1 agosto 2013

[self publishing] Il nuovo volto dell'Editoria

[self publishing] Il nuovo volto dell'Editoria


Il self publishing è un secondo lavoro, non è un semplice hobby. 
Gli autori auto-pubblicati ricoprono le mansioni di una Casa Editrice "al completo", compreso il marketing. 

Non è mia intenzione dilungarmi sui vari perché uno decida di affrontare la strada più difficile, non siamo tutti uguali e ognuno di noi sbarca nel self con un approccio diverso e un bagaglio d'esperienze troppo vario per generalizzare. 
Per questo, proprio perché i motivi sono diversi, non è corretto etichettare tutti quanti i self come scrittori falliti, o peggio, rifiutati dall'editoria "cartacea".

Chi di solito scaglia la pietra infamante, non ha la coscienza pulita. ;)
Infatti, ci sono però 3 categorie che sputano sugli auto-prodotti, sugli ebook e sui nuovi editori web:
-quelli che pagano per avere il libro stampato rivolgendosi alle EAP che, ovviamente, ostacolano il self visto che viene meno il loro finto pedigree per ingannare i lettori (in Italia abbiamo circa 600 piccoli editori, conoscerli tutti è impossibile, quindi è facile vendere un libro con la dicitura "editore Pinco Pallo")
-quelli che comprano "sotto banco" le copie in tacito accordo con la clausola "che lo scrittore deve impegnarsi a vendere entro l'anno X copie" (CE a doppio binario, che non differiscono dalle EAP a conti fatti, ma per qualche motivo a me oscuro appaiono meno negative) 
-i raccomandati (amichetti di amiketti... o di persone importanti che sono etichettati "fenomeni" al primo romanzo a 15 anni perché sì!). Questi sono i più ipocriti e infami. Dicono no alle EAP (come se loro fossero immacolati) e mettono i loro ebook a prezzi assurdi per incentivare l'acquisto del cartaceo che, di solito, costa poco di più e dal quale traggono profitto.

Tutta questa finta e mediocre editoria se la sta vedendo molto male proprio a causa del self e dell'editoria web... ma che strano. Poverini, stanno vedendo il buio in fondo al loro tunnel dorato.
Oh, come mi dispiace. :D
Ho passato anni a far marchette...
Invece, quello che mi rattrista davvero, sono quei piccoli e medi editori onesti che non passano un buon momento (per non dire pessimo); vittime innocenti del profondo cambiamento che stiamo vivendo.

Per contro, molti self hanno avuto un riscontro di lettori tale da aver suscitato l'interesse di CE importanti; è il caso di Martin Rua che con il suo "Codice Baphomet" (un thriller esoterico) ha avuto migliaia di download, era sempre primo in Amazon ... e lo è stato a lungo.
Ebbene, Martin (che aveva però altri romanzi all'attivo e il pubblico lo apprezzava già da alcuni anni) uscirà in settembre con Newton con "Le nove chiavi dell'antiquario". Notevole, no?
E' un buon esempio di uno che ha mostrato con le sue sole forze che con costanza e impegno, si possono ottenere ottimi risultati.
Ma la Newton è una delle poche CE che gestisce gli ebook in modo eccellente, altre non sanno nemmeno cosa siano o peggio: li vedono come "il Male Digitale che distruggerà l'editoria"...

aaarrrgh!

Due anni fa ero stata alla Convention di Rimini sugli Ebook, gli ospiti erano i big dell'Editoria italiana. E già all'epoca tutti scommettevano su chi sarebbe rimasto in piedi entro i 5 anni. 
E' cinico, spietato e non mi va di commentare, ma è la verità.
Per quanto non ci piaccia, ci dobbiamo fare i conti. E' inutile nascondere la testa sotto la sabbia.

E sembra che anche altri autori, veri e importanti, abbiano deciso di provare il self o comunque la nuova editoria digitale. Già! Abbiamo noti autori che ormai pubblicano con Editori Web. 

L'editoria sta cambiando e sta definendo un nuovo volto.
Ormai non ci sono più barriere se non quelle dettate dalla lingua, infatti in molti stanno già traducendo i propri lavori e c'è anche chi scrive in Inglese.

In questo post di oggi, ho pensato di fare un'intervista incrociata:
-Stefano Costantini, Italiano che vive a Londra e scrive direttamente in Inglese
-Luca Rossi, di Torino che ha fatto tradurre la sua antologia per affrontare il mercato USA e non solo.

Oltre al self publishing, li accomuna la FANTASCIENZA che li portati senza saperlo ad affrontare l'editoria digitale in modo inverso, con un approccio opposto.
Ho pensato di farci raccontare della loro esperienza, ancora in corso.

Partiamo con Stefano Costantini. (per ordine alfabetico)

Breve biografia di Stefano: Sono nato a Carpi (Modena) 36 anni fa. Dopo aver finito l'università sono andato a Londra per fare un master. Pensavo di fermarmi per un anno. Dopo dodici, sono ancora qua.
Faccio l'economista, niente a che vedere con il mio romanzo.
Ho iniziato a scrivere nei momenti liberi nel 2011, per cercare di scrivere il libro che mi sarebbe piaciuto leggere. Adesso è fatto, ma penso proprio che non mi fermerò qui.
Ebook: Drifting Away (romanzo scifi) Help.net e Won't Catch On (racconti urban fantasy di prossima uscita in Italia tradotto)


Drifting away eccovi la trama, in Italiano:
Anno 2287. La Repubblica Marziana è uno Stato ormai pienamente sviluppato. Marte fu colonizzato nel tardo secolo XIX. Sin da quel momento, la Repubblica Marziana è sempre stata considerata come un'altro stato terrestre.
Nei primi decenni, era persino vista come motivo di orgoglio: il primo passo dell'umanità verso la colonizzazione del sistema solare. Tuttavia, le cose sono cambiate. Ormai, è evidente che le società sui due pianeti stanno perdendo interesse l'una per l'altra.
La Earth Association cerca di fare qualcosa, e ha istituito un programma di scambio culturale per i bambini di Marte. Tutto sembra andare per il meglio: le giovani generazioni di Terra e Marte stanno riallacciando le proprie vite. Fino a che i bambini marziani incominciano ad ammalarsi di morbillo e morire.
Presto diventa ovvio che i bambini di Marte, a differenza di quelli terrestri, non hanno nessun anticorpo contro il morbillo. L'ispettore Harry Strickned, della polizia di Aaltrin, comincia ad indagare, aiutato da Marko Slavik sulla terra. Sono queste morti solo una terribile coincidenza?


Stefano scrive in Inglese e pubblica i suoi lavori direttamente nel mercato internazionale, così ho pensato di chiedergli intanto il motivo di tale scelta, che tipo di difficoltà ha incontrato nell'affrontare il mercato mondiale e di spiegarci la sua esperienza con Amazon.com

1- Intanto, grazie per la tua disponibilità e benvenuto. 
Ci vorresti dire come mai hai scelto di scrivere direttamente in Inglese e come hai risolto la fase di editing?
Stefano: Grazie a te per ospitarmi sul tuo blog. Ho scritto il mio romanzo in inglese essenzialmente per due motivi. Il primo, e forse più importante, è che volevo fare in modo che il libro potesse raggiungere il pubblico più ampio possibile.
Abitando a Londra ormai da molti anni, la maggior parte dei miei amici e conoscenti non parla l'italiano. Lo scrivere in inglese ha fatto sì che potessero avvicinarsi al libro. E la rete di contatti immediati è fondamentale per dare un impulso iniziale alle vendite.
Il secondo motivo è che, non essendo l'inglese la mia lingua madre, questo mi permette di utilizzare il linguaggio in modo più oggettivo, avendo più consapevolezza delle struttura del testo e delle espressioni che usavo.
Naturalmente, per quanto si sappia bene una lingua che non sia la propria, non si scriverà mai come un nativo. Per questo è molto importante trovarsi un editor madrelingua che riveda il testo nei dettagli. Sono stato fortunato ed ho trovato una editor americana che ha rivisto due stesure del romanzo, ad un costo accettabile. Un investimento che ho fatto molto volentieri, visto la sua importanza.

2- Che tipo di difficoltà hai dovuto affrontare con Amazon.com? Il tuo romanzo è anche cartaceo, noti differenze?
Stefano: In realtà il processo per pubblicare su Amazon.com (e tutti gli altri siti) è molto semplice. Anzi, i libri in inglese vengono approvati entro 12 ore, che penso sia la metà del tempo necessario per i testi in altre lingue.
Però pubblicare il libro è la parte più facile. Il problema è dopo.
Il mercato dei libri in lingua inglese è immenso, e si fa molta più fatica ad acquistare visibilità.
Riguardo alla versione cartacea, il processo è un po' più laborioso, anche se non eccessivamente. Oltre all'impaginazione del romanzo, bisogna anche pensare alla copertina (incluso anche il dorso ed il retro).
Durante i primi 2 mesi dal lancio del libro ho notato che la grande maggioranza delle persone che hanno acquistato il libro ha scelto il formato cartaceo invece che l'ebook.
Questo, nell'era di iphone, ipad e kindle, mi ha veramente stupito. Ma in realtà in molti non sanno che posso leggere gli ebook kindle anche sul loro tablet o smartphone attraverso le app.
Il libro stampato è molto ben fatto (ho utilizzato CreateSpace), ma purtroppo i costi di produzione sono tali che la percentuale che rimane all'autore è piuttosto esigua. Da questo punto di vista è molto meglio l'ebook, per il quale Amazon ti dà il 70% del prezzo di vendita.

3- E ora una domanda sul tuo lavoro. Affronti un tema particolare con Drifting away, vuoi parlarcene?
Stefano: Il romanzo affronta un tema che mi affascinava da un po' di tempo: se mai l'umanità dovesse colonizzare altri pianeti, o imbarcarsi in un viaggio multi-generazionale verso altri pianeti, fino a quando i coloni potrebbero continuare a considerarsi (ed essere considerati) parte della stessa specie.
A parte le considerazioni genetiche, che richiederebbero diverse generazioni, la separazione culturale potrebbe essere tale da rendere difficile, se non impossibile, mantenere una cultura di base unitaria.
Questo tema fornisce il sottofondo di tutto il romanzo, anche se poi la trama principale è specifica all'indagine su cui lavorano i miei personaggi.

Grazie, Stefano. 

E ora, due parole con Luca Rossi, che qui in Italia invece lo conoscono tutti e al tempo stesso, non lo conosce nessuno visto che come profilo usa una splendida nebulosa.


Una breve biografia di Luca: Ricerca, scienza, fantascienza ed alta tecnologia sono i mondi che Luca Rossi vive e trasferisce nelle proprie opere letterarie. Crede nel Web come mezzo in grado di avvicinare gli individui e rendere il mondo un luogo più aperto, giusto e democratico.
Ha pubblicato nel 2013 Energie della Galassia, raccolta di racconti ambientati in un universo che vede mosso non solo dalle leggi della fisica, ma da quelle altrettanto vere dell'eros, della passione, del desiderio e dello spirito.
È nato a Torino il 15 aprile 1977. Gli piace andare in bicicletta, passeggiare nella natura e dedicare la maggior parte del tempo libero alla famiglia.


1- Benvenuto, Luca, grazie molte per la disponibilità. Tu hai scelto di pubblicarti prima in Italia con un'antologia davvero intrigante "Energie della galassia", dopo ce ne parli, e l'hai promossa in rete attraverso i Social raggiungendo su Twitter i 5.000 follower! E' molto impegnativo, come riesci a conciliare tutto quanto?
Luca: Ciao Samantha, ho iniziato questo lavoro seguendo il mio sogno di sempre.
In realtà, non sapevo nulla né del mercato editoriale né del mondo self. Ho letto che esisteva la possibilità di pubblicare su Amazon e ho deciso di cogliere l'opportunità, senza pensarci su due volte.
La creazione degli account sui social network è stata quasi contemporanea. Volevo crescere, desideravo imparare, volevo che i lettori mi dicessero che cosa va e cosa c'è da migliorare in quello scrivo. Per me i social network sono solo interazione. Imparo dagli altri, conosco persone interessanti, sviluppo nuove iniziative, cerco di uscire dal mio piccolo recinto.
In ogni caso, mi sforzo di dedicare il 70% della mia attività lavorativa alla scrittura e il restante all'interazione con il resto del mondo.

2- Da poco hai tradotto il tuo lavoro in Inglese "Galactic Energies" per affrontare Amazon.com? Che tipo di difficoltà hai incontrato? Noti differenze, o è solo un mercato 100 volte più grande?
Luca: Desideravo pubblicare su Amazon.com per aver la possibilità di interagire con un nuovo bacino culturale dal quale imparare moltissimo.
Gran parte della fantascienza che amo è di matrice anglosassone. Molti dei miei miti, tra cui Asimov, Bradbury e Dick, sono americani. Anche la cinematografia sci-fi contemporanea che seguo con passione è quasi esclusivamente americana. Credo che gli statunitensi siano un popolo visionario, sognatore, ottimista, orientato al futuro, che segue con passione i passi in avanti che la scienza e la tecnologia compiono.
Volevo quindi leggere le recensioni e ascoltare i consigli che i lettori americani di fantascienza mi avrebbero dato.
È impegnativo trovare il giusto traduttore. È importante che il risultato finale non 'odori' di traduzione. Ho fatto diverse prove finché non ho trovato la persona giusta.

3- E ora una domanda sul tuo lavoro. "Energie della galassia" è un'antologia molto complessa. Ce ne vuoi parlare?
Luca: Con piacere. Si tratta di nove racconti nei quali affronto domande particolari.
Cosa accadrebbe se chi sta leggendo la nostra chat decidesse un domani di usare contro di noi le informazioni private che ci scambiamo? È possibile che ogni essere umano viva in un universo da lui stesso creato? Possiamo riprendere il controllo delle nostre vite passate?
In questi racconti non mi sono posto limiti spaziotemporali. Mi muovo tra il presente, il passato ed il futuro. Viaggio in questa e in altre dimensioni.
E, naturalmente, non nascondo, ma anzi esalto l'aspetto erotico nelle sue sfumature più accese.

Ti ringrazio, Samantha, per le tue domande. In questi mesi di duro lavoro uno degli aspetti più esaltanti è stato la possibilità di conoscere diversi ottimi autori self di fantascienza, con i quali diventa ogni giorno più interessante immaginare il futuro insieme.


Grazie a Stefano e Luca per la loro disponibilità. :)
Ho raccolto due testimonianze che dimostrano che il self non è solo un capriccio, ma alcuni autori lo adottano seriamente investendo tempo e soldi.
Non tutti arrivano alla stessa meta per il semplice fatto che il loro approccio è diverso.
L'importante è affrontare il self nel modo più serio e professionale possibile, solo così si ottengono dei riscontri. Riscontri non sempre immediati, perché i self sono davvero tantissimi, ma non bisogna arrendersi e pubblicare storie di QUALITA'. Il passa parola farà il resto. :)
Presto intervisterò un altro self che ha deciso però di creare qualcosa di più: una Collana dedicata alla fantascienza, all'horror e al fantastico.
Ascolteremo un'altra esperienza self publishing di qualità!
(Aggiornamento del 23 agosto: ecco QUI! l'intervista Collana Imperium)

Un grazie speciale a Martin Rua per la sua cortesia. :)

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