17 maggio 2017

[film] The discovery - La scoperta (2017)


Che cosa accadrebbe se scientificamente si potesse dimostrare l'aldilà, la tangibile scoperta di un piano d'esistenza oltre la vita?
Ecco, questo è il tema di "The discovery", "La scoperta" un film originale Netflix di Charlie McDowell con Jason Segel, Rooney Mara e Robert Redford.

Tema interessantissimo che ho affrontato anch'io nel mio "BIO" dove ipotizzo l'ubicazione dell'anima nello spazio vuoto del cervello e la Matrice LIMB0 che "matura" le coscienze e alcune le scarta inviandole nel GUSer... e molto altro ancora. 

Comunque, in questo caso, la trama è più semplice. Purtroppo, Netflix pone l'attenzione su altro (la sussurrata storia d'amore) mentre il film è ben incentrato sulla "scoperta", come viene chiamata da tutti. 

Vi riporto la mia personale trama: Viviamo in una distopia della nostra realtà dove il dottor Harper (Redford) dimostra l'aldilà come piano d'esistenza raggiungibile dopo la morte. Nessuno poteva prevedere che tale scoperta innescasse una serie di suicidi di massa. Pur di migliorare la propria vita e privarla delle sofferenze e delle malattie, in molti preferiscono il suicidio. Così, anni dopo e con un contatore di oltre 4 milioni con lo slogan "Preventing suicides, stay in this life" e #nomoresuicides e #discoverlife il mondo appare fosco e la pellicola è un po' opaca come a dimostrare che la mancanza di Fede sia stata per i più dannosa.


Il protagonista, Segel, parte sfocato per acquisire via via consistenza e non è un caso. Il tutto si restringe ai protagonisti, quasi una sola famiglia, per non occuparsi più del mondo in senso ampio, ma di cos'è reale e cos'è finzione per loro. Se davvero sappiamo di un altro piano d'esistenza, cosa può tenerci ancorati a una vita di problemi?


Senza farvi spoiler, vi dico che il film affronta tematiche che già conosciamo, ma mi è piaciuto e almeno ha di suo che non annoia con troppe filosofie e contorte tematiche.
E' più un dramma umano che "della fede".
Ci sono anche diversi colpi di scena, che non guastano. Personalmente a metà film avevo intuito il finale, ma è pur vero che i richiami a pellicole famose e datate mi hanno dato una mano.

Esempio: "Flatliners" da noi "Linea Mortale", film del 1990 di Joel Schumacher con Kiefer Sutherland, Kevin Bacon, Julia Roberts, William Baldwin e Oliver Platt;  un gruppo di studenti di medicina tentano di avvicinarsi alla morte con farmaci pur di avere l'opportunità di un attimo nell'aldilà.
Ne faranno un remake canadese, sempre con Sutherland (non so di Bacon... 😒 ). Attendiamo.



Anche in "The discovery" è simile, oltre al suicidio, tenteranno un approccio molto simile a Flatliners, ma i risultati saranno totalmente nuovi.


Note di Approfondimento: In questo film tutti si suicidano senza porsi il problema che il suicidio è vietato e certo non ti porta in "Paradiso", bensì all'"Inferno". Ma nel film c'è un approccio ateo e molto scientifico. Non c'è risposta a che fine hanno fatto le religioni e se facciamo due rapidi conti, 4 milioni di suicidi sono davvero pochi. Da questo punto di vista il film non è approfondito.

Ma la tematica del protagonista si chiude e il film non lascia punti in sospeso. Forse avrebbe solo potuto essere di più ampio respiro, ma è una scelta e non un errore. Il voler un'ambientazione più ampia è soggettivo, se invece non si chiudevano i punti di conflitto del protagonista sarebbe stato un errore. E in questo, di errori non ve ne sono.

La fotografia mi è piaciuta, la recitazione un po' meno. A tratti forzati per un motivo che si spiega solo a fine film e che quindi non posso dirvi, i personaggi per una parte del film sembrano demotivati e mossi solo dalla sceneggiatura troppo invasiva.
Comprendo dunque, ma potevano gestirla attraverso un cambio di tonalità della pellicola. Vi piace l'idea? Ditemi la vostra.


Resta in ogni caso un buon film, motivo per cui ve lo consiglio.
Lo trovate su Netflix. Se lo guardate, fatemi sapere la vostra opinione. 😀

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