20 novembre 2014

[#ebook] Literary #Abduction di S. Baldin (segnalazione novità #fantascienza)

Segnalazione
[ebook] Literary Abduction di S. Baldin

cover "Literary Abduction"
Ecco il mio nuovo romanzo breve dal titolo "Literary abduction", sono circa 110 pagine.
Prima di accennarvi qualcosa, vi riporto la trama.

Carlo e Renzo sono due universitari che hanno trasformato la loro passione per la fantascienza e per Star Trek in un sito web che vende gadget. Per promuoverlo hanno affittato uno spazio alla fiera di Lucca "Comics and Games". È sabato, il giorno di Halloween, e la fiera è stracolma. Arrivare a sera sembra un'impresa, ma la vera sfida per Renzo sarà sopravvivere ai racconti dell'amico, che non perderà occasione tra la cena e il Live di Vampiri di prendere il suo ebook reader per leggerglieli. A metà strada tra un’antologia e una storia nella storia, Literary Abduction vi farà rivivere le magiche atmosfere della fiera toscana con un finale a sorpresa. 
È emozionante scrivere fantascienza, è eccitante leggere e vedere i film, ma viverla lo sarà altrettanto?

Lucca, durante la Fiera Comics and Games
Come avrete intuito dalla trama, la storia prende il via in Lucca, durante l'evento più famoso nel nostro settore di appassionati. Per chi non lo sapesse, io ho fatto così tante fiere da operatrice del settore che descrivere il retro scena di Carlo e Renzo è stato uno spasso.


Inizialmente pensavo di fare un romanzo internazionale e descrivere la GenCon di San Diego, che conosco e che ho visitato più volte, ma ho optato per la nostra lucchese perché è quella a cui sono più affezionata. Loro sono parte di me, del mio passato e quello che dicono e che vedono è più o meno quello che ho vissuto io. (Escludendo però la scena del bagno pubblico... :D )
Sono due nerd senza possibilità d'appello, avvisati. 
I personaggi più vicini che posso citare sono quelli di Sheldon e amici della serie tv "The big bang theory". 
The big bang theory
All'interno ci sono 4 racconti:
-New Life (Racconto pillola di fantascienza)
-Dottor Jack (Racconto breve steampunk horror)
-La nuova speranza (Racconto lungo post apocalittico)
-Bunny (Racconto lungo steampunk)

Nelle note finali riporto dove e come li avevo in precedenza pubblicati. È stato rivisto in modo impegnativo "Bunny", poco "La nuova speranza" e quasi nulla "Dottor Jack" perché è uno degli ultimi che ho scritto. "New Life", invece, è stato pubblicato nella sua versione integrale.

Il tutto vuole solo intrattenervi e farvi svagare un po'. 
Un pomeriggio di pioggia o una serata bloccati in casa potrebbero essere un buon momento, poi fate voi. 

Ora vi riporto degli estratti dal romanzo e dai racconti, visto che cambia il tenore e il genere. 
Partiamo con la premessa che spero troviate divertente.
Fiera di Lucca, ultima frontiera.
Eccovi i viaggi straordinari di due amici, Carlo e Renzo, iniziati durante la loro prima fiera.
Diretti verso il raggiungimento del profitto, saranno rapiti dalla loro fin troppo fertile fantasia fino a arrivare là dove nessun fan è mai giunto prima!

Estratto dal capitolo 1, Evento straordinario in fiera a Lucca (POV di Renzo):
Renzo alza lo sguardo e digrigna i denti.
Luca gli sorride come un vero Klingon mostrando più un ghigno provocatorio che altro. Abbassa la testa per uscire e le treccine gli solleticano gli spallacci di gommapiuma che riproducono un’uniforme da guerriero davvero ben fatta. «È tutto tuo, Ferenghi» lo sfotte. Gli occhi chiari, mezzi nascosti dalle sopracciglia finte unite alla cresta pronunciata, palesano quanto trovi comica la situazione. «Il clima è ottimale come su un pianeta di classe N.»
«Mo’ vattene, va!» lo scansa Renzo con accento parmense, che esce pronunciato nei momenti intensi. Fa un respiro a pieni polmoni e, trattenendo il fiato, entra rapido nella cabina. Gira la serratura con foga senza guardare.
Estratto dal capitolo 1, Evento straordinario in fiera a Lucca (POV di Carlo):
«Ma dove caspita è finito Renzo?» si domanda Carlo sistemando meglio l’orecchino da Bajoriano, controlla la parte attaccata al padiglione auricolare, accarezza la catenella e cerca conferma nella chiusura al lobo. Una riproduzione fedele di quello che indossa Akorem Laan nell’episodio diciassette della quarta serie di Deep Space Nine, mica uno qualunque.
Rimasto solo in stand da oltre mezz’ora, inizia a essere nervoso per il ritardo dell’amico oltre che preoccupato per la grande quantità di merce esposta. Il tavolo davanti a lui è lungo solo tre metri e per questo è stracolmo. L’ultimo ordine fatto con tutti i gadget di Star Trek è fenomenale e pieno di chicche succulente come il “Voice Interface Module”, un’interfaccia per ambiente che controlla le luci e alcuni elettrodomestici come nell’alloggio di un’astronave. Non volendo rinunciare a nulla nell’esposizione, ha occupato ogni angolo, perfino le pareti, dove ha incastrato delle rastrelliere con i blister.
Fa fatica a tenere tutto sott’occhio, soprattutto ora che s’è formata un’interessante folla di curiosi. 
Worf  (Star Trek - Deep Space Nine)
Estratto dal racconto New Life (essendo brevissimo, non riporto la trama, ma solo le prime righe):
Il cellulare vibra sul tavolino e io sussulto per lo spavento. 
Sono sdraiata sul divano. La televisione è accesa, un vecchio film in bianco e nero dona alla sala riflessi lunari. Afferro il telefono con la sinistra mentre con l’altra mano mi strofino gli occhi tentando di svegliarmi.
«Pronto?» dico, ma un fischio breve e acuto quasi m’assorda.
«Pronto!» Una voce simile alla mia si sovrappone con una fastidiosissima eco. 
«Chi parla?» chiedo.
«Chi sei?» domanda la voce.
Sospiro e alzo un sopracciglio. Non ho voglia di arrabbiarmi, faccio finta di nulla.
«Allora?» incalza.
«A dire il vero, ha chiamato lei. Comun-»
«No! Lei ha chiamato me» m’interrompe. 
Mi siedo e faccio un profondo respiro. 
«Senta, io sono la dottoressa Francesca Lauri. Se posso aiutarla-»
«Mi prende in giro?» interrompe ancora. «Io sono la dottoressa Lauri.»
Per New Life riporto un'immagine di BIO in quanto c'è un collegamento che spiego comunque nelle note finali.
 Estratto dal racconto "Dottor Jack", steampunk horror:
Il dottor Jack attendeva in piedi che la sventurata partorisse. Nascosto dietro l’angolo di Black Hole Street, osservava l’ennesimo degrado della Londra sofferente che la gente preferiva ignorare. Fumatori d’oppio morenti, sciacalli in cerca di portafogli facili, portatori di sifilide e una miriade di topi non erano una piacevole compagnia, ma per una prostituta attempata che doveva sbarazzarsi di un problema era l’ambiente ideale.
Accucciata nella penombra, la donna s’aggrappava al tubo di scolo del palazzo. Anche se mordeva un pezzo di legno, non riusciva a soffocare del tutto le doglie del parto. Lamenti strozzati s’alternavano agli ansimi sofferenti. 
Jack si sfregò le mani alitandoci sopra;  era la notte d’ottobre più fredda che ricordasse. 
Il personaggio di Jack, il saltatore arriva dal folklore vittoriano. Ho fatto molte ricerche per questo racconto e ho inserito dei dettagli e dei nomi come negli articoli di giornale dell'epoca.
 Estratto dal racconto lungo "La nuova speranza", post-apocalittico:
Lungo la strada ammorbata dalla cenere, la ragazza si arrestò. Il vento trasportava un odore pungente, insolito. Non naturale. Del fumo ombroso oscurava l’orizzonte.
Meno di un chilometro, pensò togliendosi dalla strada. 
Andò a ripararsi tra gli alberi scheletrici che la orlavano. Pose a terra lo zaino gonfio e sporco. Si accucciò pronta a scattare come una bestia che attende il passaggio della preda. Si levò il cappuccio, il mantello l’avvolgeva fino a terra. La testa era fasciata da bende chiazzate di sangue. Occhiali circolari, fermati da una cinghia di cuoio, le proteggevano la vista. 
Le dita callose spostarono la benda di cotone consunta che le copriva mezzo volto. Labbra grinzose si aprirono febbrilmente al tocco della borraccia. Solo un sorso, lento e sofferto.  Morse decisa un pezzo della striscia di carne salata, l’ultima del pacchetto; il sapore era sempre quello amaro dell’incertezza.
Prese dalla tasca interna del giubbotto un libro protetto da una plastica trasparente. La copertina era macchiata. Il volto che raffigurava, talmente graffiato da rendere impossibile un ipotetico riconoscimento. Le pagine lungo il dorso sembravano linee curve tracciate da un ubriaco e gli angoli parevano dei ribelli che la plastica a stento domava.
«La nuova speranza» sussurrò leggendo il titolo, purtroppo l’autore non c’era. «Devo trovare l’autore, lui saprà la verità» bisbigliò ondeggiandosi col busto. «Lui aggiusterà tutto.»
L'immagine è dal film "Book of Eli"solo che nel mio racconto ci sono ibridi umani in grado di comunicare con gli elementi del pianeta e una donna chiamata "Figlia dell'Arca" molto particolare.
Estratto dal racconto lungo "Bunny", steampunk:
Per un mercenario come Bunny, portare a termine una missione non è mai facile. Soprattutto l’ultima, anche se è bastato sollevare una levetta e lasciare che il carico a bordo prendesse il volo. Peccato che il carico fosse del contrabbandiere più importante di Olstya, il Barone, e dargli la notizia sarebbe stato peggio di uno scontro a fuoco.

Un’opportunità che puzza di trappola
«Non dovevi farlo!»
Bunny non è la prima volta che vede nelle orbite rotonde del Barone la minaccia di una morte poco compassionevole,  preceduta da una pubblica gogna e da una lunghissima prigionia di torture.
Vorrebbe replicare, ma teme di peggiorare la situazione. Per questo, attende in silenzio.
«Ho una reputazione da difendere. Che cosa accadrebbe se ti lasciassi vivere?» Il Barone striscia un cerino sul bordo del tavolo di legno e lo porta vicino al sigaro d’importazione Nibiana. Le labbra sottili s’intravedono appena tra i baffi giallastri adombrati dal lungo naso adunco. Fa due decise tirate e il tabacco diviene brace verde. «Tutta Olstya dirà che mi sono rammollito.» Sbuffa il fumo nella sua direzione, dall’altra parte del tavolo.
Per un attimo, Bunny trattiene il respiro. Scuote il capo leggermente mentre i suoi pensieri sono assorbiti da un’unica domanda: come ne esco, questa volta?
«Sono tornato proprio per trovare una soluzione. Se mi uccidi, avrai perso il carico e il tuo miglior mercenario» azzarda una scappatoia.
«Ti preferivo come cacciatore di taglie» precisa il Barone ravvivando il suo recente passato fatto di morte dietro compenso.
Bunny abbassa lo sguardo mentre la ventola gira creando un cigolio che si alterna al ticchettio del grande orologio a pendolo.
Non ha tutti i torti, ma non è colpa sua se dopo l’innesto genetico con un fottuto coniglio deve attendere che il suo corpo si stabilizzi.
«Siamo in due» borbotta grattandosi le guance colme di peli ispidi e passa le mani frenetiche sulla chioma ormai inestricabile.
Conciato così, certo non può più fare l’infiltrato nell’alta società britannica e gli ibridi hanno delle limitazioni. Il solo entrare in Londra è difficoltoso.
«Senti Bunnister» dice il Barone chiamandolo col vero nome, si schiarisce la voce e fa una pausa. «Forse c’è una soluzione» accenna, ma è interrotto dall’arrivo della posta pneumatica nel tubo alle sue spalle. Mentre si gira per controllarla, Bunny osserva fuori dall’unica finestra ovale della stanza; purtroppo, le ciminiere hanno ripreso a bruciare combustibile e ora l’aria s’è intasata di un acre tanfo che s’attacca in gola.
Bastardi!
In aggiunta al caldo torrido di Olstya, Bunny calcola di avere solo un paio d’ore prima della nuova dose per assestare il suo equilibrio bio-chimico che qui è messo a dura prova.
Inizia a tamburellare la gamba sperando che la nuova proposta del Barone sia accettabile. 
L'immagine è della serie "Firefly" e ve la riporto perché l'atmosfera è simile :)
Ecco fatto.
Spero di avervi messo tutto il necessario per stuzzicare la vostra fantasia.
Un abbraccio a tutti e se lo leggete poi fatemi sapere.
Grazie!

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