13 gennaio 2013

[manuali di scrittura] Scrivere come i grandi di W. Cane (1 di 2)

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AUDINO EDITORE
Altro manuale sulla scrittura davvero interessante.
I consigli dai grandi non si possono ignorare. E così, questo saggio/manuale scritto da Cane nel 2009 e arrivato tradotto da Audino nel 2010.
Chi sono i grandi?
Balzac - Dickens - Melville - Dostoevskij - Hamsun - Wharton - Maugham - Burroughs - Kafka - Lawrence 
Faulkner - Hemingway - Mitchell - Orwell - Fleming - Salinger - Bradbury - O’Connor - Dick - Wolfe e King.

Questa recensione è stata una sfida per me, ma alla fine ho raggiunto il compromesso di un cenno/breve sintesi del pensiero espresso dal singolo scrittore. Io consiglio la lettura, ovvio.
Spero comunque che le mie due righe per autore vi suscitino interesse per approfondire l'argomento.
Saranno due articoli separati: 10 autori nel primo, 11 nel secondo.

Il manuale è strutturato a capitoli. Ogni capitolo è su un autore. L'apertura è una breve biografia. Viene poi analizzato lo stile, la forma, ma anche i contenuti di alcune opere e le peculiarità.
Si parte. ^_^

Uno scrittore del cui stile vengono perdonate goffaggine e ridondanze in favore delle trame intricate e romantiche e dei personaggi realistici. Famosi sono i suoi INDICATORI EMOZIONALI.
Esempio in Papà Goriot: Le amare riflessioni del giovane furono presto dissipate dal piacere che si prometteva cenando dalla viscontessa.
Indicatori così danno sostanza alla scrittura, è vero. Peccato che se abusati, ripetuti e "riciclati" alla fine risultino solo dei riempitivi. Balzac scriveva nell'800. Oggi, l'utilizzo degli indicatori va ben gestito e non si può avere la pretesa di essere scusati come Balzac per tutti gli altri aspetti. ;)

Peculiarità dei suoi lavori:
-il conflitto gestito col "fateli ridere - piangere - aspettare".
Purtroppo, oggi si pensa che il far ridere sia "dipingere un personaggio volgare come nei cine-panettoni". Il vecchiardo che sbava dietro le natiche di una ragazza non è mai stato "comico", ma sempre e solo volgare o grottesco. Infatti, Dickens ci mostra come una frase aggraziata possa far sorridere in modo intelligente.
In David Copperfield abbiamo un esempio. E' datato, ma significativo per capire come fare.
Notai ch'egli non aveva qualcosa che somigliasse alla forma d'un sorriso: soltanto, per farne le veci, poteva allargare la bocca e scavar due grosse grinze sulle guance, una per lato.
Ecco qui. Il lettore s'immagina la scena con gli occhi di David e sorride. Semplice, no?
La stessa logica vale per il piangere e la tecnica del mistery (aspettare). Questo implica l'assenza dell'infodump e l'utilizzo del mostrato, ovviamente. Sennò addio al mistery. :D

Chi non ha letto Moby-Dick s'infili un dito nell'occhio. Subito!
E' un romanzo "mostruoso" e Achab è vivo oggi come allora.
Il segreto di Melville?
La costruzione del personaggio attraverso 4 espedienti letterari: complessità, inaffidabilità, selezione e mistero.
Vi spiego il primo, la complessità.
Achab non compare subito nel romanzo. Ci sono numerosi personaggi che ne parlano sia bene che male, dicono di lui che è un pazzo, ma anche audace. Questo contrasto crea in automatico un personaggio complesso ancor prima di conoscerlo.

Un'immagine tratta dal film del 1956 con Peck
Solo lui sapeva immergere il lettore in un mondo dove le emozioni sono l'umiliazione e la vergogna, dove i personaggi sono turbati e disorientati davanti ai propri sentimenti.
La sua peculiarità era un perfetto controllo del POV, del punto di vista. Per raccontare la storia con un'intensità tale da portarla all'estremo, lui scivolava nella mente dei personaggio o di un altro in modo calcolato. Così facendo, riusciva a imporre drammaticità in ogni scena. Questo richiede metodo e creazione della scena, dell'ambiente.
Altro segreto del grande autore, erano le TRANSIZIONI. Veloci, essenziali e immediate; aggiungendo al cambio d'ambiente un elemento emotivo del protagonista, le transizioni assumevano importanza doppia.

HAMSUN
Lo si potrebbe definire audace.
Un creatore di personaggi tridimensionali e realistici. Non solo, però. Lo scrittore norvegese ha dato vita a una nuova frontiera della narrazione con le DIMENSIONI TEMPORALI MULTIPLE.
Esempio (i tempi diversi sono evidenziati con il corsivo, il sottolineato e il grassetto):
Una volta essa lo aveva baciato; una volta, un giorno d'estate lontano, forse non era stato che un sogno... com'era successo? Non sedevano su una panchina? Quella volta avevano parlato a lungo insieme e camminando le era stato così vicino che le sfiorava il braccio; innanzi a una porta essa lo aveva abbracciato, dicendogli: <Vi amo!> Erano appena passati, forse ora erano seduti nel padiglione. Il tenente voleva schiaffeggiarlo, aveva detto. Aveva udito bene, non dormiva, ma non si era fatto avanti. La mano di un ufficiale. Forse pure, tutto gli era uguale...

Abbiamo il passato remoto, il passato "recente" e il "presente del romanzo". Per presente non intendo il tempo presente, ma il tempo in cui i fatti narrati accadono.
Questa procedura, a mio avviso molto audace, consente uno sguardo ravvicinato sui processi che la mente umana mette in atto sotto minaccia o in balia della memoria o di forti emozioni come l'umiliazione.
Ecco, detto tra noi, prima di cimentarsi in una scrittura così complessa è necessario padroneggiare il proprio stile.

WHARTON
Pesantemente criticata per l'assenza di complessità nelle storie, Edith Wharton ha invece saputo costruire personaggi realistici e spontanei. Attenta ricercatrice della CONCISIONE, andava in caccia dell'aggettivo giusto per ottenere austerità e concisione, appunto. In più, usava molte ALLITTERAZIONI.
Un poeta romantico inglese, Robert Southey, disse: Le parole sono come i raggi del sole, più sono concentrate, più bruciano in profondità.

Vi riporto alcuni segreti in modo schematico.
-ripetere le informazioni cruciali in diversi momenti e con parole differenti, inserendole in un contesto significativo.
esempio:
Quattro o cinque anni prima aveva seguito un corso di tecnologia in un college di Worcester ...
(qui viene detto una prima volta)
Gli studi non completati avevano dato forma a questa sensibilità, e anche nei momenti di infelicità più grande, i campi e il cielo gli parlavano con persuasione profonda e possente.
(qui lo ridice, ma cambiando il contesto)

-la descrizione degli ambienti utilizzando una selezione accurata di pochi dettagli (evitare di fare il resoconto di tutto quel che si vede). Come scegliere i dettagli?
Ecco il consiglio: quello che è più importante per dare anche un'emozione.
esempio: Il paese giaceva sotto due piedi di neve, con cumuli negli angoli esposti al vento. In un cielo ferrigno le punte del Gran Carro pendevano come ghiaccioli e Orione  faceva balenare i suoi fuochi freddi.
Ci sono gli alberi, ma non vengono descritti. C'è un orizzonte, ma non serve parlarne. Lei, come un pittore, definisce solo ciò che ha importanza.
... e le finestre nel seminterrato della chiesa proiettavano in lontananza sulle linee ondulate senza fine fasci di luce gialla.
CONSIGLIO PERSONALE: per chi scrive genere romantico e Paranormal Romance, quest'autrice sarebbe da "studiare". ^^

MAUGHAM
Di lui Orwell disse: Credo che lo scrittore moderno che mi ha influenzato di più sia Somerset Maugham, del quale ammiro l'abilità nel raccontare storie potenti in modo diretto e senza fronzoli.
Uno dei primi maestri dello STILE SEMPLICE.
Per stile semplice, non s'intende facile. Anzi, è tutto l'opposto.
La scelta della parola giusta senza il superfluo (e soprattutto senza i "mente") è la massima ambizione sia per l'autore che per il lettore. Riuscire a esprimere chiarezza e forza insieme, senza infarcire con inutili merletti, è DIFFICILISSIMO. Tutti sono in grado di schizzare frasi su frasi che non portano a nulla e nulla vogliono dire. In pochi sanno dire tutto in una riga.

Questo accade quando, nel leggere un libro, pensate: E' scritto semplice, si capisce. SCORRE.
Ecco il segreto. La scorrevolezza.

Maugham consigliava anche di alternare il ritmo dei capitoli veloci con quelli lenti. Di tenere viva la storia, il flusso narrativo, mettendo i personaggi in conflitto.


BURROUGHS
Il papà di Tarzan e di John Carter ci insegna che un buon inizio è vincente. Non solo l'incipit, ma la prima scena è importante. Lui consiglia una prima scena veloce, dinamica ... noi oggi diremmo cinematografica.
Fondere ideali forti col romanticismo, per lui, si è rivelato vincente. Anzi, la linea romantica inserita nel contesto fantascientifico ha reso tutti i romanzi di Burroughs più interessanti.

Per scrivere col suo ritmo, lui aveva uno schema narrativo che vi riporto:
-straniero in terra straniera
-l'eroe è un guerriero di nome e di fatto
-spesso rapito, messo comunque in minoranza
-i personaggi hanno una visione ottimista
-con forza, intelligenze e coraggio, l'eroe prevale per poi tornare a casa o crea una nuova casa
-fanciulla in difficoltà :D di cui s'innamora
-battaglie, lotte e fughe
-non c'è sesso, ma la minaccia di violenza

Ecco, in breve, lo schema cui faceva riferimento l'autore.
Forse è semplice per noi, oggi. Però, nessuno ci vieta di modificarlo, aggiornarlo e farne uno personale.
Io non sono per i romanzi in serie. Io preferisco non avere uno schema di questo tipo, ma non siamo tutti uguali. In più, ci sono generi che hanno schemi o punti fermi ben precisi. I gialli e gli erotici, per esempio. Non parlo dei romanzi "speciali", ma di quelli "da edicola" per capirci. In ogni caso, vi assicuro che non è facile rientrare in uno schema prestabilito e scrivere sempre qualcosa di avvincente.
Quindi, anche se uno schema di questo tipo vi aiuta a non smarrirvi, occorre una buona dose di fantasia per non sembrare un riciclo.

KAFKA
Kafka ha sempre intimorito per la forte dialettica. La sua chiarezza e precisione, soprattutto negli incipit. In Metamorfosi leggiamo:
Una mattina Gregorio Samsa, destandosi da sogni inquieti, si trovò mutato, nel suo letto, in un insetto mostruoso.
Che dire? Un genio.
Nel solo incipit, Kafka dice tutto: l'essenza della storia e il conflitto centrale. E' molto coraggioso.
Si può fare anche nei casi di mistery, ma è necessario analizzare bene ogni singola parola per rivelare il giusto e non "il troppo".
Comunque, era anche un eccellente creatore di trame. Non a caso, il suo cognome è divenuto aggettivo. Kafkiano è un panorama tetro. Kafkiana è una lotta dell'individuo contro la burocrazia "anonima".
Lui è riuscito a fare dei suoi punti deboli la sua forza. Kafka non approfondiva i personaggi, il loro passato. In più, non c'erano relazioni romantiche o connessioni sentimentali.
E questo, ha fatto in automatico dei suoi personaggi degli psicotici e degli alienati.
Quindi, se volete scrivere di un personaggio "particolare", escludete o lasciate vago il suo passato e isolatelo il più possibile.

LAWRENCE
Uno scrittore controverso. Rischiava molto e si addentrava in territori pericolosi, scomodi e viziosi.
I suoi dialoghi erano intelligenti e vivaci e aggiungeva, al punto giusto, descrizioni che arricchivano l'aspetto psicologico o emotivo del personaggio.

Lawrence aveva una riscrittura molto particolare. Lui non correggeva la bozza, la riscriveva da capo. Infatti, ci sono ben 3 versioni di L'amante di Lady Chatterley, con motivazioni diverse.
A parte questo suo aspetto, lui ci insegna come potenziare le scene più semplici; ovvero, inserendo emozioni inaspettate del protagonista, ad esempio.
Alta lezione è sul SIMBOLISMO. Lui l'applicava in modo così semplice, che risultava immediato. Il marito zoppo di Lady Chatterley era il simbolo "spiacevole" e impotente della cultura dell'epoca. Il guardiacaccia, rappresentava il ritorno a una vita più intensa. Quando si pensa al simbolismo, bisogna andare oltre il valore letterale e richiamare valori più grandi per dare pienezza all'opera.
Lawrence consiglia anche di inserire il simbolismo in un dialogo al culmine di un litigio, ad esempio, o in presenza di forti sentimenti come in questo passo:
E del resto chi ha tolto al popolo la sua vita naturale e la sua umanità per dargli in cambio questo orrore industriale? Chi?
Lady Chatterley qui accusa il marito di rovinare vite intere con le sue miniere di carbone "orribilmente industriali".

L'onda inarrestabile della scrittura
Il bello di studiare i manuali di scrittura è che, alla fine, emergono sempre gli stessi concetti:
l'unica regola è la conoscenza
l'unico freno è la tua fantasia

In nessun manuale ho mai letto questo non si può fare
proprio perché gli scrittori amano sperimentare. ^_^

Spero che i pochi concetti espressi vi stuzzichino alla lettura/studio del manuale. Io l'ho trovato scorrevole, interessante e soprattutto utile.
Alla prossima con gli altri autori. QUI!

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