9 settembre 2017

[live action - manga] Death Note su Netflix


Ho visto Death Note su Netflix. Ne avevo fatto cenno sulla lavorazione già a novembre 2016 e avevo esposto qualche riserva. Si fa in fretta a giudicare un progetto Netflix di stampo americano soprattutto se è la rivisitazione di un manga/anime e live action culto giapponese. E' il caso di Death Note, che tanto per la cronaca è tra i miei preferiti. 
... prima di giudicarlo ho voluto vederlo... ops...

Non farò riassunti per la serie anime originale, ma vi consiglio caldamente di guardarvela. Sono 37 episodi, è lunga, ma ne vale la pena da tutti i punti di vista. Il genere è poliziesco/investigativo ma essendoci la presenza di creature sovrannaturali, gli shinigami (死神), si incasella anche nel fantasy.

E ora eccoci alla nota dolente: mi è piaciuta la rivisitazione di Netflix?
ehmmm... no. 
Ma non voglio sembrare ostruzionista alle nuove versioni, motivo per cui ora vi motivo il mio no secco. 


Partiamo dalla trama, molto ammorbidita e annacquata. Troppo per passarci sopra. Capisco che in un'ora e quaranta di film non si possa pretendere di riassumere un anime/manga così complesso come Death Note, ma nemmeno fare una tale sciatteria. Eh, scusate. No. Non si fa.
Il mondo magnifico degli Shinigami: cancellato.
Ryuk: appena abbozzato, tanto che non si vede quasi. Cioè se mi mettevo io un costume era uguale...
Ora vi metto il confronto di due fermi immagine, il primo del live action giapponese e a seguire quello di Netflix. 
Ryuk si vede bene, benissimo
Qui è da Netflix e ho dovuto schiarire io l'immagine!
Perché tutto questo scuro? Da quando Ryuk è timido? 

Vedrete da soli che la qualità dell'effetto speciale è bassina. Peccato, anche perché c'era la voce di Willem Dafoe, sì solo la voce. C'era cmq un attore che poteva essere meglio gestito oppure fatelo tutto digitale. Del resto Ryuk fluttuava... qui invece cammina o sbuca da dietro uno scaffale, al massimo. 


Arriviamo allo stravolgimento vero e proprio.
Nel manga originale Light è un genio votato al male (ammazza la gente, certo non è buono. Infatti il nome è in netta antitesi alla sua vocazione). Essendo una mente superiore certo non si perde in piccolezze o banalità come invece fa questo di Netflix: Nat Wolff.

Eccolo qui. Sembra dire a Ryuk, che tanto per cambiare se ne sta nascosto
in fondo, al buio... "Come sono cattivo... sì, sono un vero duro..."
Recitazione a parte, è il ruolo che non c'è. Light ha un'altra personalità. Era mosso dall'autentica voglia di ribaltare il sistema. Un fanatico. Un ragazzo che vuole diventare un dio e si assume il diritto di giudicare e uccidere col Death Note quelli che a suo dire (o dei notiziari) sono i malvagi del mondo. Nel manga è forte questa sua dirompente e salomonica volontà. 
Nessuno discute con lui, nemmeno Ryuk.

Qui invece abbiamo la ragazzetta di turno, Mia dal manga solo di nome e nulla di fatto, che arriva al punto di controllarlo. Lo raggira pure come un imbecille. 

E qui veniamo a Mia, personaggio femminile che nel manga e nell'anime è pazzesco e si chiama MISA. Purtroppo qui è precipitato sia per carattere che per ruolo. 
La vera Misa è paurosamente bella e sexy, e nasconde un'intelligenza emotiva
rara a vedersi in un manga. L'avevo molto apprezzata proprio perchè usciva
dal solito personaggio biondo-sexy-scemo

Ecco qui la tristissima Mia.
Sono una cheerleader, ma sono "cattiva" perché fumo.
Ma solo all'inizio, mentre la telecamera è in slow motion.
Al solito, sono americani... poverini.
A, b, c e non chiediamo di andare oltre perché non ce la fanno.
Mia in questo film è più che altro isterica e senza scopo. Vaga addosso a Light senza un suo Shinigami, a mio avviso un errore gravissimo. E quando poteva dimostrare di avere carattere, piange e grida... mha!
Non avendo lo Shinigami, perde di senso. Potevano non metterla che era la stessa cosa.
E ora veniamo al macigno.
L
Come mi vedono gli americani?
Davvero?
Ciao sono L, e sì esco allo scoperto subito
facendo un'intervista in piazza...
L, ovvero Ryuzaki, non solo qui è afroamericano e non giapponese (non vorrei palesare che la differenza culturale avrebbe il suo peso), ma per paradosso è il personaggio più riuscito non tanto per coerenza, ma perché essendo molto complesso, anche quando l'hanno semplificato come ha fatto l'attore Keith Stanfield, alla fine è simpatico e particolare. 

Cos'è che non va?
L non è solo uno strano che mangia caramelle e non si mostra, non è un hacker, non è un investigatore, non è un borderline, non è autistico... è tutto questo e altro.





Qui hanno salvato pochi aspetti di L, anche se ho apprezzato il breve pezzo sulla scuola speciale con Watari e il momento in auto del suo sonno forzato. Ma parliamoci chiaro, questo L non sarebbe diventato L. Il manga Death Note risale al 2003!
Oggi, nel 2017, L c'è ancora. C'è gente che lo legge e lo guarda. Death Note è L, in antitesi a Light, coprotagonista forte e estremo proprio per supportare il peso di questo personaggio incredibile e indimenticabile. 
Lo so che tra di voi c'è chi preferisce Light, ma se analizzate la storia il personaggio perno è L, non Light, anche se soccombe. Ma lo fa perché è l'unico modo di uccidere Kira. 

Qui abbiamo un abile investigatore che per fortuna, tanta fortuna e diversi deus ex machina, arriva subito a capire che Kira è Light.
Manca la loro amicizia, la stima reciproca. Lo sfidarsi costante senza palesare che entrambi sanno la loro vera identità. 
Purtroppo questa versione è lavata al candeggio. 
Sciatta e banale.
Stendo un velo pietoso sulla storia di Watari...

CONCLUSIONI: Trama e personaggi ammorbiditi e resi low cost, come il film. Incoerenze e leggerezze rendono lo svolgimento a momenti comico. E per fortuna che si parla di un ragazzino che ammazza cinicamente delle persone grazie a un demone. Non so. Stanno sempre a puntare il dito con la censura, le sigarette, la birra... per poi non capire che sono i contenuti che fanno di un film una visione per adulti e seria. Death Note non è per bambini, ma questo film sì.
Non c'è la drammaticità delle morti, ma solo effetti speciali come fosse "Final destination"; si ride quasi per l'assurdità. Un panettone comico in stile Scary Movie
Si presenta serio, ma L sbotta come un isterico... Mia anche... cioè, che si facciano prescrivere tutti delle pastiglie a base di camomilla, grazie. Il vero Death Note non aveva sbotti di questo tipo.
Serietà, please.

Amici, io sono rimasta delusa, ma se avete Netflix e volete guardarlo, diciamo che non è inguardabile, ma se conoscete la serie, molto probabilmente avrete la mia reazione. Altrimenti, lascerà il tempo che trova; 1,40 minuti circa.

Questa rivisitazione mi ha depresso, ho bisogno di una fetta di torta con la fragola.

3 commenti:

  1. Sei l'ennesima che, di fatto, lo stronca.
    Ma allora io mi chiedo: perché fare operazioni così? Ok ambientarlo in America, ci può stare pure (piuttosto che vedere gente occidentale con nomi giapponesi), ma almeno la trama non ripulitela sempre di tutti quei sottotesti "orientali" che ci sono (stessa cosa per il recente Ghost in the Shell).
    Volevano farne una trilogia o sbaglio?

    Moz-

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    Risposte
    1. Ciao e grazie per il commento. :) Il film lascia intendere a un proseguo. Non so però. Dovrei documentarmi. La trama è stata troppo ripulita, infatti. Anch'io speravo in una rivisitazione "all'americana", ma senza privarlo del midollo. Qui è tutto tranne che Death Note. E poi senza gli Shinigami è davvero misero. Senza Misa con la sua Rem... che tristezza... :/ Ryuk mi piace, ma a me piaceva Rem. Questa Mia non mi ha detto nulla. Misa era fantastica, io l'adoravo. Pazienza dai. Ci resta sempre la versione originale. E' un peccato però.

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    2. Misa fu una delle più gettonate per i cosplayer ai tempi, tra l'altro XD

      Moz-

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