9 febbraio 2013

[manuali di scrittura] Scrivere come i grandi di W. Cane (2 di 2)

Proseguo della recensione del Manuale di Scrittura, prima parte QUI!
Audino Editore
Dopo i grandi scrittori della prima parte (Balzac - Dickens - Melville - Dostoevskij - Hamsun - Wharton - Maugham - Burroughs - Kafka e Lawrence), in questa seconda e conclusiva recensione vi accenno qualcosa  su: Faulkner - Hemingway - Mitchell - Orwell - Fleming - Salinger - Bradbury - O’Connor - Dick - Wolfe e King.

Nelle sue opere migliori si caratterizza per la musicalità delle parole, le allusioni e il ritmo.
Nelle sue peggiori, troppo barocco e involuto.
Secondo lui, la chiave del successo era la concentrazione. Mentre si scrive, è necessario lasciare da parte le preoccupazioni e abbandonarsi solo alla storia. Faceva molto "taglia e cuci". Riscriveva e revisionava a lungo i suoi scritti.
Gli Incipit sono singolari, periferici. Non iniziava nel mezzo della storia, ma ai margini arrivando alla storia in modo decentrato. Esiste il rischio di creare dubbio nel lettore iniziando con un incipit così esterno, ma se ben gestito può dare invece complessità all'opera stuzzicando il lettore.
Anche le conclusioni erano suggestive. Non solo chiudeva con una sorta di riepilogo o ricordo, ma generava delle corrispondenze, anche di valori.
Faulkner paragonava se stesso a un falegname dicendo che esiste un periodo di apprendimento e che s'impara a padroneggiare gli strumenti del mestiere solo dopo lo studio e la pratica.


HEMINGWAY
Il più imitato.
Lui utilizzava FRASI BREVI E CHIARE, semplici perché si potesse cogliere il punto anche con un lettura rapida e distratta. Il ritmo era veloce, proprio per le frasi corte, ma anche per l'assenza delle virgole.
Esempio da Festa Mobile: Spesso la signorina Stein non aveva ospiti ed era sempre molto amabile e per molto tempo mi dimostrò il suo affetto.
L'omissione delle virgole, però, è un'arma a doppio taglio perché potrebbe suscitare confusione. Quindi va utilizzata con moderazione.
LE PAROLE ERANO SEMPLICI E MAI FORBITE. Usava un vocabolario immediato e diretto. Si potrebbe dire l'opposto di Faulkner, che infatti lo criticava. Ma il successo di Hemingway era proprio nella prosa leggibile e precisa.
ESTETICA DELLE PAGINE è un suo segreto. Lui controllava molto come appariva la pagina andando a eliminare il superfluo quando stonava. Soprattutto nei dialoghi dove toglieva i "disse" quando non estremamente necessari.


MARGARET MITCHELL
Tutti conoscono il suo romanzo vincitore del Pulitzer nel 1937, ma in pochi hanno sentito il suo nome.
L'autrice di Via col vento, che ha dato vita all'indimenticabile Rossella O'Hara, aveva come suo punto di forza la voce interiore di Rossella, appunto.
Il filtro principale attraverso cui l'autrice faceva vivere al lettore tutto il romanzo era proprio il POV ben gestito di Rossella.
esempi: Rossella non rispose perché si sentiva ancora ardere dalla collera che non aveva lasciato esplodere dinanzi quelle donne.
Oppure (con Rhett): Ira e odio s'impadronirono di lei; con uno sforzo ella si strappò alle sue braccia.
Non solo. Usava una tecnica particolare chiamata "SLITTAMENTO CONTROLLATO DELLA DISTANZA FISICA". In sintesi: da una dimensione di lontananza si slitta a una intima e vicina.
Lo usava in "andata e ritorno" muovendosi da "dentro e fuori" in Rossella e così agilmente che il lettore nemmeno ci faceva caso, ma ne era stregato.

Il Grande Fratello vi guarda
GEORGE ORWELL
All'anagrafe Eric Blair, ha scritto capolavori come 1984 e la Fattoria degli animali.
Suo Maestro all'Eton College fu Aldous  Huxley, grande esponente della letteratura distopica e saggista, che lo ispirerà e guiderà.
Anche lui utilizzava il POV filtrato di Winston in 1984. Vede il mondo col suo filtro. Ecco dunque che il lettore vive gli equivoci e l'incertezza dovuta proprio al fatto che Winston alcune cose non le sa, alcune "verità" non le sa. Julia è buona o cattiva?
E' quindi il dubbio che rende Winston vero, un personaggio tridimensionale. Il lettore simpatizza, lo vive e lo piange, ma non lo giudica.
La trama è costruita come nei 3 atti aristotelici: inizio (s'introducono i personaggi e il mondo), parte centrale (inizio sviluppo della storia e congiura per cambiare l'ordine delle cose) e conclusione (annientamento del protagonista dopo il lavaggio del cervello).
E' da notare come Orwell non abbia scelto una storia complessa proprio per ampliare la politica e la filosofia. La trama è semplice e lineare, ma il mondo in cui si svolge è dettagliato e preciso.
LE RIPETIZIONI sono usate in diversi modi:
-con la frase "Il Grande Fratello ti sta guardando" per trasmettere l'idea di un regime totalitario
-negli incontri, più volte il protagonista incontra una persona estranea per poi instaurare un dialogo o un rapporto d'amicizia/d'amore per poi tornare a essere un'estranea.
-nelle azioni legate a emozioni, Winston scrive spesso nel suo diario sempre con la stessa paura di essere "beccato". E scrive sempre pensieri negativi, che enfatizzano quanto sia disperato.

FLEMING
"Il mio nome è Bond, James Bond." :D
Il segreto del successo di Fleming non è solo nel suo personaggio, ma in una serie di "accortezze narrative" che sfuggono, alle volte, al lettore che si fa trascinare dal ritmo serrato dei suoi romanzi, ma non a una lettura/analisi attenta.
Alcuni suoi consigli:
-curare i dettagli inerenti il cibo, ma solo se appetitosi.
-i personaggi si "ubriacano", ma con alcolici di qualità
-dettagli sensuali nell'abbigliamento
-allusioni o riferimenti al sesso
-nominare marche famose, auto di lusso, luoghi esotici
Esempio: La porta si aprì di nuovo e il capo del personale entrò, posò sulla scrivania due tazze di finissima porcellana ornate con una rete di filigrana d'oro e se ne andò. Bond assaggiò un sorso del caffè e tornò a posare la tazza sullo scrittoio. Era buono ma un po' troppo spesso per i suoi gusti.
La peculiarità dell'autore è di sottolineare gli aspetti positivi e non quelli negativi. Quindi, accendere i sensi nel lettore, ma per migliorare l'umore.
Gli ARCHETIPI sono usati molto: il super-eroe protagonista, il mostro "antagonista", l'"anima" nelle vesti della figura femminile, l'"aiutante" nella figura di Q.

SALINGER
Hemingway disse di lui: "Dio, ha un talento del diavolo!"
Due note private su Salinger le riporto perché più che eccentriche le trovo davvero assurde: lui scriveva in un bunker fatto costruire apposta a mezzo chilometro da casa. Stava dentro per settimane, tanto che la moglie (di 17 anni più giovane) ha chiesto il divorzio accusandolo di "violenza mentale". La donna successiva, di 35 anni più giovane, ha retto 6 mesi. Un'altra, di 40 anni più giovane, si accontentò delle lettere. Divenne famoso come "l'uomo più privato d'America".
Comunque, senza imitarne la vita, possiamo però ascoltare i consigli. Eccone alcuni.
Dare una voce unica al personaggio con RIPETIZIONI e PAROLE GERGALI, con i leitmotiv, insomma. Soprattutto se lo scritto è in prima persona.
Esempio: La cosa terribile, però, è che quando gliel'avevo chiesto dicevo sul serio. Questa è la cosa terribile. Giuro davanti a Dio che sono matto.
I CONSIGLI di Saliger: "Quando scrivi devi aver ben chiaro il tuo obiettivo. E' meglio avere un scopo di valore che essere mossi da desideri materialistici. In sintesi, bisogna avere un messaggio."
"Bisogna scrivere qualcosa che sia importante per lo scrittore, senza dar peso a ciò che gli altri penseranno."
Come Faulkner, anche Salinger non si preoccupava del pubblico.
Ironico però visto che Salinger lo consigliava, ma non lo ha seguito a differenza di Faulkenr che, difatti, dopo essersi infischiato bellamente del pubblico iniziò a sfornare romanzi da Premio Nobel.
Una tecnica molto famosa e usata anche da Salinger è l'icerberg di Hemingway con l'aggiunta dell'omissione di alcuni dettagli fino al momento opportuno, cioè verso il finale.

BRADBURY
Scrittore di capolavori come Cronache Marziane e Fahrenheit 451
La sua prosa è spesso poetica come in questo passaggio in Popolo dell'autunno:
In qualche posto le dinamo protestarono, stridettero, gemettero un'energia bestiale. La luce diventò verde-bottiglia. Morto, morto, pensò Will. Eppure è vivo! gridavano le macchine, gridavano la fiamma e il fuoco, gridavano le bocche livide sulla carne illustrata.
Alcuni dicono sia troppo poetica, altri invece che la poesia aggiunga piacere e magia alla lettura.
Il suo consiglio principale è quello di scrivere di getto la prima stesura in tempi quasi da record. Senza censure, senza riletture... diretta. Addirittura omettendo dettagli da aggiungersi in un secondo momento.
Riporto anche questa, dalle parole dell'autore stesso: "Credo che le prime stesure, come la vita, debbano essere immediate, rapide e passionali. Completando la prima stesura in un giorno ottengo un racconto con la pelle intorno." Per ottenere questo, consigliava uno schema da seguire.
Altro consiglio: seguire una ruotine di lavoro fissa.
Il suo stile era il PUNTO DI VISTA DELLA TERZA PERSONA. Con Montag, l'autore non esce dal suo pdv. Non si sa come pensano gli altri personaggi, si vedono solo le reazioni.

O'CONNOR
Famosa per la voce colloquiale, il localismo, il personaggi grotteschi e le svolte brusche della trama.
Una delle poche scrittrici capaci di usare l'umorismo per trattare tematiche serie. In Il cielo è dei violenti usa un tono elevato come lo spessore degli argomenti, ma con una visione comicamente tetra alla base.
Lei ottiene quest'effetto umoristico attraverso 3 tecniche: esagerazione, enfasi comica e giustapposizione comica.
Esagerazione, un esempio: Era in pigiama e a piedi nudi. Ritornò quasi subito, ficcandosi qualcosa in un orecchio. Aveva inforcato gli occhiali cerchiati di nero e stava infilando una scatoletta di metallo nella cintura del pigiama. La scatoletta era unita da un filo all'arnese dell'orecchio. Per un istante il ragazzo pensò che la testa gli funzionasse a elettricità.
Enfasi comica, ovvero introdurre una battuta a effetto alla fine di un passo o periodo.
Giustapposizione comica, che unisce esagerazione e enfasi con l'aggiunta della novità.
Molto interessante è l'utilizzo del DISCORSO INDIRETTO LIBERO, il raccontare una scena con un linguaggio che contenga elementi appartenenti al lessico di uno dei personaggi. E' come una combinazione delle voci, quella del narratore e quella del personaggio.
esempio: Il colmo dell'ironia era che lui fosse riuscito così bene a dispetto di tutto. Nonostante fosse venuto su oppresso da una creatura meschina, era largo di idee; nonostante le opinioni idiote di sua madre, non aveva pregiudizi...
In neretto, ho evidenziato le parti inquinate dalla voce narrante.


DICK
Colui che più mi ha ispirato per i temi della realtà alternativa e l'incertezza su cosa possa definirsi reale. PRECURSORE DEL CYBERPUNK.
Lui era dotato di un'immaginazione fuori del comune e ne sfruttava la capacità scrivendo rapido prima che il suo lato "censorio" potesse comprendere e modificare lo scritto. 
Lo stile moderno di Dick è analizzabile soprattutto sotto 3 aspetti: motivazione, lunghezza delle frasi e descrizione dei personaggi. 
Le motivazioni erano presentate quasi subito, senza lunghe dissertazioni sul passato del personaggio che Dick pennellava con pochi tratti. Poche battute o rivelazioni di qualche pensiero per suggerire al lettore le motivazioni del personaggio per poi farlo lavorare di fantasia.
Dick era famoso anche PER LE SUE SCENE ROMANTICHE, famosa è quella di Rick Deckard e l'androide Rachel Rosen che era costituita di 3 elementi: preliminari, ironia tra amanti e primo bacio.
L'atto sessuale era leggibile tra le righe. Infatti, il capitolo si chiude con:
-Accidenti, vieni a letto-, disse Rachel
Lui ubbidì.
Però, ci sono casi "storici" come nel romanzo di Spencer, Amori senza fine, dove l'atto sessuale occupa ben 22 pagine, ma l'incontro fisico rivelava aspetti importanti ai fini della trama.

WOLFE
Uno scrittore molto originale. Creativo e brillante.
Per caratterizzare i suoi personaggi, Wolfe esagera alcuni tratti chiave e utilizza l'ironia per prendersene gioco e ne amplifica i difetti e le fobie. 
Usa molto la tecnica di colpire i lettori con descrizioni dettagliate di scene di distruzione e di morte per creare un'emozione potente.
Lui affrontava le sue opere con sguardo attento alla realtà descrivendo il proprio paese con numerosi dettagli. Lo stesso per i personaggi, che muoveva e faceva parlare dopo attenta analisi.

Maestro dell'utilizzo della suspense. 
I suoi consigli in 3 passi: 
-fornire indizi su qualcosa che possa incuriosire, risultare problematico o mettere preoccupazione
-ripetere questa cosa per un certo numero di volte (tecnica del richiamo)
-portare la suspense al culmine durante la risoluzione
Un'altra tecnica usata da King è l'affermazione irrevocabile come suggerimento di qualcosa di terribile o predizione di "male". E la sospensione, come ad esempio un'informazione trattenuta, o al richiamo cioè la ripetizione dell'elemento pericolo. 
Il modo migliore per analizzare King è leggere un suo romanzo con la penna in mano e segnare quando viene evocato un problema per poi evidenziare i richiami. Infine, la risoluzione.

e ora mi rilasso...

Spero che questi brevi suggerimenti per autore vi siano d'aiuto.
Se volete approfondire, vi suggerisco il manuale.

2 commenti:

  1. Belli questi due post di commento-sunto a "Scrivere come i grandi". Molto interessante questa visione d'insieme sullo stile di alcuni grandi scrittori (o quantomeno sugli elementi più innovativi e/o caratterizzanti), arricchita di aneddoti, spunti e dettagli. Inutile dire che ho preferito la seconda parte...

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    Risposte
    1. Ciao, Francesco
      grazie per il commento.
      Anch'io ho preferito la seconda ;)
      Forse perché ci sono molti autori che per me hanno rappresentato molto. Sono contenta di aver suscitato il tuo interesse. E grazie ancora di essere passato.

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