20 dicembre 2012

[intervistazza] Darkwing 1-La Spada dai Sette Occhi di D. Cencini

Segnalazione + Intervista

Davide Cencini presenta il primo volume della saga fantasy/fantascienza Darkwing edita da Utelibri.
Trovate il trailer QUI!
“Un viaggiatore giungerà da lontano a reclamare la spada, annunziando la resurrezione del Dio dai Sette Occhi: egli, vissuto come giusto tra i giusti, diverrà dominatore dei cieli e distruttore della terra, e regnerà in eterno su un trono di sangue, eretto con le ossa dei santi sopra i teschi degli dei.” 
Dalle profezie di Waldur il Saggio 
Trama
Terra. Un futuro non molto lontano.
Il mondo soffre a causa della scarsità di fonti energetiche. La EnerFed Corporation collauda un nuovo reattore in grado di produrre energia illimitata; ma bastano pochi attimi e il sogno di un mondo migliore si trasforma in un disastro.
Peter Klein, nel tentativo di salvare la sua migliore amica, rimane coinvolto nell’incidente e viene dato per morto. Scopre invece di essere finito su un mondo chiamato Corown, dove ciò che credeva esistere solo nella fantasia sembra aver preso vita. Qui rimane coinvolto in una serie di drammatici eventi che lo portano a impossessarsi della Spada dai Sette Occhi, un’arma che lo investe di un potere terribile e oscuro; il suo risveglio preannuncia quello di Xagash, dio della distruzione assoluta.
Suo malgrado, diviene il Darkwing, l’araldo che annuncia la fine del mondo.
Investito di un ruolo che non desidera, Peter dovrà decidere se usare questo potere per salvare coloro che è destinato a distruggere, mettendo in gioco non soltanto la sua vita, ma la sua stessa anima…

I Silenziosi



Le 3 domande:
1-Dal futuro fantascientifico, a un mondo nuovo fantastico. Il tuo Peter vive due realtà opposte, subisce una trasmigrazione dell'anima, si è clonato o altro che suppongo tu non possa rivelarci. 
La mia domanda quindi è: la tua saga poggia sulla scienza o sulla "magia"? 
Mi piace molto l’accostamento tra fantascienza e fantasy classico, così come il contrasto tra un uomo che proviene dal futuro e un mondo che deve ancora scoprire la tecnologia, perché genera un istintivo senso di meraviglia.
Per quel che ne sappiamo finora, Peter finisce su Corown in seguito a un incidente che avviene durante il collaudo di un rivoluzionario reattore, il “Prometheus”, in grado di estrarre quantità enormi di energia dalle forze fondamentali della realtà.
Tale esperimento si basa su principi di fisica quantistica: la teoria delle stringhe, secondo la quale l’universo ha avuto origine da un fenomeno vibratorio subatomico, e la famosa “particella di Dio” la cui esistenza è stata confermata di recente.
Il romanzo, quindi, prende il via da una base di fantascienza. A ciò si accosta poi il nuovo mondo scoperto dal protagonista, che è permeato dal Radiant, una particolare radiazione che consente di manipolare la materia e l’energia; il Radiant costituisce la “materia grezza” dei fenomeni che gli abitanti di Corown chiamano “magia”. Per usare la magia però è necessario uno studio scientifico e una forte volontà individuale. Sostanzialmente, quindi, in Darkwing la magia è una forma di scienza, una scienza con tratti di misticismo.

2-Sul blog vedo le "schede tecniche" dei mostri come nel D&D. QUI! per i Silenziosi. E' un arricchimento al romanzo o c'è in progetto dell'altro?
Essendo io un autore/nerd, nei miei progetti c’è dell’altro.
L’idea di trarre un GdR da Darkwing c’è sempre stata, perché fin dall’inizio l’ho concepito come una saga di ampio respiro, potenzialmente in grado di abbracciare libri, fumetti e giochi. Materiale ce n’è in abbondanza, accumulato in anni di paziente lavoro, che andrò a pubblicare di pari passo col dipanarsi della storia.
Inoltre sono un giocatore incallito di D&D e ho già compiuto dei tentativi di adattare l’ambientazione di Darkwing alle meccaniche di vari giochi di ruolo, e penso che una conversione potrebbe funzionare benissimo.
Se si facesse un GdR di Darkwing, vorrei basarlo sui Solar che si prestano particolarmente a questo scopo, essendo monaci guerrieri dotati di un misto di tecniche marziali e poteri elementali che combattono a squadre; sono cioè, già di per sé, strutturati come un gruppo di avventurieri che funziona secondo dinamiche adatte ai giochi di ruolo. In previsione di questa possibilità ho messo da parte una vasta documentazione che descrive scuole, tecniche ed equipaggiamenti, una produzione che ho sviluppato in simbiosi col romanzo stesso.
Naturalmente nei miei appunti non manca un manuale dei mostri… probabilmente in futuro rilascerò anche le statistiche di alcune creature, per renderle giocabili. Mi sto avvicinando al mondo dei GdR anche grazie al contributo di vari illustratori di manuali che collaborano con me. Credo però che non si inizierà a parlare di un GdR vero e proprio prima del secondo-terzo libro, dato che tutto il filone dei Solar e dei poteri Radiant viene approfondito solo dopo La Spada dai Sette Occhi.

LYSE
3-Sempre nel blog, è interessante notare che i tuoi personaggi femminili, Lidia, Lyse e Jasmine Shanis, hanno un notevole spessore. Ce ne vuoi parlare?
Amo le figure femminili coraggiose e mi piace dar loro molto risalto nelle mie storie. Pur essendo tre personaggi molto diversi, tutte loro hanno qualcosa per cui lottare.
Lidia è un cyborg capace di provare sentimenti; in seguito all’incidente Prometheus si trova intrappolata su Corown assieme al suo compagno, Lerryt, che la ama in modo ossessivo e violento. Nonostante la sua forza, viene soggiogata da lui al punto di diventare una sorta di “bambola” che Lerryt maltratta a piacimento. La sua storia in fondo ricorda quella di molte donne che convivono con la violenza domestica ed è quindi di particolare attualità. Aiutata da Peter, lotterà per liberarsi di questa condizione e trovare finalmente se stessa. Il personaggio di Lidia mi piace perché pur essendo dotata di quelli che potremmo definire “superpoteri”, non è affatto una macchina fredda e invincibile, anzi si trova spesso nella condizione di dover affrontare i propri fallimenti e di dover risorgere da essi con rinnovata determinazione.

Jasmine è una scienziata di origini iraniane; una donna dalla mente brillante, dotata di uno spirito indipendente, e col suo progetto “Prometheus” potrebbe trasformare in realtà il suo sogno di cambiare il mondo eliminando guerre del petrolio e crisi energetica. La sua giovinezza è stata funestata dalla guerra e questo la rende particolarmente motivata nel suo desiderio di creare un futuro migliore. Ha alle spalle un matrimonio fallito e un figlio che sta crescendo da sola. Per la sua scelta di studiare negli Stati Uniti è stata violentemente ripudiata dalla sua famiglia e questo l’ha spinta anche a lasciarsi dietro la sua fede religiosa. Eppure, quelle stesse origini diventano un ostacolo alla sua richiesta di adottare Amanda, la nipote di Peter, quando questi scompare nell’incidente dopo averle salvato la vita.
Jasmine decide allora di rischiare il tutto per tutto e paga un finto marito per ingannare l’assistenza sociale, pur di ottenere l’affidamento. Nonostante la sua fragilità e i suoi dubbi, a suo modo è un personaggio eroico nel suo tentativo di essere una buona madre.

Lyse ha un problema del tutto diverso, ma altrettanto difficile; è una ragazzina di appena 13 anni che deve affrontare il dramma di provare un amore impossibile per Peter, un uomo molto più grande di lei. Il suo sentimento, pur essendo sincero e profondo, non viene preso sul serio da chi le sta attorno per via della sua giovane età e lei sarà costretta a lottare con coraggio per vederlo riconosciuto.
Poiché anch’io nella mia vita mi sono trovato nella condizione di provare sentimenti che non sono stati riconosciuti, sento una forte affinità con questo personaggio che ritengo uno dei più intensi dell’intera serie; potrei dire che Lyse è la portatrice del mio lato romantico. In più Lyse è dotata di un potere misterioso, una grandissima forza spirituale che potrebbe cambiare per sempre l’equilibrio tra le forze del bene e del male.

Ciò che mi resta da dire è che, come avrete capito, secondo me creare figure femminili forti non significa renderle a tutti i costi aggressive o dare loro scontati obbiettivi di autoaffermazione personale.
Per rendere coraggioso e profondo un personaggio femminile non si deve imporlo al pubblico come una figura emancipata; anzi, calcando troppo la mano su questo aspetto si finisce per ottenere l’effetto contrario.
Si può rendere lo stesso concetto in modo meno ovvio e molto più realistico. A loro modo, tutte loro lottano per amore, hanno pregi e difetti, ma ciascuna sa esprimersi come donna attraverso la propria storia personale, non attraverso uno scontato canone femminista.

Grazie, Davide.
In bocca al lupo.

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...