi, solo per una questione di soldi. Non succederà più, mai più! Giuro che scappo di casa!»
«Dio ce ne scampi e liberi!»
Hanna scrollò il vestito mentre saliva le scale della casa modesta in cui viveva la sua famiglia, la madre che arrancava dietro di lei.
«Hanna ragiona!»
I capelli rossi di Hanna si scossero violentemente mentre lei si voltava, per poi sussultare lungo la schiena, in armonia col rigido fulgore dei suoi occhi azzurri; ebbero il potere di fare trasalire la madre, in bilico sull’ennesimo scalino sconnesso che conduceva alle stanze da letto di quella numerosa famiglia di cui Hanna era la primogenita.

Viaggio verso te: fino all'anima - Manuel Malavenda 
Mentre mi sveglio, le prime luci dell’alba colorano l’orizzonte e si tuffano nell’oceano. La piccola barca su cui mi trovo, si lascia trascinare dalle onde che mi stanno portando sempre più lontano, verso l’ignoto.
Guardo indietro e i miei occhi si ancorano a quella sottile striscia di terra in lontananza: qualcosa dentro di me non vuole lasciarsi andare. C’è qualcosa che vuole farmi tornare, ma ormai non posso. La barca va e io non ho remi. Non posso oppormi alle correnti dell’oceano, sono troppo potenti per me, che sono così piccolo in tutta questa immensità.

Il lamento perduto - Prisca Turazzi 
Brian sentì uno strillo.
Seguirono subito le risate dei bambini. Dovevano aver fatto uno
scherzo alla madre, nonostante l’ora tarda. Una scarica di passi attraversò il soffitto dello studio. Alzò gli occhi nel momento in cui risuonò la camminata decisa di Loreena. Altre risate malcelate, i rimproveri esasperati della moglie. Brian sorrise fra sé, tornò alla calcolatrice e ai conti della famiglia. Ora che il padre era morto, doveva provvedere a risanare i debiti. Avevano ereditato una buona rendita, non sarebbe stato un problema.


Spring-heeled Jack, la genesi - Samantha Baldin (^___^ il mio)
Il dottor Jack attendeva in piedi che la sventurata partorisse. Nascosto dietro l’angolo di Black Hole Street, osservava l’ennesimo degrado della Londra sofferente che la gente preferiva ignorare. Fumatori d’oppio morenti, sciacalli in cerca di portafogli facili, portatori di sifilide e una miriade di topi non erano una piacevole compagnia, ma per una prostituta attempata che doveva sbarazzarsi di un problema era l’ambiente ideale.
Accucciata nella penombra, la donna s’aggrappava al tubo di scolo del palazzo. Anche se mordeva un pezzo di legno, non riusciva a soffocare del tutto le doglie del parto. Lamenti strozzati s’alternavano agli ansimi sofferenti.
Jack si sfregò le mani alitandoci sopra. Era la notte d’ottobre più fredda che ricordasse.

Il sogno di Eric - Eledie Eledhwen 
Eric se ne stava steso sul letto, con gli occhi rivolti al soffitto e la mente assorta nei pensieri. Come ogni sera, doveva fare i conti con l'insonnia che lo teneva sveglio fino a tardi.
Per ingannare il tempo, decise di sfogliare alcune pagine del suo libro preferito, “Il mondo della Principessa Lafira”. Lesse di fila due capitoli interi, poi lasciò perdere il libro; estrasse da sotto il letto l'album da disegno e la matita. Qualche minuto dopo era chino sul foglio, a tratteggiare una delle creature descritte nel libro.
Era da molto tempo che s'immaginava e disegnava il mondo di Lafira, insieme a tutti gli esseri che lo abitavano. Un espediente come un altro per sognare a occhi aperti e avere degli amici, anche se immaginari.
Amici che non lo abbandonavano mai, ripeteva ai suoi genitori o a chi lo rimproverava di rinchiudersi in una realtà inesistente.
Eric stava per finire la bozza di un drago, quando accadde qualcosa di incredibile.

Primavera a Parigi - Camilla Demontis 
Era disteso su una panchina, con la testa svuotata dal sole di Parigi quel tanto che bastava per non pensare, Chester Fitzpatrick si beava di quella giornata primaverile. D’improvviso inghiottito dall’ombra, si scrutò con aria indagatrice i palmi delle mani, per poi nasconderle frettolosamente in tasca.
Il sole si liberò dalla stretta delle nuvole continuando a splendere. La sua mente riprese a galleggiare, quando gli occhi, gli si spalancarono fulminei, esaminando tutto il Champ de Mars (parco e regno della Tour Eiffel). Accanto a una colorata giostra di cavalli, una bimba di circa 8 anni esplose in una sonora risata mentre suo padre la contemplava.
Quel suono strozzò il cuore di Chester; lo sguardo si inchiodò al palloncino che la bimba teneva in mano, dello stesso colore della luna.
Giunto dinanzi al chiosco di palloncini ne chiese uno, ignorando la nausea.
Una luna in miniatura prese a danzargli davanti, legata al filo di cotone.
Chester s’impietrì.

Una semplice questione di vendetta - Simone Brescia 
C’è una cosa che non dicono mai quando ti danno un distintivo e una pistola: a un certo punto viene voglia di farsi giustizia da soli.
Nei miei anni trascorsi al servizio della legge, ho visto cose che farebbero ricredere ogni uomo sull’idea di giustizia, tanto professata nei tribunali: dai figli di puttana che, dopo aver scannato e seviziato qualche povera ragazza, escono fuori grazie alle conoscenze del paparino.
Fino ai signori della droga che tutti conoscono, ma nessuno può toccare perché tengono per le palle qualche politico o dei colletti bianchi di prestigiose multinazionali.


Il drenatore - Lorenzo Crescentini 
Nel sogno il cuore di Christina esplodeva in una pioggia di sangue rosso brillante.
La vita si riversava fuori dalle arterie tagliate, la linfa di lei lo investiva, ricopriva il suo volto, i suoi vestiti, le pareti, ogni cosa. Il mondo annegava nella sua agonia, lei era sempre più pallida ma il getto scarlatto non si esauriva. La sua morte era perpetua e sospesa nel tempo.

Gocce d'acqua salata - Crystal Shanesilver
Il sole comincia a discendere verso ovest, dovrebbe arrivare tra poco, non manca molto.
Le creature-che-si-spostano iniziano a lasciare la piazza: che strane creature. Sono pallide, non hanno la pelle dura, hanno solo due braccia e possono spostarsi. Non hanno nemmeno le radici, non si fermano mai nello stesso posto, prendono l'acqua dalla bocca e sono tutte molto simili.
Dovrebbero respirare con quello che chiamano naso, ma è avvolto da un rivestimento rigido e trasparente, non capisco a cosa serva.

Il buio dentro me - Anna Grasso 
Odiava il rientro pomeridiano, lo considerava solo una enorme perdita di tempo. I ragazzi si sarebbero limitati ad oziare, in attesa che le ore passassero.
Una sola cosa non le dispiaceva, il silenzio che regnava nella scuola.
La loro classe era l'unica ad avere il rientro quel pomeriggio.
Cercando consolazione in quel pensiero, Lucilla rientrò nell'edificio scolastico lanciando un ultimo sguardo al cielo azzurro. In classe si sedette al suo posto e iniziò a disegnare.

Una nuova vita per Violetta - Erika Bissoli 
Violetta lisciò una piega immaginaria del top di cotone. Aveva acconsentito ad accompagnare Tanya e Stefania al rave party. Non aveva la minima intenzione di restare in casa di sabato sera, soprattutto dopo che Enrico aveva fatto ben comprendere, che preferiva la compagnia di Susanna alla sua.
“Che stronzo!” pensò, gettando il mozzicone di sigaretta nell’erba.
Erano stati insieme per tre mesi, durante i quali le aveva fatto credere di essere speciale, solo per farle scoprire di essere stata il ripiego perfetto nell’attesa che Susy tornasse dal viaggio in Inghilterra.


La sua voce in un respiro - Miriam Tocci
I suoi occhi erano fissi sulla barra dell’EVP.
Lo aveva ascoltato e riascoltato, ipnotizzato dal cursore che scorreva sulle linee crescenti e decrescenti del grafico. Alec Reed non era certo tipo da farsi impressionare dalla psicofonia. Lavorava da diversi anni con il P.I.D. (il Dipartimento Investigativo sui Fenomeni Paranormali) e ne aveva viste e sentite di tutti i colori.
Militare addestrato, era stato scelto dal Governo per l’eccezionale rispondenza del profilo alle caratteristiche di un investigatore del paranormale: esperto di tecniche audio e di computer, notevole resistenza fisica e un curriculum denso di atrocità a cui aveva assistito durante le missioni. Roba da sconvolgere l’equilibrio psicologico di chiunque, ma non il suo.

Cuore tenero - Erica Berselli 
Hames era convinto di essersi appena svegliato da un brutto sogno, nonostante fosse già alla seconda ronda del suo turno serale.
Gliel'avessero chiesto, sarebbe stato pronto a giurare che le urla e le immagini che gli vorticavano in testa fossero solo i lasciti di un incubo ancora vivido dal risveglio, non gli avvenimenti di dieci minuti prima.
Il vero problema era che continuava a pensarci.
Aveva appena varcato la soglia della baita quella sera, quando di punto in bianco si era visto collassare davanti il collega per uno dei soliti attacchi di panico. Non erano una novità per nessuno, Jason ne soffriva da anni, ma stavolta il povero ragazzo aveva incassato il colpo meno bene del solito e lui non aveva potuto far nulla di utile.

A un passo dalla morte - Daniele Imbornone 
Devo sbrigarmi a lasciare la città. Mai avrei pensato a una simile tragedia: Milano sta lentamente diventando un focolaio a cielo aperto. Mi duole dirlo, ma vivere in questa città è diventato pressoché impossibile.
La pestilenza è davvero un crudele castigo, una punizione di Dio, imposta con una furia cieca.
Corro per strada con una borsa contenente le ultime cose.
Ai lati delle case abbandonate, cumuli di immondizia bruciano accanto alle finestre. Un fumo nero e impuro aleggia ovunque, mascherando la via e confondendomi i sensi. La cosa più macabra però sono i cadaveri. Decine di corpi ornano i viali con le loro tetre pose. A tale vista, un brivido mi si scatena dentro costringendomi ad accelerare i passi.
Devo correre da mia moglie e da mia figlia; mi attendono fuori dalla città, pronti per proseguire la nostra fuga.

Imprevisti e sogni - Michael D. Acciaio 
Non avrei permesso ai miei sogni di scivolare tra le dita come sabbia finissima. Avrei lottato. Mi tolsi gli occhiali e massaggiai il naso indolenzito da quel contatto.
«Dottor Ctesia!» gracchiò dall’interfono una vocina acuta. «Dottore, credo ci siano dei problemi.»
«Merda!» Ero solo nel mio alloggio, ma mi trattenni dal rincarare la dose.
Fissai per qualche istante la foto di Maika sul monitor. Undici mesi e ventuno giorni che se n'era andata. Trattenni le lacrime e mi sforzai di resistere, di non essere patetico. Un uomo non dovrebbe mai piangere, è un segno di debolezza.
Chiusi il portatile e mi alzai. Mi avvicinai al piccolo interfono sulla parete e sfiorai il pulsante sullo schermo.


The curse of the desert - Stefano G. Muscolino 
Coralie gettò a terra il cellulare per la rabbia: da troppe ore non c’era campo. Ormai aveva perso le speranze di chiamare i soccorsi e si mise a piangere.
Tutto questo non può essere normale! Questo pensiero la tormentava, ma in effetti, qualcosa di strano era successo. La disperazione le pervase il corpo e si sentì veramente persa. La tenda, l'unica protezione di cui disponeva, era danneggiata dal vento. La sabbia invadeva tutto, mentre la torcia non avrebbe resistito a lungo. Guardò per l'ennesima volta l'orologio al polso, ma le lancette non sembravano funzionare e segnavano le sei del pomeriggio. Da oltre un giorno le tenebre imperversavano e lo scorrere del tempo non mutava la situazione.
Continuava a essere notte, mentre il sole non aveva nessun intenzione di sorgere. Ripensò a quello che era successo prima, sperando di non essere impazzita.

Duk, il folletto dispettoso - Angela Visalli
Esisteva nel mondo e forse adesso non vi era più: la fantasia.
Si era persa nelle pieghe della vita di tutti i giorni, con le sue mille difficoltà: la crisi economica che metteva ansia, gli acquisti tecnologici dell'ultima ora, a cui nessuno riusciva a dire di no. Sin da bambini si era abituati a non utilizzarla più: i cartoni, la tv, giocattoli pieni di luci e suoni, videogiochi dalla grafica spettacolare. Tutto questo la rendeva superflua. In fondo a cosa serviva l'immaginazione se tutto era già stato immaginato da qualcun altro?
Solo alcune persone erano ancora capaci di usarla: coloro che possedevano un animo puro e semplice. Ma erano difficili da scovare e questo Duk lo sapeva bene.

FINITO!
Ecco qui tutti gli Incipit.
Spero di avervi incuriosito.
Un abbraccio

3 commenti:

  1. Grazie Samantha!!! Bellissimo post!! Un salutone! :)

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  2. E' veramente spettacolare questo post e poi, finalmente, uno dei miei racconti è finito in un libro ;-)

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