4 dicembre 2013

[film] Hunger games - La ragazza di fuoco

[film] Hunger games - La ragazza di fuoco


Più che "ricorda chi è il tuo nemico", in Hunger games (La ragazza di fuoco) si dovrebbe dire "ricorda chi è il tuo stilista".
In questo secondo capitolo della saga, della durata di due ore circa, si trascorre un'ora e trenta (lo ridico 1.30 !!!) in compagnia di pizzi, parrucche e vestiti d'alta moda, oltre che cene, parate, interviste e altro ancora. Ero così disorientata che per un momento ho pensato di aver sbagliato sala e di assistere al secondo capitolo de "Il diavolo veste Prada".


E anche se io adoro il genere chick lit, e abbia amato la Streep nel film omonimo, se volevo vedere quel genere andavo in un'altra sala. 
Invece no!

La ragazza di fuoco m'ha asciugato l'umore per un'ora e trenta con l'alta moda (futuristica). Come non citare l'abito da sposa, disegnato da Tex Saverio, che quando gira prende fuoco e diventa nero ... 
oooh! *O*


Nulla da dire sui costumi, dunque. 
Bellissimi, eccentrici come vuole "la storia" di Capitol City, ma può la moda (lo stile) occupare un'ora e trenta su due ore di film (di fantascienza)?
NO! Eh, no! E ancora no!

Durante tutta questa parte, la storia vera e autentica occupa 15 minuti circa.
Disagio di lei per essere sopravvissuta agli Hunger Games compreso. 
In un'unica parola: NOIA!
Per fortuna, poi si gioca e inizia la fantascienza (genere al quale dovrebbe appartenere...) 
forse...
La parte ultima si guarda, diciamo. Hanno sostituito l'alta moda e i bei vestiti con i gnokki però :D

Zuccherino, Katniss? ;)
Anche qui, nulla da commentare per il cast. Sono "gnokki" decisamente più intriganti che in altri film tristissimi dove erano inguardabili perfino gli attori. Però, mi continuo a domandare a che sotto-categoria di genere appartenga davvero Hunger Games perché di fantascienza c'è pochissimo, quasi nulla in questo secondo capitolo. 
Del primo romanzo, che ho letto e trovate la recensione QUI!, già c'era ben poco di originale (nemmeno l'idea di fondo che è già stata usata in Battle Royale e in una serie di altri film che ho già citato, tra cui "Running Man" e "La decima vittima") ma almeno la parte dello scontro era guardabile e occupava metà del film (e del romanzo).
In questo c'è uno scompenso mostruoso e palesemente è di passaggio per il terzo capitolo. Non ha uno scopo a sé se non quello di una lunga premessa per il capitolo finale.
Perciò, il mio consiglio è questo: tecnicamente è un buon film (regia, recitazione e tutto il resto), la trama è minima e solo una mezz'oretta finale c'è qualcosa che valga la pena di essere visto. 
E' per un pubblico di giovanissimi, stranamente è precipitato anche il target. 
Che dire di più? Nulla, visto che non è un film, ma una sfilata di moda :D

Ma quanto 'so fighi!
Oooh!
E la fantascienza, dove sta?
mha...
Attenderò il terzo.





7 commenti:

  1. Complimenti per il blog!
    Sono completamente in disaccordo con la tua recensione, ma è bello confrontarsi con opinioni tanto diverse!

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    1. Ciao :)
      Se vuoi lasciare un altro commento, ben venga. Anzi, ti dico grazie.
      Si sa che il blog lo gestisco da sola e quindi l'opinione è univoca, ma se hai qualcosa da dire sul film, lascia pure il tuo parere. Sono certa che ai lettori non potrà che fare piacere. ^^

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  2. Questa volta mi trovo in disaccordo quasi totale, cosa che con le tue recensioni è un fenomeno più unico che raro :)

    Premetto che non ho letto i romanzi, e quando mi sono trovato a leggere l'icipit del primo mentre mi trovavo in libreria ho subito capito che lo stile non mi prendeva. Non so.. era la stessa sensazione che ebbi con il libro di Eragon di Paolini.

    Poi di recente ho visto il primo film e, malgrado mi ricordasse altra roba, il mix era riuscito bene! Sicuramente la regia era molto curata, i costumi, la fotografia, e la trama era davvero serrata. Stilisticamente mi sembrava Aeon Flux (il film) però i personaggi erano meno imbalsamati del film con Charlize Theron (quel film era imbarazzante, ma le trovate futuristiche non erano male).

    L'idea di accostare un elite tecnologicamente avanzata e le masse costrette a vivere come nel 1800 mi ha intrigato (sembrava Zardoz fatto meglio!) e quell'atmosfera tipo antica Roma nel futuro è resa molto bene.

    Tuttavia è vero che per un appassionato di fantascienza adulta, tipo Blade Runner o Matrix, la storia era meramente una caccia all'uomo con triangolo amoroso adolescenziale. Però sotto questa patina adolescenziale (superficiale ma non stucchevole o alla Twilight) c'era quella critica sociale che, almeno nel film, mi è piaciuta davvero molto.

    Il seguito poteva essere molto banale, ma invece ti prende anche più del primo perchè la storia non fa più tanto perno sui giochi, ma sul sistema che ci sta dietro e sul malcontento di tutta Panem. Il fatto che per 2/3 non sia giochi è emblematico (e a me non è sembrata solo moda, ma una logica prosecuzione delle linee narrative del primo film).

    Sarà che i problemi che stiamo vivendo, non solo in Italia ma nel mondo, ti rendono ancor più partecipe a storie di questo tipo, ma poichè la Storia ha il brutto vizio di ripetersi, l'idea di una futura élite oppressiva, viziata (la scena della bevanda che induceva il vomito per mangiare a volontà è emblematica) e dall'altra parte un popolo oppresso senza agi di alcun genere sembra proprio un futuro più che probabile (anzi è già presente). "Elysium", da questo punto di vista, condivide lo stesso DNA di Hunger Games.

    Sono tematiche che al cinema vengono sempre più trattate, per quanto non siano innovative. Senza fare paragoni, così come Blade Runner non è un poliziesco nel futuro (per altro anche un po scontato) dove si critica l'inquinamento e l'ingegneria genetica - se fosse solo questo..- così Hunger Games non è giochi di morte e baci in una distopia americana.

    Credo che per poterselo godere non bisogna aspettarsi un film di fantascienza, ma una storia al di là di un genere specifico, che 'usa' gli strumenti classici della fantascienza ma è diretta a tutti (e non ad un élite) e che veicola bei messaggi tramite una storia semplice (mica tanto però) ma avvincente! E soprattutto non ha la classica "morale" o finalità pedagogiche ostentate.

    Ho finito :)

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    1. Scusa, Mario, se hai trovato "emblematico" il bere una bibita per vomitare, che dovrei aggiungere? E' un'azione così banale e insignificante che è quasi vergognoso l'utilizzo. Non solo è qualcosa che arriva dalla storia (vedi i francesi già lo facevano nel 1700 se non ricordo male), ma viene fatto ancor oggi... E poi, la minoranza annoiata che opprime la maggioranza inducendola alla fame è argomento trito e ritrito (questo induce al vomito... la Rivoluzione Francese ti ricorda nulla? =_=).
      Non c'è un'idea che sia una di originale, o almeno diversa da solito.
      Anzi, ti ricordo (forse non lo sai) che i giochi fatti in stile "Antica Roma" vengono già fatti nel film "La decima vittima" che si svolge proprio a Roma.
      Riconfermo l'assoluta e totale mancanza in HG di originalità.
      HG è un panino fatto in serie come un hamburger. Non lascia nulla e forse non voleva nemmeno dare qualcosa. Ma rimane il fatto che è imparagonabile con un Blade Runner (scusa ma non nominarmelo nemmeno perché s'offende anche solo il titolo).
      Mi citi Zardoz? Zardoz è del 1974 e ha alla base delle idee davvero uniche, e si sorvola su certi aspetti della pellicola in quanto "sperimentale".
      HG che scuse ha per non aver alla base una storia per lo meno coerente?
      Ti rendi conto che "quei nobili" non hanno in gestione nulla, ma che dovrebbe esserci un'imponente forza militare gestita (da non si sa chi) a tenere a bada i distretti, vero? Dove sono i "Generali"? E i Capi di Stato, i Ministri?
      Chi sta al Governo, gli sponsor? :D
      La Collins manca di sostanza, di basi politiche, e anche di narrativa di genere. Non è una distopia visto che si svolge nel futuro (le distopie si poggiano o sulla storia o in contemporanea).
      Tu dici che non è di fantascienza, su questo siamo d'accordo però :D
      Cmq, grazie per il tuo punto di vista. Eh, sì in questo caso siamo in netto contrasto, ma è anche giusto così. Ben vengano i confronti :)
      PS: Siamo ai livelli di una "ragazzina" che sta per uccidere un futuristico "Hitler", stiamo per assistere a questo nel terzo e ultimo film? E' ridicolo, non trovi?

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    2. Comunque se leggi bene quello che ho scritto ho specificato che Blade Runner è imparagonabile e che è fantascienza adulta. Tra i due c'è l'Iperspazio!

      L'esempio era solo per dire che non basta la presenza di elementi originali per dire che un film di questo tipo è fatto bene, e Blade Runner (imparagonabile da me per primo ok?) alla fine sommava tante cose non originali: il noir alla Raymond Chandler, Metropolis, i fumetti di Moebius e Bilal; il tutto era mescolato con una trama lontanamente ispirata al "Cacciatore di androidi" di Dick, ma l'insieme superava la somma delle parti. Quel film è UNICO.

      Hunger Games è un altra cosa, penso di essere stato chiaro. Lo considero una sorta di riuscito action-movie intelligente (ma rivolto a tutti e quindi non raffinatissimo). Non è Orwell, nè Bradbury (FIGURIAMOCI) ma una distopia a portata di ragazzi. E i ragazzi, come diceva Lewis, l'autore di Narnia, non sono necessariamente sciocchi.

      "La decima vittima" la vidi tempo fa, se non sbaglio era tratto da un romazo di Sheckley, e dopo di questo "L'uomo in fuga" e "La lunga marcia" di Stephen King", "Battle Royal".. posso citarteli tutti; questi non sono storie per ragazzi ma più adulte.
      Ripeto, non mi piace la scrittura della Collins ed il suo mondo non è descritto nei dettagli ma appena abbozzato, però dai film ho potuto vedere che questo non è fondamentale per la storia (e io adoro gli scenari "futuri"descritti nel dettaglio).

      Il mio giudizio è circoscritto ai film, e nell'insieme non mi sembrano male: tutto già visto ma non ti annoia (a te si ok :)). Quando ho citato Zardoz (e Boorman è un regista con due sfere così) intendevo il concetto alla base del film (élite viziata e corrotta con tecnologie quasi magiche contro selvaggi"esterni"), non il peso registico, sceneggiatura ecc.

      Non in una sola riga di quello che ho scritto prima ho detto che sia "originale". Capisco che il tuo giudizio oltre che da appassionata di fantascienza sia da "addetta ai lavori" visto che sei scrittrice (e sicuramente presto acquisterò i tuoi romanzi Cyberpunk!) e che quando dipingi scenari e personaggi lo fai con una grandissima cura per il dettaglio, e che quindi troverai lacune, dialoghi banali, personaggi bidimensionali ecc. nella scrittura ancora acerba della Collins, ma i film (sarà perchè mi piacciono la regia, costumi ecc.) , si lasciano guardare con piacere (sempre per il sottoscritto).

      Le ingenuità narrative le puoi trovare, e TANTE, anche nella saga di Harry Potter (che non si può paragonare a HG), ma che non sarà MAI Tolkien!

      Riguardo l'organizzazione di Panem, credo che i dettagli siano nei libri ma si intuisce, credo, che ci sia una gerarchia governativa di qualche tipo.

      Riguardo al termine "distopia" dici che non lo è perchè si svolge nel futuro, e allora 1984 (scritto nel '48), Fahrenheit 451, Gattaca, THX1138?.. Citando Wikipedia (che come fonte è un po' farlocca lo so ma..) "Per distopia (o antiutopia, pseudo-utopia, utopia negativa o cacotopia) s'intende una società indesiderabile sotto tutti i punti di vista. Il termine è stato coniato come opposto di utopia ed è soprattutto utilizzato in riferimento alla rappresentazione di una società fittizia (spesso ambientata in un futuro prossimo) nella quale le tendenze sociali sono portate a estremi apocalittici."

      Adoro il confronto di idee e perdona i miei interventi "fiume"... ;)





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    3. Hai ragione, scusa. Forse ho risposto in preda ai bollenti vortici della passione e non ho letto con la giusta lucidità il tuo parere. :P

      Io adoro i tuoi interventi a fiume :D E' il bello di un blog, questo: poter avere uno scambio di idee e opinioni. Peccato solo che sia sempre da dietro un pc :(

      Ora vado in risposta.
      Su Blade Runner, abbiamo chiarito. Come altri film e romanzi citati (tra cui Zardoz).

      Sulla questione dei ragazzi-sciocchi. Infatti, il punto è proprio questo. Io credo che gli YA non siano affatto sciocchi, ma in libreria c'è un'invasione di letteratura come se lo fossero.

      Harry Potter è per bambini, non per ragazzi (dichiarato dalla stessa autrice, e confermo che nel lontano 1997 l'ho trovato nel reparto dei 12enni ^__^)
      Solo recentemente hanno creato la fascia YA non ben identificabile... credo sia tra i 12enni e i 16enni. Se fosse così, HG ci può stare, ma già per i 16enni è troppo infantile, a mio avviso.
      Che poi uno lo legga solo come evasione, ci sta. Io avevo divorato Harry in una notte :D ma non mi sono mai sognata di andare in giro a dire che era "una rivoluzione del genere fantasy".

      Forse il problema di oggi è che tanti confondono i "libretti" del momento come HG lanciati per fare soldi e basta, con una importante CE alle spalle che fa dire che è un bestseller (con la conseguenza che la gente si fionda in libreria e lo compra così da avverare la "profezia" :D) con i veri bestseller che si sono guadagnati il podio per merito nel tempo e non per marketing.
      Non so se mi spiego.

      Chiarito questo, HG non è un brutto film (lo dico anche nella mia rece) ma ha dei buchi e io l'ho trovato parecchio noioso e pieno di clichè. Forse però, un ragazzo di 15anni che non ha "esperienza" nel settore può approcciarsi ai romanzi e ai film per poi entrare nella vera scifi. Alla fine, se può servire per portare nuovi lettori, ben venga.
      Ormai, cerco di vederla in positivo ^^

      Sulla distopia: hai ragione. Mi sono spiegata male. Volevo dire che ha delle basi politiche o sociali che poggiano nella realtà, ma in ogni caso è limitativo perché è pur sempre una visione dell'autore (di solito anche satirico).
      E comunque sono i romanzi/film che preferisco :)

      Per quel che riguarda i mie romanzi: io cerco, mi sforzo e studio per creare qualcosa che non sappia di già letto/visto. Non sono proprio una "scrittrice", sarebbe bello però. ^^ Leggo molto (oltre ai manuali) proprio per migliorarmi, e quando vedo scritti tipo HG portati al successo senza merito, ammetto che "mi rode" un po'... perché si capisce che sono finti successi e non se lo meritano.

      Che dire, io credo nell'utopia di un mondo che premia i meritevoli, ma vivo in una distopia in cui i raccomandati finiscono sul Times come "grandi scrittori".
      Peccato... non trovi? ^^

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  3. Sono d'accordo con te quando dici che spesso autori senza merito acquisicono fama e successo immeritatamente e che il mercato sia invaso da un tripudio di romanzetti di dubbia qualità (se penso che gli isulsi "50 sfumature di grigio, nero e rosso" erano all'origine una fan-fiction su Twilight mi vengono i brrrrividi!).

    La Collins è stata fortunata. MOLTO fortunata, siamo d'accordissimo! Te l'ho detto che mi è bastato leggere l'incipit che l'ho gettato via. Ed è vero anche che, il film come il libro, è per chi la fantascienza, di quella vera, non né ha mai letta né vista. E' un po il rapporto che esiste tra il film TROY e l'Iliade o tra Indiana Jones e la "vera" archeologia; attirano le masse, tramite l'intrattenimento, verso materie più importanti. ( Indy non si può paragonare a HG, non vorrei equivoci!) :p

    Hunger games non è fantascienza ma può attirare i ragazzi verso questo tipo di letteratura che ultimamente è un po bistrattata a causa dell'onda fantasy (genere che mi piace molto ma non quanto la sci-fy) che ha imperato in librerie, cinema e Tv dall'inizio del nuovo millennio (maghi, maghetti, streghe, elfi, troll, vampiri, licantropi.....BASTA, almeno per 50anni!). Cioè la novità ormai sono gli ZOMBIE!!

    Io quindici anni non ce li ho più da vent'anni e di fantascienza ne ho letta e vista (mai abbastanza), però ho visto questi film, quelli di HG, senza aspettarmi troppo; forse per questo non hanno avuto in me un impatto così negativo. Stephen King lo ha apprezzato, ma non gli ha perdonato la presenza di alcuni elementi narrativi troppo adolescenziali.

    In ogni caso il mio giudizio definitivo lo darò quando avrò visto l'ultimo film.
    Sai che quando guardo la serie di Guerre Stellari, a cui sono legati tanti bei ricordi, e penso a quante idee Lucas ha saccheggiato dalla fantascienza scritta, da "John Carter"passando per la"trilogia delle Fondazioni" , "Dune" e i film di Kurosawa e a come lui li abbia privati del loro valore intellettuale originario mi vengono dei gran mal di testa.. :D :D

    Da quel momento, mi secca dirlo, ma fantascienza al cinema deve essere solo ZAAP! BOOM, FFFHHH! AHAHRRGH!... Jar Jar...

    Anche quella all'epoca fu una bella ingiustizia per tutti quegli autori, i "maestri"di sf, che videro su grande schermo le loro idee prese senza permesso e per giunta portate a livello comico-avventuroso.. (spassoso per tutti ma non per loro) cose che poi lo stesso Cameron farà con Avatar. A proposito, la tua recensione su Avatar... uno spasso! Ahah!

    Mi auguro che tu possa avere il successo che meriti con i tuoi libri, e da quel che vedo dalle classifiche su Amazon sei sulla buona strada! In bocca al lupo!
    Autrici di fantascienza ce ne sono poche purtroppo (Connie Willis, Ursula K. Le Guin per es.), italiane poi.. credo tu sia l'unica (nella storia). Tanto di cappello! :)

    P.s. Anche per me le distopie sono quelle che preferisco! E si, viviamo tutti nella stessa distopia.. L'Italia in questo momento è la distopia per eccellenza.. o forse lo è sempre stata!




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