25 luglio 2012

[film] Biancaneve e il Cacciatore (2012) e l'esoterismo perduto

Poster della Regina Ravenna
UNICA SUBLIME ATTRICE!
Biancaneve e il cacciatore (Snow White & the Huntsman) è l'ultimo film (speriamo!) che rivisita la fiaba di Biancaneve e i sette nani dei fratelli Grimm. Diretto da Rupert Sanders è interpretato da Kristen Stewart, Chris Hemsworth, Charlize Theron e Sam Claflin.

Mettetevi comodi, l'articolo sarà lungo.
E parto dall'inizio, cioè dalla fiaba originale.
Pensate di conoscerla? Davvero? 
Sapevate che la regina uccide tre volte Bianca? Sapevate anche che non gliene fregava nulla del cuore, ma voleva fegato e polmoni? Sapevate che non c'è nessun bacio?

DUE PAROLE SULLA FIABA DEI FRATELLI GRIMM e la VERSIONE DISNEY
Era il 1812 quando Jacob e Wilhelm Grimm trascrivo una favola popolare, che fino a quel momento era tramandata solo oralmente, e la chiamano Schneewittchen und die Sieben Zwerge.
La storia non era solo un monito per i bambini, ma era un'allegoria della creazione, del tempo, dell'universo. Un vero micro trattato esoterico pronto per essere colto, da chi riesce a leggere tra le righe e a non fermarsi alla bimbetta tanto bella e buona che incontra i nanetti.
Vi siete mai chiesti perché sono sette, i nani?
Lo stesso Disney ha creato apposta i nomi per i nani abbracciando il significato esoterico che racchiudevano.

Dotto (Doc) rappresenta il Sole, la luce, il giorno. Il sorgere della vita. (domenica)
Mammolo (Bashful), il timidone, che rispecchia il femminino, ovvero la Luna. Il lunedì. 
Brontolo (Grumphy) è quello sempre nervoso, è Marte (martedì). 
Cucciolo (Dopey) è il più giovane, è Mercurio (mercoledì).
Gongolo (Happy) quello sempre allegro, rappresenta Giove (giovedì). 
Eolo (Sneezy) custode dei venti per Venere (venerdì). 
Pisolo (Sleepy) ovvero Saturno, cioè il sabato. Un tempo, era il giorno dedicato al riposo.
Dietro al nasone, Disney ha visto
l'aspetto esoterico che si celava e ha dato i nomi ai nani
 per meglio far capire il significato esoterico.
Per approfondimenti:
 La scienza dell'Uno di Marchi.(Grazie a questo blog, dove ho appreso del saggio)
Ai nani si aggiunge Biancaneve, l'ottavo elemento. Arriva cioè lo straordinario che smuove suo malgrado il normale, la solita quotidianità. E non è un caso che sia l'otto. Numero che se posto in orizzontale diventa il simbolo dell'infinito. Bianca inizia il ciclo di eventi che crea la linea temporale. 
Prima il tempo non c'era. Tutto era sempre uguale. 
Dopo l'incontro, i nani hanno la vita cambiata e per sempre. Qui c'è anche il significato che per crescere, bisogna avventurasi nella vita, conoscere ciò che non conosciamo.
Quando la regina tenta di uccidere Biancaneve, vuol dire che "le forze oscure" tentano di rompere l'equilibrio cosmico. Mettendo a dormire Bianca con un incantesimo (lei dormirà per sempre) vuol significare anche una non-coscienza del mondo. Ovvero, vivo nel mondo ma non ne faccio parte perché non lo capisco.
Alla fine, però, Bianca cade addormentata con un morso alla mela.
La versione originale prevedeva prima un tentativo di soffocamento e un pettine avvelenato, ma i nani arrivano in tempo e la salvano. Non arrivano in tempo per la mela, dove la strega/regina per provare che è buona la taglia in due parti e ne mangia mezza.
Non c'è il bacio del bel principe come salvezza, per il semplice fatto che se non sei tu che ti muovi e cerchi di capire come funziona il mondo, non c'è nessuno "estraneo" che ti spiegherà.
Bianca, infatti, è aiutata solo da un intervento "divino". La bara in cui è trasportata è fragile. Uno dei portantini inciampa e la fa cadere. Bianca "precipita" a terra e sputa il boccone.
Sembrerà poco romantico, ma non voleva esserlo.
Vuol significare che vivere nel mondo non è facile, che spesso si cade. L'importante è rialzarsi.
Infatti, Bianca dopo il risveglio ha una nuova visione del mondo.
E soprattutto, la regina viene punita. Indossa della scarpe roventi e danzerà un ballo mortale.

La storia del bacio introdotta da Disney era un tantino "maschilista" a mio avviso.
"Io uomo ti salvo con un bacio, oh bambina vergine, e ti sposo subito perché tu altrimenti non sapresti come cavartela nel mondo" ... sembra dire. "Poi ti metto nel castello, non ti faccio mancare nulla, mentre io (uomo) governo il regno." Ovvero, io lavoro, tu badi alla casa che tanto nel mondo lavorativo non c'è posto per te.

Era romantico quando avevo cinque anni, crescendo ho solo capito che era l'ennesimo messaggio subliminale di sottomissione. Di certo velata, raffinata, ma pur sempre di esplicita incapacità della donna di essere autonoma. Del resto, era il 1937 quando Disney ha creato la sua versione di Biancaneve.
Non voglio fare la "femminista", però non ho mai capito perché a noi bimbe ci davano un bebé da accudire, una finta cucina, una finta asse da stiro e le Barbie "per giocare in casa" (quindi come dire, abituati a fare la casalinga ma sexy) O_O ... mentre ai bimbi gli davano macchinine, omini per simulare la guerra e la palla per giocare "fuori nel cortile".
Crescendo, l'ho capito.

Posso essere ancora un po' seccata?
Quindi, concludendo, per certi versi la versione dei fratelli Grimm era più d'emancipazione. Disney l'ha regredita e resa "morbida" togliendo anche il fatto che la regina mangia fegato e polmoni credendo fossero di Bianca, che cerca in modo sistematico di farla fuori e che alla fine subisce la tortura prima di morire.

FONDAMENTI STORICI DI BIANCANEVE
Da dove avranno preso spunto i fratelli Grimm?
Lo studioso storico Eckhard Sander, nel suo saggio "Schneewittchen, Maerchen oder Wahrheit?" ovvero Biancaneve, fiaba o realtà? pone interessanti collegamenti con le vicende del villaggio Bad Wildungen dove i bambini lavoravano nelle miniere di bronzo proteggendosi con dei cappucci (sembrano i nani della fiaba). Siamo nel 1560 circa quando il conte Samuel von Waldeck inaugura queste miniere.
Non solo, il conte aveva una sorella bellissima, Margarethe che soffriva per la forzata convivenza con la matrigna. Non è certo che trascorresse il suo tempo con i bimbi che lavoravano nelle miniere, ma è provato che questi vivessero in casette minute.
Altra corrispondenza: l'amore con un principe. Pare che scoppiò l'amore tra la bella Margarethe e Filippo II. E pare anche che la matrigna sia riuscita ad avvelenarla per impedire le nozze. Nel 1544 la ragazza morì.
Ultima coincidenza: nel villaggio, sembra vivesse un alchimista (all'epoca definito stregone) abile nel avvelenare i meli nei dintorni. Capitava spesso che i bimbi manifestassero intossicazioni alla gola.
(Fonte: articolo di Repubblica)
Coincidenze? Sicuramente, ma è anche vero che è risaputo che i fratelli Grimm prendessero spunto dalle leggende tramandate. Quindi, potrebbe essere che questa vicenda sia entrata in quella che sarà poi ricordata come Biancaneve.

Filippo II di Spagna,
forse il Principe Azzurro "storico" di Biancaneve
E ora veniamo al film Biancaneve e il cacciatore.
Dal punto di vista tecnico (regia, fotografia ecc.) nulla da dire. E' ben fatto.
Sulla recitazione spicca sopra tutti la straordinaria Theron, e non era difficile da prevedere. Una regina intensa, con un passato e un nome Ravenna, non era impresa ardua per un'attrice vera con un trascorso di premi Oscar, Golden Globe, Emmy. Fatevi un giro QUI! e ammirate la grandezza di questa bravissima attrice nonché donna di rara grazia e bellezza.
Gli altri, sono imparagonabili. Invisibili.
E scusatemi: INDEGNI!




Biancaneve interpretata dalla Kristen Bella Stewart fa una patetica prova. Non esce dal personaggio di Bella nemmeno quando si getta dalla rupe. Nemmeno quando accarezza il PLAGIO (di cui vi parlo tra poco). Nemmeno quando deve fare la morta.
Col le solite sopracciglia che vorticano sulla fronte come in preda all'epilessia, con il solito volto lungo da cavalla, anche con l'armatura (inutile) e la spada (idem come prima) esprime la solita incapacità recitativa.
Espressione per Bella.
Espressione per stupore in Bianca.
Da notarsi però una leggera miglioria nel sopracciglio destro
che rientra nella parte centrale.
E la bocca leggermente più aperta.
Ma questo è perché fa da sponsor al dentista. ;)
Se davano la parte di Biancaneve a Jacob, era uguale!
Tanto è solo una questione di denti bianchi.
E quindi Kristen ci regala espressioni così intense, così coinvolgenti che non potevo condividerle. Ecco alcune perle, immortalate.
Come? Devo essere più espressiva?
Ma non mi si vedono i denti. 
Sguardo perso sulla finestra,
a bocca aperta... sempre per mostrare i denti.
Qui piango, ma solo perchè m'hanno costretta
a tenere la bocca chiusa.
Non posso mostrare i miei denti bianchi, così.
Qui sono a metà strada tra lo stupore e la rabbia.
Ma è ottima! Ho i denti ben in mostra.
A parte la recitazione, quindi, il film in realtà è una groviera narrativa. Un colabrodo.

FACCIO UN PO' DI SPOILER

Bianca dopo la morte del padre è costretta a starsene sempre nella torre nord. Ci trascorre anni! E come la troviamo? Vestiva di pelle. Indossa comodissimi pantaloni di pelle sotto la gonna. A parte che una carcerata indossa al massimo una tunica per tanti motivi, soprattutto per non morire di piaghe e per espletare i bisogni (cosa che nella cella di Bianca non si capisce... se è chiusa dentro, dove andrà a fare la "pupù"? Non è un caso... dopo capirete)
Perché dunque?
Forse per saltare meglio dalla rupe. Vabbè, ma non è geniale vestire la protagonista con pesanti pantaloni di pelle giusto per non farle graffiare le cosce mentre salta. Oppure si vergognava?
Mistero.

E come fa a liberarsi? Altra chicca della sceneggiatura.
Bianca se ne sta in prigione anni, beatamente inconsapevole che c'era un chiodo più grosso di quelli usati per le crocifissioni comodo e dondolante proprio fuori della finestra che osserva per tutto il tempo.
Possibile? Bhè, sì, visto come osserva la finestra.

La rimetto ingrandita per mostrare meglio
lo sguardo perso ...
da trip...
che non le permette di notare il chiodo fino al momento giusto.
Penserete che ci siano incoerenze solo con Bianca. Invece no.
Il cacciatore, che non ha il nome poverino, prima viene convocato dalla regina dove le dice chiaramente che non vuole soldi. lui vuole solo rivedere la moglie morta. Il cacciatore è un vedovo inconsolabile, pare.
Ma quando i soldi glieli offre Bianca, invece li accetta.
Perché?
Mistero.

Il Principe William, tenero ragazzotto che prima la cerca in lungo e in largo (tranne che nel castello pare) e poi scopre che è viva ed era fuggita dal castello ... e fa lo stupito!
"OHII! Biancaneve, non s'era mai mossa da là! Idiota!"

Il fratello della regina, che dopo aver seguito il cacciatore fin dentro la foresta "oscura" quando trovano Biancaneve ha la bella pensata di dirgli che la sorella (la regina Ravenna) lo ha preso in giro e non può riportare in vita la moglie morta.
Ma scusa, aspettare che ti dia Bianca, no?
E ha ragione Ravenna a prenderti a schiaffi quando ti vede! Un altro idiota.

E i Nani... che dicono di uccidere ragazze e far furti come se fosse cosa da tutti i giorni, mentre poi la prima bimba dai denti bianchi non riescono nemmeno a sfiorarla? Patetici!
Sono anche in otto, quindi si sa già che presto uno schiatterà.


Qualcuno poi mi spiega il TROLL che ci azzecca? Se almeno Bianca se lo fosse portata in battaglia.
E la parte delle sfigurate? Le donne che si sono sfregiate il volto per non soccombere alla regina, ma unirsi poi alla battaglia anche loro no?
No! Tutte scene inutili, usate come riempitivo.

E il DIO CERVO nella foresta delle fate?

ECCOCI AL PLAGIO
Se non lo conoscete, esiste un film d'animazione PRINCIPESSA MONONOKE realizzato nel 1997 dallo Studio Ghibli dal grande Maestro Miyazaki. Vi metto solo due fotogrammi. Giudicate voi.


In pratica, Biancaneve è la prescelta perché il "dio" cervo della foresta si fa accarezzare.
Ci sono tanti altri spiritelli, nella foresta della fate ...
e tutto l'insieme sembra tanto Mononoke.
MA TANTO, TANTO!
A partire dai funghi con gli occhi che sembrano i KODAMA.
Kodama: spiritelli della foresta in Mononoke
Che posso dire? Signori sceneggiatori Hossein Amini, Evan Daugherty e John Lee Hancock pensavate che non ce ne saremmo accorti? Pensavate fosse figo mettere il dio cervo di Myiazaki nel vostro filmaccio?
Non solo non è figo, ce ne siamo accorti (come me tanti altri blog) e non ne siamo stati affatto contenti.
Avere due idee originali mai, eh?
Sempre a scopiazzare, vero?
VERGOGNA!

Comunque, tornando ai buchi di sceneggiatura, il grande esercito con cui affrontano la regina, sono in realtà una cinquantina di soldati. Ecco una foto.

Siamo in pochi, ma per fortuna ci sono i nani!
Bianca che cavalca con i suoi amichetti all'assalto del castello.
Per fortuna che i nani attraversano "il mare di pupù" e aprono la porta a Bianca. (Non sentivo la parola "pupù" dalla quarta elementare. Ma 'sti nani, quando ammazzavano le ragazze e facevano le rapine cosa dicevano? Come parlavano? Sono dei delinquenti redenti o sono solo dei cialtroni?
Se sono dei cialtroni, era il caso di affidare le sorti della battaglia?
In ultimo, di che si lamentano? E' la "pupù" santa di Bianca. Vi ricordate che all'inizio mi domandavo dove la facesse Bianca, no? Eccola qui. :D

Piccolo passo indietro, prima del finale.
Più volte Bianca cerca di brandire armi, ma il bel cacciatore le fa capire che non è il caso. Allora qualcuno mi spiega perché alla fine Bianca non solo indossa l'armatura, ma impugna una spada e uno scudo?
Ma quando ha imparato? QUANDO!
La scena che corre su per le scale con l'armatura ... no comment!

Comunque arriva il finale: dopo due scaramucce verbali, affonderà il coltellino nel petto della regina.
Ho ancora i brividi.
Salvo però i guerrieri di cristallo, quelli mi sono piaciuti.

Un altro principe inutile
Peccato per il personaggio sprecato del principe.
Alla fine, è inutile e si aggira confuso nella storia senza una sua identità. Non salva nemmeno Bianca col bacio. Che tristezza!
Il vedovo ubriacone invece va bene?
Fatemi capire: Bianca conosceva William fin da piccola. In prigione non fa che chiedere di lui. Appena esce cerca lui ... appena restano soli LO BACIA LEI! (E' vero che è Ravenna, ma Bianca non lo sa) ma questo non è amore.
No!
Il bacio d'amore è col cacciatore. Perché?
Perché è co-protagonista nel titolo, suppongo. Altri motivi, non se ne sono visto che non si cambiano 10 anni di sentimenti con pochi giorni dentro la foresta.
La solita confusione "mentale e sentimentale" di Bella tormentata tra il vampiro e il lupo, ce la ribecchiamo pure qui! Bianca, confusa tra il principe e il cacciatore.
Non ho parole, solo parolacce.

FINE DELLO SPOILER
CONCLUSIONE: Non mi è piaciuto, e tutti i perché ve li ho esposti. Ce ne sono molti altri, ma non posso fare un trattato. La trama sembra scritta da tre bimbetti delle elementari ed è un vero peccato visto che gli strumenti per creare un buon film c'erano tutti.
Buona la regia, belli gli effetti speciali.
La recitazione media del cast è buona. Ripeto, la Theron non poteva spiccare vista la qualità superiore. Alla fine, la Stewart è quella che è ma si sopporta.
Il principale difetto è proprio nella trama. Troppi buchi, troppe incoerenze. Contraddizioni e forzature.
Per questo motivo, mi sento di consigliarlo solo ai più piccoli.

Un vero peccato. L'immagine di Bianca in armatura m'ha fatto sperare fino all'ultimo.
E poi, inserire il cervo di Miyazaki proprio no!
Non a questi livelli di bassezza. Non ci sto!
Non c'è più l'esoterismo della fiaba dei fratelli Grimm, non c'è nemmeno una versione con Bianca guerriera in riposta al "maschilismo" dell'animazione disneyana (cosa su cui facevo tanto affidamento).
Non ha una morale, un suo perché ...
Non si sono ispirati alla probabile fonte storica del 1500 circa.
Hanno solo abbozzato una serie di eventi tenuti insieme con le forcine. Scene scollegate, vuote quando va bene, altrimenti presa qua e là da altre parti. Quando camminavano per le montagne, Bianca, il cacciatore e i nani, mi sembrava la brutta copia della Compagnia dell'anello O_O
Bianca va e viene da un regno assoggettato da una dispotica malvagia col cavallo! Ma 'sto regno... è un paese? Un confine, piccino piccino, almeno no?
D'accordo farne un film per le ragazzine invaghite della saga sul vampiro, anche se io rimango della mia opinione, va bene staccarsi dalla precedente trasposizione di Biancaneve, la commedia Mirror Mirror (anche se a questo punto, devo dire che almeno negli intenti erano più genuini), ma sembra cucito apposta su misura per la Stewart. Stesso plot, cambia l'ambientazione.
Una delusione, insomma.
BOCCIATO!


(Tranne la Theron e la sua regina! Dovevano fare un film su di lei, che ammazzava Bianca... un tripudio di malvagia sensualità che avrebbe incantato e fatto tremare gli animi di grandi e piccini.
SUBLIME THERON!
Gettata come una perla tra i porci.
Imperdonabile!

21 luglio 2012

[cronaca] Batman Damned

Ieri a Denver (Colorado) alla prima del nuovo Batman, The Dark Knight Rises, un ragazzo di 24 anni ha deciso che doveva fare una strage.
Così, dopo aver parcheggiato l'auto colma di tritolo, dopo aver indossato una maschera antigas (simile a quella del personaggio Bane) il giubbotto antiproiettile e il casco, ha imbracciato un fucile (e due pistole) e ha calciato la porta del cinema. Ha lanciato un fumogeno, e ha iniziato a fare fuoco sugli spettatori.
Al momento siamo a 12 morti e 58 feriti, ma alcuni dei feriti sono molto gravi.
Il cinema Century 16 è entrato nella storia, purtroppo ...
Premeditato? A me sembra di sì.
Il momento di pazzia non ti fa comprare armi in internet e organizzarti in questo modo. 
Non solo. La casa del ragazzo è piena di ordigni esplosivi. Infatti, occorreranno giorni per disinnescarli. Anzi, sembra dagli ultimi aggiornamenti, che dovranno farli brillare da quanto sono sofisticati.

E dunque veniamo al protagonista: James Holmes
Uno qualunque
Potrebbe essere il tuo vicino di casa
Il tuo compagno di banco
Quando leggo "sembrava un ragazzo normale" mi chiedo sempre quel "normale" cosa dovrebbe significare.
Che non si ubriacava e poi girava nudo per le tranquille vie della cittadina?
Che non si drogava o spacciava?
Che non molestava le ragazzine?
Che non torturava gli animali?
Che andava in chiesa la domenica?
...
Cosa vuol dire "normale"?

E' normale che un ragazzo di 24 anni compri un fucile (R15) e due pistole in internet
NO! (ma secondo la mia logica e sensibilità)
E' normale che negli USA ci siano più armi che persone?
NO! (ma sempre secondo la mia logica e sensibilità)
Un modello R15, tanto per mostrarvi il fucile
che pare sia passato inosservato a tutti.
Vicini di casa, passanti, quelli del cinema.
Quindi, il normale abbisogna di un termine di paragone, di essere confrontato insomma. Prima è necessario comprendere cosa sia "normale" per gli americani e poi vedere se James Holmes era "normale".

La polizia lo definisce "un solitario". 
Se avesse fatto parte di un gruppo, avrebbe detto: "era membro di una banda".
Anche qui, se stai per conto tuo, non va bene. Se stai in gruppo, non va bene lo stesso.
Non ha precedenti, se non una multa per eccesso di velocità. Quindi, non era certo un criminale.

Ha studiato, ha una certa cultura. Ha fatto il liceo e il College in San Diego, che non ha concluso. 
La madre vive a San Diego, ma lui non più.
Del padre non trovo notizie.
Viveva solo e aveva lasciato il college da due mesi quando ha compiuto la strage.
La casa è stata definita "una trappola esplosiva". 
E' logico supporre che abbia impiegato due mesi per renderla così?... Potrebbe?

Quando James Holmes è stato arrestato ha detto di essere il Joker. Non è una battuta, secondo me.
Il Joker è un personaggio reso folle dalle tragedie del passato (La moglie e il figlio morti, ad esempio. Reso deforme da un incidente chimico. Un personaggio con numerosi traumi alle spalle, reso definitivamente schizofrenico dalla visione del suo nuovo volto da "giullare")
Se Holmes dice questo, quindi, che gli sarà successo?
Non sono "nato pazzo".
La vita "mi ha reso pazzo".
Ma non se lo domanda nessuno.
E' più facile dire: un pazzo che imita il cattivo di Batman.
Un caso isolato.
Isoliamolo perché altrimenti gli americani non vanno più al cinema tranquilli. Hanno già avvisato che se uno è preso dal panico, ora c'è lo psicologo al telefono. (notizia di Sky tg24 delle 12.00, giusto ora che sto scrivendo, insomma). 

Ma uno che compra tutte quelle armi e ordigni esplosivi, non viene rintracciato in rete?
Chiudono siti internet per la condivisione di film e musica, ma i siti che vendono armi con cui fare delle stragi INVECE RESTANO ATTIVI? E nessuno controlla?
E' più corretto sputare in faccia a uno che scarica un film "piratato" (perché è un vero farabutto) che a uno che compra armi (perché è consuetudine)?
E' normale, questo?

Un ragazzo, forse traumatizzato da qualcosa successo nel passato, acquista sostanze chimiche, velenose, esplosive e armi, ma è normale. 
Normale fino all'uso che ne fa. Io ho capito questo.
Perché in USA è normale collezionare armi, finché non fai una strage. Peccato che sia intrinseco nell'arma da fuoco fare fuoco.
Ci sono metal detector nelle scuole, ma è normale che un ragazzino giri armato. Considerando poi che gli ormoni di un adolescente esplodono per nulla ... ma sì, diamogli pure una bella automatica.
La droga gira che è un piacere nelle scuole, ma è normale che se hai un'automatica, prima di sparare al marciapiede ti ficchi un pasticca in bocca. No?

A mio avviso, Holmes è il frutto di una società normale. E' vero, dunque.
James Holmes era un ragazzo normale.
Perché dunque tanto stupore? Perché?

Perché fin quando non comprenderanno che prima va cambiata la società (perché potrebbe partorire "casi come Holmes") ossia è meglio prevenire, sarà sempre troppo tardi.

300 MILIONI DI AMERICANI
300 MILIONI DI ARMI

Loro hanno le armi, noi i cellulari.
Scusate, forse sembra una battuta fuori luogo, ma non voleva essere una battuta. 
Anzi, per la precisione negli USA ci sono PIU' ARMI CHE PERSONE.

PRECISO UNA COSA: io sono stata negli USA, negli anni '90 (prima del 11 settembre). Io adoro l'America, e gli americani. Ho sentito una sensazione di "sconfinata libertà" che non avevo mai provato prima.
Ma quando in strada, in Milwaukee, ho visto un "Candy Shop" vicino a un "Weapon Shop" sono gelata. Giuro! Erano in vetrina, splendide e lucide con i prezzi accessibili (un'automatica oggi, costa dai 400 fino ai 900 euro. Poi si passa sopra i mille.) e bastava solo aprire la porta e dire: "Salve! Vorrei un'arma."
Mi è girata un po' la testa. E a ripensarci, mi gira anche oggi.

Lo so che NON è detto che avere un fucile in casa, poi si vada a sparare in piazza. 
Il problema è un altro: SI POTREBBE!
E' quel condizionale che fa la differenza. Quel sussurro che la tua coscienza ti invia in un brutto momento: "potrei farlo" che crea la situazione sbagliata. La strage.

Mio nonno diceva: l'arma chiama il sangue. 
E continuava dicendo: Se ti trovi in difficoltà, e hai un coltello, una pistola o altro, va a finire che li usi. Non si scappa. E' sufficiente una giornata storta, e ti ritrovi col sangue sulle mani ... e non sai perché.
Non sai com'è iniziata.
Ma ormai è tardi.
Volevo solo fare la colazione!
Un giorno di ordinaria follia (Falling Down 1993)
Con la saggezza dei nonni, che magari hanno fatto pure una guerra e hanno "visto cose..." non sarebbe meglio quindi impedire l'acquisto di armi che ritrovarsi a piangere dopo sui corpi di innocenti che erano solo andati al cinema?

Forse no. E' "più normale" dare la colpa al film "tenebroso e violento" di genere fantastico che instilla nelle giovani menti "pensieri sbagliati" .... non è la prima volta che sento questa scemenza.
Non sarà l'ultima. 
E non perché ci sono i film violenti, ma perché CI SONO RAGAZZINI CHE COMPRANO FUCILI COME FOSSERO CARAMELLE!

Perché ho scritto questo articolo? Perché
-mi ha colpito la vicenda
-credo sia giusto parlarne
-credo che la questione armi sia un grave problema
-sono indignata che diano sempre la colpa ai film di genere fantastico
-sono una massa di ipocriti e volevo dirlo.
-adoro la vita nel senso più ampio che si possa concepire, e soffro quando una vita s'interrompe in modo non naturale.
-e tanti altri ancora. 
Forse, alla fine, è perché ho tanti perché e nessuna risposta.
Forse qualcuno mi darà una risposta.

Un abbraccio a tutti.


FONTE per la notizia di cronaca: ANSA

11 luglio 2012

[libri] Recensione libri 2012 -2

Eccoci al consueto post riassuntivo delle recensioni del secondo trimestre del 2012.
Un periodo dedicato più che altro allo studio.

ELEMENTI DI STILE NELLA SCRITTURA
Recensione con stralci QUI!

L'ARCO DI TRASFORMAZIONE DEL PERSONAGGIO
Punti e impressioni QUI!

LEZIONI DI SCRITTURA CREATIVA del Gotham Writers' Workshop
OTTIMO! Questo manuale è stato il più istruttivo.
ALTAMENTE CONSIGLIATO.

Questo arriva dal trimestre precedente, ma per completezza lo rimetto^^
MASTER DI SCRITTURA CREATIVA di Morrell
Lunga recensione con stralci dal manuale QUI!


Letti anche: Il viaggio dell'eroe di Vogler e Il viaggio dell'eroina della Murdock. 
Troppo complessi per poterne fare una recensione. E troppo soggettivi per restare oggettivi.
Sono più che altro delle riflessioni psicologiche che ruotano attorno alle fasi di un ipotetico viaggio iniziatico.
Nell'eroe di Vogler, che prende origine dal più famoso "L'Eroe dai mille volti" di Campbell, viene ripreso il viaggio con le sue tappe, incontri, scontri, sviluppi morali e così via fino al ritorno.
Nell'eroina di Murdock, invece, vengono identificate le sfaccettature psicologiche femminili in relazione agli affetti e agli incontri.
E' ovvio che in entrambi i casi, più che due manuali sono "ampie riflessioni" con dei punti guida cui fare riferimento in caso si vogliano affrontare tematiche epiche. Per epico non s'intende necessariamente il guerriero fantasy che deve sconfiggere il male. Potrebbe anche essere inteso in chiave moderna.
L'incontro con un mentore o il ritrovamento di artefatti non sono necessariamente legati a un medioevo fantastico. Qui è solo questione di fantasia. ma anche solo fare esempi, sarebbe un divagare che non porterebbe che a altre ipotesi. Ecco perché mi limito a un'opinione e non faccio la recensione.

Sono state letture interessanti.
Non sono d'accordo su alcuni "fan" di manuali che sostengono che un'avventura epica debba seguire gli schemi esposti. E' stato, infatti, lo stesso Vogler che nell'introduzione precisa di non seguire il suo manuale alla lettera. Ci sarebbe quindi da domandarsi come fanno esterni ad affermare il contrario.
Ora che li ho letti, confermo che NON sono da prendere alla lettera ma sono di consultazione.
Il vostro eroe o eroina potrebbe affrontare alcune delle tematiche esposte, ma non è indispensabile. Dipende dal personaggio.
UTILI per approfondire gli aspetti psicologici e rendere intensi i personaggi.
Da leggere, ma non da farne una "bibbia".


E ora i pochi, ahimè, ROMANZI:
APOCALYPSE KEBAB di J. Tangerine
INCIPIT dei primi 6 capitoli, TRAMA ESTESA in esclusiva per L&CL QUI!
RecensioneINTERVISTAZZA QUI!

DEINOS antologia a cura di Mr. Giobblin
del blog Minuetto Express.
E' gratuita, scaricabile QUI!
Opinione: L'idea mi è piaciuta molto, tanto che avrei voluto partecipare, ma non ci sono riuscita. La sto ancora finendo. Anche se per trama e originalità i racconti sono tutti diversi e quindi non paragonabili, io promuovo l'antologia per la sua essenza genuina e creativa.
Alcune trame sono simpatiche, altre interessanti, alcune un po' forzate e "comode". 
E' amatoriale, non professionale. 
A mio avviso, è comunque di piacevole lettura. Non cambia la vita, ma intrattiene.
E poi, dai, ci sono i dinosauri! E' un motivo più che sufficiente per leggerla :D

LINAS di Jacopo Ninni (LA PICCOLA VOLANTE)
INCIPIT esteso, TRAMA 
E OPINIONE CON FOTO DEL GIGANTE QUI!
Pausa ^^
NOTE PERSONALI:

-Sono in trip di scrittura :D Approfitto della calma-piatta della rete tra luglio e agosto per finire la prima stesura del mio CYBERPUNK. Quindi, il mio blogghettino viaggerà a regime molto ridotto.
In dormiveglia. Infatti, salvo un paio di film che andrò a vedere e farò la recensione, i libri attenderanno fino a settembre.

-In luglio uscirà l'antologia D-DOOMSDAY edita da CIESSE con un mio racconto post-apocalittico "Sorriso di polistirolo". Ho già fatto i post con i vari INCIPIT, il primo è QUI!

-Il mio racconto horror "Spring-heeled Jack, la genesi" rientrerà nell'antologia "Stirpe Chimerica" del sito CLUB URBAN FANTASY. Con mia immensa commozione, non solo di 45 racconti pubblicati sul sito e commentati liberamente, sono rientrata nei primi 10 (per essere esatti sono all'ottavo posto), ma il mio Jack ha avuto una menzione speciale: al PRIMO POSTO PER LA MIGLIOR TRAMA.
Oh, che felicità! ^__^ La classifica finale è QUI!
Appena l'antologia sarà pronta, posterò gli incipit.

Per ora è tutto, con i libri a risentirci in settembre.

8 luglio 2012

[film] The Amazing Spider-Man

Recensione che contiene alcuni brevi e modesti SPOILER.
Se non lo avete ancora visto, consiglio di andare direttamente alle CONCLUSIONI.
Uno Spider Man "Ultimate" al cinema ^^
Ero scettica.
In questo POST del 14 ottobre 2011 mi chiedevo perché avessero avviato un reboot annullando un quarto capitolo. Del resto, i primi tre film su SpiderMan con Maguire erano recenti. 
Avevo speranze sul micioso Garfield, già visto e apprezzato (Non lasciarmi, Parnassus e Social Network), ma avevo dei dubbi sulla regia di Webb, del resto viene dai video musicali. 
Un'altra speranza era sul cambio del personaggio femminile. Dalla noiosa Mary Jane che voleva fare l'attrice (interpretata dalla Dunst, che reggo sì e no), abbiamo una più cerebralmente attiva Gwen Stacy che è una promettente studentessa liceale amante della scienza (interpretata da Emma Stone, che avevo visto solo in Benvenuti a Zombieland e mi era/è piaciuta a pelle fin dalle prime inquadrature).
Garfield nei panni di Peter
è perfetto!
Ebbene, sono uscita dal cinema più che soddisfatta!
La nuova veste che Garfield dona a Peter è adorabile. Partendo dal fatto che è più moderno, ho trovato apprezzabile il fatto che non sia uno sfigato tanto per simpatizzare col pubblico, ma un ragazzo che se ne sta sulle sue perché lo vuole, non perché viene emarginato. E' diverso.
Quando c'è da prendere le difese di uno "davvero sfigato", Peter si fa avanti. Viene pestato, ma almeno ci ha provato. In più, la recitazione di Garfield è molto espressiva. Tanti piccoli gesti che potremmo anche definire tic, ma che semplicemente rendono Peter vero. 
Dopo tante ragnatele organiche, ci voleva proprio un
bel congegno tecnologico.
Ho anche esultato al ritorno degli spara-ragnatele. 
C'è molto dell'ULTIMATE Spider Man in questo film. Il regista Webb ha inserito alcuni dettagli, oltre che il tenore e la cupezza, passatemi il termine. E' drammatico, con dei picchi allegri ma rimane un film molto legato alla realtà. Non ci sono forzature esagerate. 
E' molto divertente come Spider-Man interloquisce con i malviventi, davvero momenti comici.
Ma per il resto, il tenore è serio.
Un palese omaggio ai fumetti della serie Ultimate lo abbiamo quando Peter precipita da un buco in un palazzo e si ritrova in un ring. Ai molti sarà apparsa una casualità, ma in realtà nei fumetti Peter racimolava due soldi facendo wrestling. Anzi, la maschera di Spider Man nasce proprio per quel motivo.
Infatti, Webb fa venire l'idea del costume al suo Peter mentre osserva la locandina di un lottatore. 
Non era un caso, ma una dichiarazione: guardate che il mio Spider Man è quello dell'Ultimate.

Gli zii sono più giovani e il passato dei genitori di Peter è legato alla genetica. Già! Nell'Ultimate, i genitori di Peter indovinate con chi collaboravano? 
Vi do un indizio: quando s'arrabbia diventa verde :D
E ci sono molti indizi che portano alle nuove origini di questo diverso Spider Man.
Non è solo un bimbo sfortunato perché rimasto orfano. Questo nuovo Peter ha l'impronta per arrivare allo S.H.I.E.L.D. Impostato così, si potrebbe fare.
E' ovviamente la mia opinione, comunque basta attendere il 2014 quando è prevista l'uscita del secondo e nel frattempo prestare attenzione ai filmati dopo i titoli di coda. 

Due parole su Emma alias Gwen: deliziosa diciassettenne, sveglia e intelligente. Non mi sembra vero. Il rapporto tra i due è romantico senza melassa. Ossia, vero. 
A differenza dei precedenti, che quando compariva Mary Jane avvertivo un calo del tenore, e sbuffavo, qui il personaggio di Gwen è addirittura piacevole. C'è una forzatura con la storia del siero, ma la passo lo stesso. PROMOSSA!

Sul Dottore Connors/Lizard interpretato dal bravissimo Rhys Ifans: quando fa il dottore, nulla da dire. La ricerca genetica per trovare una cura alle debolezze umane, nonché al suo stato di "sono per forza un mancino" è comprensibile. Il Lizard non mi ha fatto impazzire, invece.
Un po' la faccia, Webb la voleva umanizzabile (cioè con espressioni umane) e lo capisco, ma non concordo. Se è un alter ego, fammelo più lizard invece. Mi spiego?
Proprio per mettere l'accento sulla diversità tra i due, a mio avviso il Lizard doveva essere meno espressivo e più "bestia". Per il resto, la potenza della trasformazione si vede e percepisce.
PASSABILE, ma potenziale sprecato.

CONCLUSIONI: viste le premesse di cambio di rotta verso un nuovo Spider Man che si avvicina molto all'ULTIMATE dei fumetti, direi che questo reboot ha tutto il diritto di esistere! Anzi, ne sono contenta. Non faccio il paragone con gli atri per il fatto che sono diversi, NON SONO LO STESSO SPIDER MAN. 
Gli effetti speciali sono fatti bene, anche se speravo in più scene di volo che comunque restano meravigliose. In 3D, mi sembrava di volare insieme a lui ^__^

Noticina negativa: l'arco di trasformazione di Peter è un po' sbilanciato. Trascorre molto tempo, prima di essere morso. Ma ci può stare, serve a introdurre Peter. Invece, da quando viene morso a quando diventa Spider Man con piena coscienza di ciò che può fare (con tanto di spara-ragnatela e tutina high-tech) è troppo veloce. 
Per il resto, un nuovo Peter apprezzabilissimo. Infatti, la recitazione è buona. Per tutto il cast.
I nuovi zii sono deliziosi, e alla fine ci si affeziona anche al padre di Gwen.

Trama da plot collaudato, forse si poteva osare qualcosa di più. Non si fa fatica a prevedere gli eventi, insomma. C'è anche un momento melassa sul finale ... vabbe', lo ammetto, un lacrimuccia è scesa.
Alla fine, questo The amazing Spider Man, mi è piaciuto molto anche con quei due difettucci che però non guastano nell'insieme. Qui Peter a diciassette anni, in fondo. Facciamolo crescere.

PROMOSSO E CONSIGLIATO!

E il cameo di Stan Lee?
C'è! C'è! MITICO! :D

7 luglio 2012

[web magazine] Speechless

Segnalazione
Cover Numero 1 Speechless
Una nuova rivista è approdata nel web.
Si chiama SPEECHLESS!
Il numero zero ha fatto un botto da 50.000 visite, il numero uno sembra destinato a oltrepassarle ... e via, verso nuovi orizzonti.

Ho dato una "sfogliata" virtuale a entrambi.
E' ben curata e gestita. La grafica è accattivante, davvero i miei complimenti.
Gli articoli sono di vario genere, spaziano da alcuni racconti, a rubriche di genere fantasy, fantascienza, horror, storico, giallo, cinema e tv fino all'attualità ma sempre nel settore editoriale e artistico.
Interviste interessanti, soprattutto quella nel numero uno del maestro LUIS ROYO. Come non apprezzare lui, l'intervista e la redazione di Speechless?

Royo, un'artista sublime!
Questa stupenda rivista nasce dalla spumeggiante Alessandra Zengo (Diario dei Pensieri Persi), la grafica che mi ha da subito fatta innamorare è di Petra Zari.
La redazione è "sparsa nel web" :D
E credo che la forza della rivista sia proprio questa.

Dal sito: Uno staff che unisce professionisti del settore e non (giornalisti, editor, scrittori, blogger), in un coro-web che ha qualcosa da dire. Da raccontare. O, semplicemente, da condividere. Speechless nasce dalla voglia di comunicare e di essere ascoltati.
Imperdibile se il panorama artistico-letterario (compresi i vari retroscena che ne fanno da contorno) affascina e incuriosisce, Speechless vuole donare un'autentica voce alle proprie pagine, grazie a quelle parole che dal silenzio si trasformano in rumore.
cover numero zero
Perchè Speechless?
La parola al direttore editoriale Alessandra Zengo: "Lo spirito di Speechless è quello di elaborare strumenti che possano permettere di capire al meglio il mondo della letteratura, senza pretese di esaustività; senza vincoli di sorta per generi o argomenti;  senza preclusioni o intellettualismi di maniera, ma con la curiosità e la passione che nascono dall’amore per l’Universo Libri. 
Speechless è un magazine online gratuito che propone riflessioni critiche e indipendenti, svincolate da ogni favoritismo."

Logo Speechless
Un magazine di appassionati, on-line e gratuito.
La ricetta è vincente. La rivista è di ottima qualità. 
E' varia. Intrattiene.
Non vi resta che scaricarvela e leggerla ;)
Ancora BRAVI!

5 luglio 2012

[libro-ebook] D-Doomsday (4di4)

Prima leggi QUI! la presentazione ^__^
Concludiamo con gli INCIPIT dell'antologia sulla FINE DEL MONDO a cura di Alexia Bianchini e Claudio Cordella, edito da CIESSE per beneficenza. 
Cover di Max Rambaldi ^__^
TUTTI GLI INCIPIT DI D-DOOMSDAY (4 di 4)
I precedenti sono QUI! e QUI! e QUI!

IL PORTO DI TARTAGO di Vito Introna
Ogni tanto trovo conforto nel visitare la tomba di Simera. Quella lapide consunta riporta una vecchia immagine ologrammata recante il suo nome, l’alfa e l’omega. Sono trascorsi quattordici anni da che la folgore consumò mia moglie e con essa almeno altre ottantamila persone, come lei accodate agli imbarchi marittimi. Il molo orientale è diventato il loro cimitero e recarmici saltuariamente costituisce un’abitudine irrinunciabile, trovo sempre la sua vetusta immagine ad accogliermi e in quei begli occhi ingrigiti dall’arcaica tecnologia 3D rivivo il coraggio e la passione che lei mi ha sottratto, portandoli con sé nell’Ade.

Tartago non ha ancora risolto i problemi innescati dalla conflagrazione nucleare del 2181, ufficialmente il centro urbano è stato decontaminato e in parte ricostruito, ma l’area portuale ancora oggi sopporta un indice di radioattività superiore del novecento per cento alla portata massima dei radio-dissipatori; non è possibile avvicinarsi ai moli o alle banchine senza indossare appositi equipaggiamenti, il cui noleggio costa mezzo salario a esser fortunati.
Non voglio lasciare Tartago però, al di là del ricordo di Simera mi sento ancora legato a questa terra, alle sue lande brune che un tempo brulicavano di vigneti automatizzati e di immense vasche idroponiche per la coltivazione del frumento.
Il verde e l’oro sono scomparsi pochi giorni dopo la deflagrazione, le torri e i minareti metallici, storti e anneriti, sono stati sostituiti da costruzioni basse in resina metallicizzata, tutte uguali nel loro grigiore. Alle volte preferisco passeggiare lungo le mura antiche, in quei tratti scampati all’esplosione che ancor oggi restano in piedi ad attestare la perduta grandezza della capitale. Da quei bastioni alti più di venti metri è possibile vedere l’antico alveo marino, ormai prosciugato. Secondo alcuni mercanti trinacridi il corpo idrico è ancora vivo cento miglia a nord della linea costiera, se pure in forma di densa e scura fanghiglia. Si racconta anche della presenza, in quelle acque scure e velenose, di assurde specie animali, colossali Seláchion tentacolari ben più grandi di un capodoglio e capaci di attaccare perfino le navi volanti atmosferiche che si azzardino a sorvolare quelle pozze a bassa quota.

OMBRE di Stefano Sacchini
Protetto dalla notte, mi stavo avvicinando alla dimora del Rospo.
Non avrei dovuto. Ma la fame mi aveva trasformato in uno spettro tutto naso e denti, incapace di resistere alla tentazione.
La luna non era ancora sorta e le scie delle astronavi aliene, che dall'alto delle loro orbite solcavano il cielo instancabili, erano troppo fioche per illuminare il sottobosco.
La foresta era disseminata di rovine e immondizie: bottiglie di plastica, pneumatici, pezzi informi di metallo arrugginito, membra sparse di manichini. Ciò che restava della civiltà di cui ero figlio.
Ero indifferente al paesaggio salvo per la pletora di odori che mi avvolgeva. Fango, foglie morte, legno ammuffito, funghi velenosi. Purtroppo il mio olfatto non percepiva alcunché di commestibile. Nell’ultimo mese, a parte occasionali lucertole o lumache, non avevo inghiottito che tuberi amari e una manciata di castagne. Per giunta putride.
La foresta altro non offriva. Un tempo Madre Natura era generosa, ma le tempeste radioattive ne avevano sterilizzato l'utero, forse per sempre.
Controllando a stento la frenesia, ero pronto a tentare ciò che non avevo mai osato. Introdurmi in una dispensa degli alieni, con la speranza di sfuggire alle telecamere che, Dio non volesse, sorvegliavano la loro dimora.
Non osavo sperare così tanto, ma era addirittura possibile che i dispositivi di sicurezza fossero spenti o del tutto inesistenti.
Niente di strano. Non incontravo altri esseri umani da anni. Mancanza di cibo, malattie e cacce continue ne avevano ridotto il numero drasticamente. I miei occhi erano stati testimoni dell'eliminazione fisica di migliaia e migliaia di miei simili. Non mi sarei stupito di essere l’ultimo della mia specie nel continente. O in tutto il mondo.

(H)YUN di Aurora Torchia 
Nastro n.1
Io sono Zed, Zed Obitorio, come mi chiama la Nobile Razza Umana.
Sono il robot numero 3.013 della Grande Capitale. A quanto pare arrivati al 3.013 non era rimasto niente di meglio che un posto come fotografo di cadaveri. Bello, vero?
Ma questa era la mia vita prima del cambiamento.
Stiamo marciando da ore, ormai. Marciare in mezzo ai liquami delle fogne non è piacevole, ve lo assicuro!
Nemmeno per quelli come noi. Soprattutto per quelli come noi, a dire il vero. Se poi devi fare attenzione a non bagnare questo stupido registratore, è ancora peggio!
Il mio lavoro consisteva nel fare foto. Quando uno dei padroni moriva – per esempio con la testa spappolata sul vetro della sua astronave nuova - io venivo chiamato, facevo un paio di foto per la polizia, poi venivo rispedito in officina. Lavoro gratis: come unico pagamento il non venir smontato. Questa vitaccia di merda era la normalità per me fino a un anno fa.
Tutto mutò dalla notte delle Fiamme Alte, quando 2.23 e 2.24 incendiarono l'intera stazione petrolifera al largo della Capitale: i getti di fuoco nero illuminarono la superficie del mare per chilometri. Sembrava fosse mezzogiorno! Ah, che serata! 2.23 fu dichiarata rotta, smontata ancora urlante. La sua testa venne buttata nell'inceneritore. Ma ormai la rivolta era iniziata. Gli eventi di quella ribellione avevano infettato come una malattia tutti i robot più anziani, che a loro volta diffusero il morbo tra quelli più giovani.
Una vera e propria epidemia. Un'epidemia chiamata libertà.
2.24 è diventato cieco. I terribili getti di calore sul lavoro gli hanno corroso gli occhi nel corso degli anni di onorato servizio. Un bel po' di anni, a quanto ho sentito dire!
Ha un udito perfetto e un ottimo sistema di registrazione dei suoni, sebbene il suo chip fonetico sia difettoso: quando qualcuno di noi vacilla e pensa alla resa, fa partire dal suo altoparlante mezzo scassato le urla di 2.23 mentre le strappavano gli arti.

L’OSCILLAZIONE DEL PENDOLO di Anonimo

Thras si allungò fino a far aderire il suo corpo a quello dell’altro. Era uno dei piaceri che si concedeva di tanto in tanto, nonostante non vi fosse alcuna necessità di questa pratica fisica per comunicare. La mente dell’altro organismo era come la ricordava: un’ordinata libreria dove ogni pensiero era collocato esattamente al suo posto. Tutto era lì dove doveva essere e mai come in quel momento questo gli apparve rassicurante.
Da qualche giorno Thras era disallineato e non capiva perché. La prima fase del suo ciclo vitale stava per compiersi e doveva prepararsi alla Duplicazione. Un nuovo organismo derivato da lui avrebbe trovato il suo posto nell’Ordine del Mondo. Gli era stato detto che queste alterazioni potevano presentarsi prima di ogni mutazione del Tempo. Ne aveva sentito parlare e forse c’era scritto nei Libri di Verifica che nessuno consultava più da tanto tempo, visto che non ce n’era bisogno.
“Siamo onniscienti e viviamo in un universo di serenità e armonia”, pensò.
L’ultima Apocalisse aveva dato i suoi frutti.
Lui e gli altri erano i frutti. Loro e il mondo che avevano costruito.
Qualche millennio era bastato per cambiare l’umanità nelle creature che erano oggi, libere da tutti i  conflitti, dalle inquietudini interiori fino alle guerre. Ogni organismo bastava a se stesso e viveva in pace con gli altri, con il solo scopo di conservare immutata la vita della Città e riprodursi.
Thras conosceva le fasi della Duplicazione. Come una gigantesca cellula, la sua pelle si sarebbe allungata fino a formare un individuo speculare, le due parti attaccate per una superficie via via minore. Gli organi vitali si sarebbero sdoppiati in due unità identiche. Alla fine del processo, un solco li avrebbe separati e il nuovo organismo avrebbe visto la luce.
Si spostò nello spazio comune. La sala del Consiglio era circolare. Al centro, protetto da una teca,  era collocato il grande Pendolo di platino, immobile come sempre. Thras a passi lenti compì il suo giro intorno a esso e ripeté le Regole.
Tenere in ordine i pensieri.
Accogliere e riprodurre l’Armonia.
Custodire l’imperturbabilità del Pendolo.


I racconti sono finiti, ma l'antologia chiude con un SAGGIO di CLAUDIO CORDELLA che propone una visione trasversale del tema apocalittico nella narrativa e nella filmografia di ieri e oggi.
Uno stralcio:

L’APOCALISSE, NEL CINEMA E NELLA LETTERATURA di C. Cordella

Isaac Asimov ha dato vita nel 1981 con Catastrophes! (Catastrofi!) a una raccolta di racconti di science-fiction, curata assieme a Martin H. Greenberg e Charles G. Waugh, un’analisi delle più disparate tipologie della Fine.
La classificazione degli ipotetici disastri presente in tale raccolta è la stessa che Asimov aveva già illustrato in una sua opera di divulgazione del 1979: A Choice of Catastrophes (Catastrofi a scelta). Le prime catastrofi a essere prese in considerazione sono quelle cosmiche, in cui abbiamo a che fare con la distruzione dell'universo, la morte del nostro sole o la collisione della Terra con qualche astro vagante.
Vicende del genere hanno avuto gran fortuna in romanzi, fumetti e film.
Ad esempio, Sir Arthur C. Clarke, noto al grande pubblico per aver collaborato con Stanley Kubrick alla stesura della sceneggiatura del film-cult 2001: Odissea nello spazio, nel suo romanzo The songs of distant Earth (Voci di Terra lontana) immagina che la nostra stella, prima della fine del quarto millennio, esploda diventando una nova.
Nel cinema, Sunshine (2007) del britannico Danny Boyle, incentrato sulla possibilità di riaccendere il fuoco nucleare che alimenta un Sole malato prossimo a spegnersi, è stato attratto dalle storie a base di proiettili interplanetari diretti contro nostro mondo.
Si parte dal classico When worlds collide (Quando i mondi si scontrano), pellicola del 1951 prodotta da George Pal e diretta da Rudolph Maté, per arrivare ai più recenti Meteor (1979) di Ronald Neame; Deep Impact (1998) di Mimi Leder; Armageddon (Armageddon - Giudizio finale, 1998) di Michael Bay sino ad arrivare al recente Melancholia (2011) di Lars von Trier.
In tutti questi casi ogni verosimiglianza scientifica viene meno: pezzi di roccia vaganti o comete vengono distrutti all'ultimo minuto, evitando così la completa estinzione della nostra specie. In Quando i mondi si scontrano si organizzano pellegrinaggi spaziali della speranza mentre in Melancholia, incentrata sulla psiche dei protagonisti più che sull'apocalisse in sé, le leggi della meccanica celeste vengono ignorate, se non addirittura bonariamente prese in giro.
La Terra, trasformata in una sorta di bersaglio galattico, diventa il palcoscenico ideale per trame drammatiche dove coraggio, eroismo, disperazione, auto-sacrificio e discorsi sull'accettazione della morte, si alternano tra loro. (...)

La vita appartiene ai viventi,
e chi vive deve essere pronto ai cambiamenti.

Goethe
Ecco fatto!
Vi ho messo tutti gli incipit per racconto sperando così di darvi un'idea dell'antologia.
Non ce l'abbiamo messa tutta.
Un abbraccio.

NOTE: le immagini le ho prese QUI!
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