27 luglio 2013

[recensione] Wolverine - L'immortale

[recensione] Wolverine - L'immortale 


Uscito nelle sale un paio di giorni fa, mi sono subito precipitata per vederlo ieri sera.
Wolverine - L'immortale (The Wolverine) è diretto da James Mangold e ovviamente interpretato sempre da Hugh Jackman

L'inizio è cupo e solitario, il nostro amico è tormentato dai ricordi su Jean (il film si aggancia all'ultimo X-Men senza però riprenderne le fila). La prima parte mostra da subito che il film parlerà solo del conflitto interno tra Logan e Wolverine. Infatti, quando uno (resto vaga così da non fare spoiler) gli chiederà il nome, lui risponderà: "Logan!". Un po' come se ripudiasse "Wolverine". E di fatti, tutto il film poggia su questo conflitto che da interiore diventa fisico, ma qui mi fermo.

NOTA: Strano caso, ma è molto simile a Iron Man 3. Temo che sia necessaria una terapia di gruppo dallo psicologo.
E poi quello con i "problemi" ero solo io, eh? :D
Si svolge in Giappone, che personalmente amo, e i co-protagonisti sono Giapponesi. E' quasi un Wolverine con le bacchette più che con gli artigli. :D

18 luglio 2013

[film] The bay - La baia

[film] The bay - La baia

!avviso di spoiler!

The bay (2012) è un horror, non è fantascienza. Purtroppo, è un horror vero non nel senso che è una storia vera, ma potrebbe accadere. 
Diretto da Barry Levinson, il film si apre con un giorno di festa (per essere esatti dal 3 al 4 luglio - Il Giorno dell'Indipendenza) per poi evolversi in un giorno di disperazione e morte. 

Nella cittadina di Claridge, nel Maryland, i cittadini divengono vittime della loro stessa baia dispensatrice di un parassita (il Cymothoa exigua) che, dopo una serie di "mutazioni" spiegate nel film, arriva a contagiare le persone. 

15 luglio 2013

[recensione] Labirinto di morte di Dick

Recensione
!Avviso di spoiler!
FANUCCI EDITORE
Cos'è reale e cosa non lo è?
In Labirinto di Morte di Philip K. Dick, il precursore del cyberpunk, il lettore viene portato a porsi questa domanda fino alla fine quando, anche dopo aver palesato la realtà, bastano poche righe per domandarsela ancora.

A maze of death, il titolo originale, è del 1968, ma pubblicato nel 1970 quando ancora nessuno parlava di realtà virtuale e di menti connesse a matrici. Nessuno, tranne Dick!
Un autentico genio visionario che ha creato opere uniche e innovative.
Lui creò la "fusione poliencefalica" ovvero una sorta di "connessione consensuale" a un mainframe molto sofisticato. Matrix vi dice nulla? Be', Dick già ne aveva tracciato le basi in questo suo romanzo ingiustamente (o forse volutamente, se vogliamo propendere per tesi alternative) tenuto nel sottobosco mediatico. Poco pubblicizzato e quasi ignorato.
Proprio per questo, ho deciso di inaugurare la Sezione Dick con Labirinto di morte, per rendergli giustizia.

E' mia intenzione recensire tutte le opere di Dick, nel tempo ovviamente.
Molti li ho già letti,  ma sono trascorsi diversi anni e li rileggerò per meglio cogliere quello che al tempo mi era sfuggito, un po' per mancanza di cultura in merito, un po' perché "leggevo senza spirito critico". Spirito positivo per cogliere messaggi e dettagli, non demolitivo in caccia di errori (preciso).

Quindi, intervallando con i consueti articoli di libri-cinema-serie, ogni tanto pubblicherò "un Dick" :)
Sperando sia di vostro gradimento, eccovi nel Labirinto di morte, una delle sue più cupe e claustrofobiche visioni. 
Una foto di Philip Dick col micio ^_^

12 luglio 2013

[recensione] Pacific Rim

[recensione] Pacific Rim


Pacific Rim è TITANICO!
Ecco in una parola cosa penso dell'ultima fatica di Guillermo del Toro

La sua passione per gli anime si vede in ogni inquadratura. I Jaeger sono enormi; robot di 90 metri che sembra fatichino a entrare completamente nello schermo. Mastodontici e magnifici, esprimono in ogni momento la potenza di un solo pugno che distrugge i grattacieli nel tentativo disperato dell'umanità, sotto assedio dai Kaijū (怪獣) ( i mostri "strani" di cui Godzilla -Gojira- è il capostipite) di restare in vita.

Godzilla vs. Gamera ^__^
(immagine presa qui)
I Kaijū hanno creato un portale interdimensionale sul fondo del Pacifico, da qui il nome del film, e come vuole la tradizione nipponica arrivano per distruggere e uccidere. Nel film c'è una spiegazione interessante, l'ho trovata gradevole, ma non ve la riporto così vi lascio la sorpresa.

11 luglio 2013

[libro+film] Krabat e il mulino dei dodici corvi

[libro+film] Krabat e il mulino dei dodici corvi


INCIPIT (esteso al primo capitolo)
Il Primo Anno
Il mulino nella palude di Kosel
Avvenne tra Capodanno e il giorno dell'Epifania. Krabat, un ragazzo allora quattordicenne, si era unito a due altri giovani mendicanti sorabi, e sebbene Sua Grazia Serenissima, il principe elettore di Sassonia, avesse vietato – pena gravi ammende – il mendicare e l'andar vagabondi in Codeste Contrade (ma per fortuna i giudici e i funzionari addetti all'uopo non lo prendevano troppo sul serio), si misero a girare come tre Re Magi di villaggio in villaggio nella regione di Hoyerswerda: come corone regali avevano corone di paglia sui berretti; e uno di loro, il piccolo e gaio Lobosch di Maukendorf, faceva il re moro, e ogni mattina si tingeva di nero con la fuliggine. Procedeva fiero davanti agli altri portando la stella di Betlemme che Krabat aveva inchiodato a un bastone.

Quando giungevano a una corte, mettevano Lobosch nel mezzo e cantavano: «Osanna al figlio di Davide!» o meglio: Krabat si limitava a muovere le labbra in silenzio, perché era giusto nel momento in cui si cambia voce. In compenso gli altri due Re Magi cantavano più forte, dimodoché l'equilibrio era ristabilito.
Molti contadini avevano macellato un maiale per Capodanno, e i re dell'Oriente ricevevano ricchi omaggi in salsicce e lardo. Altrove ricevevano mele, noci e prugne secche, talvolta panini al miele e focaccine allo strutto, pasticcini all'anice e stelline alla cannella. 
«L'anno comincia bene!» osservò Lobosch la sera del terzo giorno. «Così dovrebbe continuare fino a San Silvestro!» Le altre due maestà annuirono compassate e sospirarono. «Per quel che ci riguarda… magari!»
Trascorsero le notti seguenti a Petershain, nel fienile della bottega del fabbro; là avvenne che Krabat facesse per la prima volta quello strano sogno.
Undici corvi erano accovacciati su una stanga e lo guardavano. Krabat vide che al termine del lato sinistro c'era un posto libero sulla stanga. 
Poi udì una voce. La voce suonava roca, sembrava venire da lontano, dagli spazi, e lo chiamava per nome. Egli non osava rispondere. 
«Krabat!» risuonò per la seconda volta, e una terza volta: «Krabat!» Quindi la voce disse: «Vieni al mulino di Schwarzkollm, non te ne verrà danno!» Al che i corvi si rizzarono sulla stanga e gracchiarono: «Obbedisci alla voce del maestro, obbediscile!»


7 luglio 2013

[film] Man of Steel - After earth - WWZ

[film] Man of Steel - After earth - WWZ

Se sopravvivo a questo periodo di intenso lavoro, riprenderò i film di questo post e dedicherò loro il tempo che meritano, ma passano i giorni e tra un po' andranno pure via dalle sale, così intanto ho pensato di dirvi la mia opinione pura e semplice senza recensirli o analizzarli a fondo come mio solito.
Spero vi siano di aiuto qualora foste in dubbio.

MAN OF STEEL - L'UOMO D'ACCIAIO

Mi è piaciuto, molto anche.
E' un Superman insolito, duro da digerire per i veri fan, me ne rendo conto. Non so se sia giusto o sbagliato rivedere a tal punto un personaggio così ben radicato nei cuori e nelle menti del pubblico, ma rimane il fatto che "questo Superman" ha poco o nulla da spartire con il "vero Superman". 
Clark è un po' ribelle, leggermente rude e l'immagine che ho scelto è proprio per sottolineare quanto sia marcata la sua ricerca di adattamento fisico e psicologico sul nostro pianeta. Infatti, non c'è più "il fattore kryptonite" qui si parla di genetica e di riscrittura. 
Quindi o piace, o non piace. Temo che l'effetto sia drastico.
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