11 dicembre 2012

[serie tv] Black Mirror


Che spettacolo!
L'ho vista per caso e non ho potuto non fare un articolo per segnalarvela.

Black Mirror è una micro serie, purtroppo, di soli 3 episodi. E' britannica prodotta dalla Endemol, ideata e realizzata da Charlie Brooker. Andata in onda su Sky.
E' di fantascienza, è cyberpunk! :D

E' satirico, il primo.
E' claustrofobico, il secondo.
E' delirante, il terzo.

3 episodi in apparenza scollegati, ma col comune denominatore: la tecnologia "sociale".

EPISODIO 1- Messaggio al Primo Ministro
le news
Assolutamente geniale!
Il Primo Ministro inglese riceve un video. La Principessa Susannaha è stata rapita. 
La richiesta del rapitore è assurda: il Primo Ministro dovrà avere un rapporto sessuale con un maiale (femmina) e mandarlo in diretta televisiva.
Shock!
All'inizio il video del rapimento con le richieste rimane segreto, ma in breve viene messo su You Tube con la diretta conseguenza dell'opinione pubblica che inizia a dire la sua. 
"Dovrebbe farlo. C'è in gioco la vita della Principessa."



L'espressione del Ministro è eloquente
A parte la satira intrinseca, devo dire che è stato un episodio molto coraggioso. E non parlo solo del Primo Ministro. (la battuta era acida, scusate) 
In realtà, credo che abbia affrontato davvero il "black mirror". Viviamo in un momento dove tutti potrebbero con un click sapere tutto della nostra vita, anche quello che non vorremmo. 
Non solo. Con i simpatici programmi di montaggi fotografici, si potrebbero calunniare innocenti e a loro insaputa. Come avviene sempre, prima si condanna e poi (forse, quasi sempre mai) si riabilita la persona.
Cosa voleva dire il rapitore con questa richiesta?
Che siamo non solo ricattabili, vulnerabili e influenzabili, ma che la tecnologia sociale ha un "lato oscuro" mostruoso e spietato. Anche se fingiamo di non vederlo, c'è.
Speriamo solo di non essere avvolti dalla sua ombra.

EPISODIO 2- 15 milioni di celebrità
Quello che devi fare nella vita è solo PEDALARE!
Non puoi nemmeno chiudere gli occhi.
Cinico e spietato come raramente ho visto.
Questo episodio non mostra il mondo esterno, lo lascia intuire ed è un mondo nel quale non vorrei vivere.
Una distopia quindi. E anche ben gestita.
Bing vive in una sorta di bunker con altra gente che tutti i giorni non fa che pedalare. Più pedali e più "crediti" guadagni. I crediti servono per avere gadget per il tuo avatar. La gente comunica solo con gli avatar.
C'è un bonus, però.
Con 15 milioni di crediti puoi comprarti il biglietto per partecipare a HOT SHOT.

Sì, quello a destra è Rupert Everett.
Gli utenti connessi per assistere alla trasmissione
Bing è un personaggio che mi è piaciuto molto. Non dico di più per non rovinarvi l'episodio, ma è davvero ben costruito. 
Anche qui abbiamo il rovescio dei social network. E il monologo che fa Bing sul finale lo spiega.
C'è anche un'interessante punto di vista su quelle trasmissioni che vanno tanto di moda, personalmente evito anche la pubblicità.  
Comunque, qui i tre giurati sono crudeli col sorriso... i peggiori.
Fantastico!

EPISODIO 3- Ricordi pericolosi
Rivedere i ricordi come file
Questo è il mio preferito :)
Liam, avvocato e sposato, vive in una società dove uno speciale impianto permette di accedere ai ricordi come fossero file archiviati in una cartella. 




Liam è fantastico. Attento ai dettagli, alle micro espressioni. E' "leggermente" nevrotico e ossessivo, ma a mio avviso, non ha tutti i torti. L'episodio è da vedere e non posso dire di più.
Vi mostro solo alcune espressioni dell'attore Toby Kebbell, perché è bravissimo.



^___^
Come si vivrebbe in una società dove alla sera, tra amici, non si raccontano più i momenti di un viaggio, ad esempio, col personale "punto di vista", ma si mostrerebbe sullo schermo del salotto il ricordo?

Vedete, il tappeto era logoro!
Se all'inizio dell'episodio ho pensato che sarebbe stato interessante avere una "partizione" reale nel cervello per memorizzare e rivedere i ricordi, alla fine ho cambiato idea.
Non solo per quel che accade a Liam, ma per una questione semplice e lo sottintendono proprio all'inizio dell'episodio. "La retroattività della colpa".
Il concetto ricorda "Minority Report" del mitico Dick e, in effetti, è così subdolo e spinoso dall'affascinarmi sempre. 
In un futuro in cui si possono mostrare i fatti vissuti in prima persona, ma in modo oggettivo con la possibilità di analisi dell'ambiente e delle persone, il rischio di diventare paranoici è palpabile. 
La solitudine, è dietro l'angolo. 
Uno vivrebbe nell'ansia di mostrarsi per quello che sente in quel momento per timore di essere analizzato.
Sicuramente, ci sarebbero meno tradimenti :D ma, forse, anche meno amici.


Nell'era pre Facebook, pre social-network, mi trovavo in strada con gli amici. 
"A stasera, al solito posto" ci si diceva fuori da scuola.
Era una forma di comunicazione privata, quasi da "branco". Eravamo solo noi che sapevamo qual era il "solito posto". Si andava alle feste e si viveva la serata tra noi. Quasi in modo "egoistico", lo so, ma erano gli amici. Gli amici veri, quelli che vivi a pelle tutti i giorni. C'erano gli amici, e poi gli altri.
E poi, il mondo "estraneo".

Oggi, invece, ti taggano e tutti in automatico sanno i fatti tuoi. Ti fotografano e non lo sai.
Il "posto privato" non esiste più. 
Tutti sanno dove sei (con gli smartphone, poi, è quasi ridicolo), con chi sei, cosa ti piace, cosa pensi...

E ti giudicano per quattro foto, tre commenti, due "mi piaci" e un "amico" scomodo.
E' tremendo.
La mini serie Black Mirror affronta alcuni aspetti mascherandoli con la distopia di un imminente futuro, ma la realtà è che è già peggio! O no?


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