21 dicembre 2016

[recensione libro + film] La meccanica del cuore, di Mathias Malzieu; una storia rock con l'ukulele



Nella notte più fredda del mondo possono verificarsi strani fenomeni. 
È il 1874 e in una vecchia casa in cima alla collina più alta di Edimburgo il piccolo Jack nasce con il cuore completamente ghiacciato. La bizzarra levatrice Madeleine, dai più considerata una strega, salverà il neonato applicando al suo cuore difettoso un orologio a cucù. La protesi è tanto ingegnosa quanto fragile e i sentimenti estremi potrebbero risultare fatali. 
L’amore, innanzitutto. Ma non si può vivere al riparo dalle emozioni e, il giorno del decimo compleanno di Jack, la voce ammaliante di una piccola cantante andalusa fa vibrare il suo cuore come non mai. L’impavido eroe, ormai innamorato, è disposto a tutto per lei. Non lo spaventa la fuga né la violenza, nemmeno un viaggio attraverso mezza Europa fino a Granada alla ricerca dell’incantevole creatura, in compagnia dell’estroso illusionista Georges Méliès. 
E finalmente, due figure delicate, fuori degli schemi, si incontrano di nuovo e si amano. 
L’amore è dolce scoperta, ma anche tormento e dolore, e Jack lo sperimenterà ben presto. 
Intriso di atmosfere che ricordano il miglior cinema di Tim Burton, ritmato da avventure di sapore cavalleresco, La meccanica del cuore è al tempo stesso una coinvolgente favola e un romanzo di formazione, in cui l’autore, con scrittura lieve ed evocativa, punteggiata di ironia, traccia un’indimenticabile metafora sul sentimento amoroso, ineluttabile nella sua misteriosa complessità.




RECENSIONE: Trovato in Audible, non solo l'ho ascoltato, ma anche letto. E visto.
Infatti di questo romanzo francese del 2007, pubblicato da Feltrinelli nel 2012, ne hanno fatto una piacevole animazione molto simile allo stile di Tim Burton, come riporta la trama.

Due nozioni tecniche sullo stile: il romanzo è scritto col POV di Jack, ben saldo al bambino/ragazzo. Scritto al tempo al presente, permette una lettura veloce e senza intoppi, ma ci sono così tante frasi evocative e metafore che forse un passato remoto suonava più consono. 

Uno dei pochi disagi che ho avvertito leggendo questo romanzo, è stato proprio l'esagerato uso di metafore e paragoni e frasi merlettate. 
"Mi sento come un pollo alla griglia che hanno dimenticato di ammazzare."
"Le rughe alla Charles Bronson." (dopo, su questa ci torno)

20 dicembre 2016

[trailer anteprima] War for the Planet of the Apes, in arrivo!


Ho i brividi!
Ho visto il nuovo trailer per "War for the planet of the Apes" e non vedo l'ora che arrivi luglio 2017, mese previsto per il mercato italiano.

Se mi seguite, saprete che ho un amore viscerale per la Saga delle Scimmie 😁
Ho recensito il romanzo di Boulle, la saga originale di 5 film e i successivi nuovi. Se vi interessa, trovate il link al primo di 3 articoli che approfondiscono e comparano le differenze di questa incredibile produzione QUI!

18 dicembre 2016

[ StarWars ] RogueOne - A Star Wars Story - Anthology (no spoiler!)


Ci siamo! Star Wars è tornato.
Rogue One - A Star Wars Story - è fantastico!
Dopo la personale delusione del precedente Star Wars - Il risveglio della forza - sono rimasta invece molto soddisfatta di Rouge One, lo spin-off che però è di diritto anche il 3.5 della saga, secondo me. 

Non volendo fare spiacevoli spoiler a chi ancora non l'ha visto e sta cercando solo delle informazioni per sapere se ne vale la pena, posso dirvi che sì, ne vale la pena! 😊



17 dicembre 2016

[serie tv] Westworld - La serie HBO (in)umana dell'anno


Westworld, dove tutto è concesso; e vorrei anche vedere, con i costi che affrontano gli ospiti. 😀
Finalmente, la serie tv targata HBO (per noi italiani Sky Atlantic) ideata da Nolan e Joy, c'è!
Dopo anni di fermi, messe in pausa, forse ci siamo e si riparte, abbiamo dei problemi, un attore è impegnato... sostituiamolo... eccoci nuovamente... tanto che ormai avevo perso le speranze, Westworld è arrivato.
E finito!
Ho atteso i primi 10 episodi, ovvero la prima serie per trarne un'opinione per via della struttura della trama densa e complessa. Non è una serie che si può giudicare senza completarla, almeno secondo me.
Regia, soggetto e sceneggiatura di Michael Crichton

Prima di questo, però, sono doverose delle precisazioni:
- JJ "tanto caro alla Disney" Abrams, non è il regista, nè il produttore, ma è uno dei produttori esecutivi. Non ho capito quindi perché tutti andassero in giro a dire "la serie di JJ" (che di fatto ha perso il cognome e ora è solo "JJ" come fosse il vicino di casa) anziché dire la serie di Nolan e Joy. Oppure, se di regista vogliamo parlare, allora citiamo e ringraziamo Michael Crichton

- Non è il remake o il reboot o che dir si voglia del film degli anni '70 "Westworld - Il mondo dei robot" con il mitico Yul Brynner, ma si basa e prende lo spunto dalla sceneggiatura che, non a caso, è di Michael Crichton stesso. Non solo, Crichton ha visto un film e una miniserie a seguito della sua opera (Futureworld - 2000 anni nel futuro e Beyond Westworld), motivo per cui per la nuova "creatura" di materiale ve n'era in abbondanza.

- Nulla di nuovo allo stato di fatto: che un robot acquisisca una coscienza o simile la fantascienza è colma e ricolma. Ma piace, vende e quindi ecco che infarcendo il nuovo "Westworld" di sesso, nudi, linguaggio colorito, effetti speciali gradevoli, magnifici panorami e comunque un ottimo cast è riproposto un tema ritrito, ma efficace. 

- Ultima precisazione e nota di demerito (ahi, ahi) per HBO per lo streaming. Hanno ben pensato di mandare gli episodi in onda anche in streaming sul canale HBO senza tener conto che, giusto per chiarire, in Italia hanno l'esclusiva quelli di Sky, che è a pagamento. Eh!
Quindi, ditemi voi, perché dovrei abbonarmi a un canale in streaming (primo mese gratis) se già pago Sky? La risposta esiste solo nel centro del labirinto che tanto s'affanna a cercare l'uomo col cappello nero. Il fatto è che questo slittamento ha creato dei disagi non indifferenti a chi come me detesta gli spoiler. I social ufficiali hanno mandato tweet con gif a non finire, tanto che ho dovuto non seguire più nulla per non incappare in fastidiose anteprime. 

Lodevole il doppiaggio di Sky e apprezzo anche sempre che diano l'episodio in originale in contemporanea. Purtroppo, non vale lo stesso con lo streaming e soprattutto c'è un blocco sul sito ufficiale di Westworld!
Ora vi mostro le due schermate in questione partendo da twitter @WestworldHBO che pone il link: 
www.discoverwestworld.com


Quello che vediamo noi, dall'Italia, e quello che vedono in USA andando su www.discoverwestworld.com sito ufficiale del programma NON è lo stesso. Anzi, non c'è proprio il sito qui da noi, bloccato non si sa da chi.

[ anime - manga ] Candy Candy キャンディ・キャンディ Kyandi Kyandi (1 di 2)

Candy Candy: ovvero la prima telenovela per bambine che ha conquistato più generazioni.
Il shojo è stato disegnato da Yumiko Igarashi e pubblicato nel 1975, ma è tratto dall'omonimo romanzo scritto da Kyoko Mizuki.
Nel romanzo lei si chiamava Candice White e in realtà erano 3 volumi.
Poi, la Igarashi ha fatto un fumetto e la Toei ne ha tratto una serie. Questo in sintesi per amor della genesi.

NOTA: Keiko Kida (pseudonimo dell'autrice, almeno così ho capito) ha  pubblicato nel 2011 due volumi nuovi dal titolo CANDY CANDY: THE FINAL STORY. Ebbene, nel primo riassume la vicenda che già conosciamo (ma con dei cambiamenti, pare), ma nel secondo riprende la nostra eroina trentenne con un finale inedito... LI VOGLIO!
Perché non li traducono :((
Immagine presa QUI!
Tornando a noi.
L'incredibile storia della bimbetta bionda con i codini, che balzavano in aria quando si emozionava o spaventava, è stata un evento importante che ha sconvolto il mondo nella seconda metà degli anni '70.
Da noi, è stata trasmessa la prima volta nel 1980.
Io avevo 5 anni... e la guardavo! E con mia madre! E con mio nonno :D
Da non credere, vero?
Solo mio padre ha un po' retto il "virus buono" di Candy, ma per poco. Buttava lo sguardo pure lui e ogni tanto chiedeva a che punto stesse la storia, se era riuscita a scappare dai messicani che l'avevano rapita ...
Pazzesco!
Candy ha avuto poi numerose repliche in diversi orari fino all'ultima del 1989 dove Mediaset ha cambiato titolo e sigla con "Dolce Candy".
E' o no bellissima questa gif? :)
Purtroppo non ho trovato la fonte, io l'ho presa QUI!
Per la STORIA vi rimando alla pagina su wikipedia anche se la mia "analisi" richiamerà alcune parti. C'è anche una pagina dedicata ai numerosi personaggi.
Io vorrei più che altro mostrare ai più giovani (e far trascorrere un momento nostalgico ai più grandi) quel che è scoppiato con Candy. 
E' difficile pensare che un solo manga/anime possa travolgere così più generazioni, eppure è successo.
Oggi, l'unico paragone che mi sovviene è HELLO KITTY. Però, la micetta fa tanti gadget, ma non ha alle spalle l'amore che si trascinava dietro Candy. 
Mi spiego meglio.
HelloKitty vende perché va di moda.
CANDY VENDEVA PERCHE' LA SI AMAVA!
C'è un'enorme differenza.
E questo amore non si è spento ed è vivo anche oggi. Se fate il giro del web è pieno di siti e blog che ne parlano. Durante il mio articolo vi riporto "chicche" succulente, tranquilli. Vi invito a seguire i link perché ne vale davvero la pena. 
Splendida immagine creata da daikikun75
Presa QUI!

16 dicembre 2016

[audiobook] Audible di Amazon e Alien: il ritorno della lettura a voce alta


Non so se lo sapete, ma Amazon ha ridato vita all'audiolibro che da noi era poco attivo, per non dire quasi morto visto che (tranne pochi casi) era un settore spento.
I motivi, credo, potrebbero essere riconducibili agli elevati costi di produzione e alla mancanza di pubblico. Si salvava solo la radio con le produzioni RAI, e compariva ogni tanto qualche lettura dalla voce purtroppo metallica. Quindi, sinceramente, sono contenta. 

Io adoro i libri letti a voce alta e a oggi era un qualche cosa che esisteva solo all'estero e in lingua inglese, perlopiù. È stata per me una graditissima scoperta, tanto che mi sto godendo a pieno il mese gratuito con la già chiara certezza che non lo mollo più e farò l'abbonamento finita la scadenza.

Romanzi a parte, letti da vere voci che enfatizzano e ti lasciano sognare a occhi aperti, c'è anche una produzione originale di Audible che secondo me è fantastica: Alien, oltre l'oscurità.

7 dicembre 2016

[ anime - manga] Berserk (ベルセルク Beruseruku): il manga senza fine...


Ragazzi, non so voi, ma io temo che non vedrò la fine di Berserk (ベルセルク Beruseruku)!
Il manga che più di tutti mi ha attratta nel lontano 1996 alla Yamato di Milano, dove mi recavo puntuale il sabato pomeriggio in mezzo alla ressa, è finalmente uscito dopo 3 anni di attesa. 😷

Dal novembre del 2013, siamo passati al novembre 2016.
Dal 74 siamo passati al 75, ho i brividi

Cioè, quando ho comprato il numero 1 andavo a scuola, accidenti!
Vi rendete conto di cosa voglia dire per me entrare ancora alla Yamato sempre per Berserk con i "ragazzini" che ti guardano domandandosi "ma questa che ci fa qui...???" 

[ anime - manga ] Il grande sogno di Maya (ガラスの仮面 Garasu no kamen - La maschera di vetro)

Noi ex bambine la conosciamo benissimo Maya, vero?
Chi non ha provato almeno una volta a fare la bambola? Io con la mia amichetta delle elementari, all'epoca, ci siamo divertite un mondo grazie a Maya e le sue poco ortodosse esperienze teatrali. ^^

Maya voleva fare l'attrice e,
grazie alla sua passione, io ho conosciuto
numerose opere importanti e meravigliose.
Il grande sogno di Maya è un manga storico, anche perchè è ancora in corso O__O
Suzue Miuchi, l'autrice "mangaka" chiamata scherzosamente "la tartaruga", lo ha iniziato nel 1976 e non lo ha ancora finito! Mannaggia!
Nel 1984 è stato tratto un anime di 23 puntate che mi ha fatto conoscere le meraviglie del teatro. Poi alcuni OAV (3 per essere precisi) nel 1998 lo hanno ripreso e aggiornato di una veste grafica moderna, ma è nel 2005 che vediamo un anime di ben 51 episodi che riprende fin dall'inizio le vicende di Maya e le ripercorre in modo più fedele (anche se non preciso).
Quest'ultima serie da noi è ancora inedita. Peccato! :(

Questo mio primo articolo illustra in parte alcune differenze tra il manga e gli anime, e tra gli anime stessi. Sia nella storia che nella grafica.
E' solo l'inizio. Maya meriterebbe molto di più. Infatti, provvederò presto^^
Maya negli OAV
Maya nella nuova versione del 2005
E' splendida!
Le differenze ci sono.
Non molte nella sostanza della trama, ma abbastanza nello spirito dei personaggi (come si incontrano e i legami che instaurano).
Purtroppo, io ho letto solo una decina di volumi del manga quindi non posso dire se abbiano preso questa scelta per avvicinarsi al fumetto (su come procede, intendo) oppure, al contrario, se abbiano deciso di rivederli per incuriosire la nuova generazione e basta. Magari me lo direte voi che siete in pari col 47° tankobon ^__^

30 novembre 2016

[ anime- liveaction] Death Note di Netflix: che sia uno Scary Movie?


Vi ricordate il magnifico manga poi divenuto anime "Death Note"?
Se siete appassionati come me, per forza. Ha valicato i confini dello straordinario e si è piazzato nella storia dei manga/anime giapponesi.
Perchè ha avuto tutto questo successo?

Le risposte sono diverse:
-trama molto originale e ben strutturata
-differenti target (non un semplice shōnen, ovvero un fumetto per ragazzi, ma anche un fantasy, un poliziesco e un thriller aggiungerei)
-i personaggi sono incredibili e per entrambe le fazioni del Bene e del Male

Appunto, ripeto: i personaggi.
E diciamola tutta: L!
Una semplice "lettera" per identificare l'hacker che per personalità, eccentricità, alienazione, stile di vita, atteggiamento, camminata, gusti a tavola, modo di sedere... tutto di L è unico.
Anche il suo tragico finale, considerando che era da lui calcolato come unico modo per incastrare Light/Kira. 

Il fatto che sia pallido è perché non esce mai di casa (sta sempre al pc) e ha profonde occhiaie per lo stesso motivo ed è magrissimo perché mangia, si fa per dire, ma il suo cervello consuma più del dovuto. Le controversie su questo punto ancora sono vive, ma a prescindere, per tutto il resto era più che un personaggio di una manga, L era davvero ben "costruito". 
Così ben ideato che tutti lo ricordano ancora e dopo il successo dell'anime, ne hanno tratto anche degli live action. TRE!

L nell'anime
L nel primo e secondo e terzo live action,
ovvero l'attore Ken'ichi Matsuyama

Alla notizia che Netflix avesse preso i diritti per farne un altro live action, ero contenta. Una versione americana degli anime non è controproducente per i fan. Cambiare qualcosa, pur mantenendo il rispetto che merita l'opera originale, va bene. Ma si sa che se si cambia troppo, si snatura tutto.

29 novembre 2016

[film] American Ultra


Passano gli anni e un'attrice che non sopportavo, diventa d'improvviso tra le mie preferite.
È lecito cambiare idea, o no? Direi di sì.
E il merito è di "American Ultra", film del 2015 di Nima Nourizadeh, con Jesse Eisenberg e Kristen Stewart. Mentre lui lo apprezzo quasi dagli esordi con magnifici ruoli come Benvenuti a ZombielandThe Social Network, lei diciamo che non era nella mia rosa di attrici a causa di una saga a me poco gradita...
I casi sono due: o lei ha cambiato approccio e qui mi risulta simpatica, o io mi sono ammorbidita.
È ovvio che è la prima 😜

Battute a parte, in questo film la coppia Jesse Eisenberg e Kristen Stewart risulta vincente. 
Divertono. A momenti dolci, si alternano altri in sintonia col ritmo crescente del film.
Perché non è solo una commedia, c'è un umorismo in stile Tarantino che io adoro anche. Azione e combattimenti, sparatorie e il tutto condito con della fantascienza cyberpunk. 🔝


[ anime - manga ] Lovely Sara (小公女セーラ Shōkōjo Sēra) VS Piccola Principessa

Un'immagine del MERAVIGLIOSO ANIME
Lovely Sara (小公女セーラ Shōkōjo Sēra) del 1985.
A confronto con il libro a cui si era ispirato La Piccola Principessa di Burnett del 1888.

"La Piccola Principessa" di F. H. Burnett
INCIPIT
Seduta sui cuscini di una carrozza a nolo, accanto al padre, una bimbetta osservava dal finestrino le strade affollate di Londra. Era pieno pomeriggio ma i lampioni erano già accesi e le vetrine illuminate per sconfiggere la fitta nebbia giallastra che aveva avvolto la città.
La piccola aveva sette anni, ma dal suo sguardo, dall'espressione intenta del suo visetto si sarebbe detto che fosse molto più matura. Il suo nome era Sara Crew.

TRAMA del libroQuando il destino strappa Sara dalla sua amata India e la porta in un elegante ma tetro collegio inglese, la bambina non si perde d'animo. Da tempo infatti ha imparato a trarre forza dalle meravigliose storie che sa inventare... e quante nuove amiche si conquista raccontandole!
Ma dopo la morte del padre, l'arcigna direttrice del collegio non ha nessuna pietà per l'orfana ridotta in miseria: se non vuole finire in mezzo a una strada, la bambina dovrà adattarsi a fare da inserviente  alle sue compagne di un tempo.
Giorno dopo giorno la piccola affronta difficoltà e umiliazioni con coraggio, onestà e nobiltà d'animo, proprio come farebbe una vera principessa, senza mai abbandonare la speranza che un giorno la sua favola possa avere un lieto fine.
Recensione del libro QUI!

Ebbene sì! Li ho messi a confronto.
Un po' come si fa per i film, peccato che questa volta l'anime BATTA il libro alla stragrande!
Se non conoscete la storia dell'anime (ovviamente molto simile a quella del libro), molto brevemente è questa: Sara, bimba ricca, cade in disgrazia quando il padre muore in India lasciandola orfana e povera. Nel collegio in Londra, dove studiava, Sara passa dal lussuoso appartamento alla soffitta. Miss. Minchin sembrerebbe avere pietà di lei e la tiene al collegio come serva, sguattera finchè un giorno, non la sbatte fuori.
Grazie a Peter, l'ex conducente del calessino di Sara e dopo un caro amico, riuscirà a trovare un lavoro minorile che le permetterà di mangiare. Vivrà con la sua famiglia.
Miss. Minchin però la costringe a tornare in collegio perchè Sara sembra avere un benefattore che le ha procurato dei vestiti e intende mantenerla agli studi.
Si scoprirà alla fine essere il socio del padre nonchè nuovo vicino del collegio. Quando il vicino comprenderà aver ritrovato la figlia del suo caro amico, l'adotterà.
Sara diverrà ereditiera di una miniera di diamanti.
Miss Minchin non muore per infarto solo per miracolo :P
Tutto è bene quel che finisce bene, così Sara tornerà al collegio per finire gli studi. Prima però un bel viaggetto in nave fino in India assieme alla sua amica Becky che le era rimasta vicina sempre.

Sara, da bimba fortunata ...
... a serva malnutrita.
L'anime è a dir poco UN CAPOLAVORO!

28 novembre 2016

[app-social-tecno] Periscope: ovvero un occhio diretto sulla società e sull'uomo


Per chi non conoscesse l'applicazione Periscope, oggi ve ne parlo io. Non solo come accenno, ma nelle funzioni con i pro e i contro e anche qualche aneddoto bizzarro.

Intanto, cos'è Periscope: un'app. che si può scaricare sugli smartphone. Sul computer esiste una versione web www.periscope.tv ma non è ancora possibile lanciare le dirette, almeno non a oggi.
Perdonatemi se sbaglio qualcosa, ma cambiano in fretta e stargli dietro è un lavoro a tempo pieno.

Io l'ho scoperta un anno fa circa e la uso con un "nickname" per mia tutela, dopo vi dirò meglio.

Cosa fa Periscope: è facile da capire e facile da usare. Apri l'app. Ti metti davanti alla telecamera, lanci la diretta e vai in streaming col tuo smartphone. Per fare questo è necessario avere la localizzazione attiva, in pratica tutti sanno da dove stai trasmettendo. 
Dopo l'acquisto da parte di Twitter, puoi lanciare un tweet per dire ai tuoi followers che sei in diretta così da avere maggiore risalto.

Cos'è una diretta: hai presente il TG? Più o meno siamo lì. Quello che lancia la diretta parla e mostra quel che vuole, senza limiti e senza censure...
Durante la "trasmissione" tutti coloro che si collegano a te possono lasciare dei commenti come su FB o Twitter, e la persona in diretta li può leggere, commentare o anche ignorarli.
In effetti, prima del lancio della diretta, c'è l'opzione per fare in modo che gli utenti ti vedano ma che non possano commentare. 

Suggerimento: Se fai la diretta, metti lo smartphone orizzontale perché almeno potrai leggere meglio i messaggi (e anche quelli collegati saranno agevolati nella lettura), altrimenti saranno resi confusi dal video.

In pratica, cos'è la diretta se non un lunghissimo "selfie"? 😂

27 novembre 2016

Lo chiamavano Jeeg Robot (d'acciaio)


"Lo chiamavano Jeeg Robot" è il film che non ti aspetti, che emerge per diritto dal mare di banalità che ormai ci fanno ingoiare a forza. E allora, eccolo: il capolavoro!
Perché questo film È UN CAPOLAVORO! 
I potenziali pericoli per cadere in una pacchianata c'erano e non erano pochi. Al contrario, Gabriele Mainetti (regista e produttore) non è caduto mai. Sceneggiatura strepitosa di Nicola Guaglianone e Menotti che hanno dato vita a dialoghi veri, taglienti, anche con un umorismo a tratti ricercato e non casuale. 


26 novembre 2016

Torna Alien: Covenant. E anch'io. Correte!


Scherzo, ovviamente. Non andate via. 😁
Come state? Io tutto bene, grazie. 
Conto di tornare molto presto. Di sicuro, prima di Alien che arriverà il 19 maggio.  
Ci saranno nuovi aggiornamenti e recensioni spero per voi interessanti. Per ora farò qualche post per riscaldamento. 
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