6 ottobre 2017

[film] Blade Runner 2049 (NO SPOILER!)


Amici, sono felicissima di dichiarare che "Blade Runner 2049" mi è piaciuto moltissimo!
Mi è piaciuto così tanto che ho deciso di fare due recensioni:
-la prima, questa che state leggendo, vuole solo darvi la mia opinione SENZA spoiler
-la seconda, che scriverò con calma e pubblicherò più in là, confronterà il film precedente e il racconto di P. K. Dick da cui è tratto, ovvero "Gli androidi sognano pecore elettriche?" e ipotizzerà alcune domande lasciate aperte.

Perché ho deciso di fare delle recensioni separate?
Il motivo principale è che non voglio rovinare con odiosi spoiler la visione di questo straordinario film a nessuno, l'altro motivo è che NON è solo un film. Ne riparleremo.


Mia opinione SENZA SPOILER: E' tutto magnifico! 😁
L'ambientazione è studiata e curata meglio del precedente, e non era facile. Sono stati inseriti panorami ampi e profondi. Vengono mostrati diversi mondi, alcuni familiari "alla Balde Runner" come ormai diciamo noi, ma anche nuovi e post apocalittici. 
Così ritorna Los Angeles con lo skyline di Hong Kong ma più cupo e umido che mai. Tornano quegli immensi schermi sui grattacieli che fanno di Blade Runner una pellicola claustrofobica e che mostra un futuro pessimistico, ma solo in apparenza.

Gli uomini non cedono e si sono spostati in altri mondi.
Così alcuni lavori li fanno i Replicanti. Non ci sono Robot in Blade Runner, usiamo quindi la magnifica parola coniata appositamente nel 1982. 
I Replicanti sono sempre più verosimili e qui nel futuro non troppo lontano abbiamo il protagonista (Ryan Gosling) l'agente K, un Replicante che caccia altri Replicanti. 
Un'idea apprezzabile anche se non nuova, vedi Robocop esempio. 
Ma a renderla unica è il protagonista stesso con il suo dilemma interno, il suo segreto che emerge attimo dopo attimo portando lo spettatore verso una rotta insospettabile. Impensabile.
E qui scatta il vero Blade Runner 2049!


Un film elegante come Ryan Gosling, poetico perfino per come si muove la telecamera e per come indugia sui dettagli, sulla mano di lui che accarezza la neve, la pelle olografica della sua amante, la pistola... il suo sguardo curioso che si sofferma sui "lavori in pelle" come lui per capire se provano qualcosa, se sanno... e il suo cappotto verde marcio che apre e chiude muovendosi così in anonimato tra le strade caotiche ricreate alla perfezione. O il deserto arancione della zona "morta"... 
Nota dolente: è talmente imponente che adombra tutti. Protagonista assoluto. 

Un film drammatico e cinico come Jared Leto, che interpreta Neander Wallace il diretto "discepolo" visionario di Blade Runner che ricorderete essere stato ucciso dal replicante Roy (Rutger Hauer). Ebbene, Wallace è non vedente e si muove nella penombra acquosa come un simil profeta metafisico che persegue un destino che lui stesso si è prefisso; creare Replicanti "speciali" (non posso dire di più).


Wallace è uno spietato "dio", non esita a uccidere pur di raggiungere la sua perfezione. Avrà un faccia a faccia con un personaggio importante e le sue rivelazioni vi faranno balzare sulla sedia.

Wallace è più di un personaggio, rappresenta un'azienda multimondo (passatemi il termine perché non so come altro definirla) e qui lascia intendere che la portata di Blade Runner 2049 sarà di vasta portata.

Wallace è cieco, come dicevo, e stranamente è proprio così che Roy uccide il dottor Tyrrell nel primo Blade Runner, coincidenza?

Nota dolente: compare poco, ma d'impatto.




La sua assistente Luv sembrerebbe riprendere le funzioni di Rachel del primo film, ma non è affatto così quindi godetevi il suo personaggio del tutto nuovo.

Luv è "stilosa", potrebbe lavorare per una rivista di moda, ma è spietata quanto Wallace. 

Luv è "plasticosa", soprattutto all'inizio, solo a metà film emerge la sua vera essenza e vi piacerà molto. Io l'ho trovata strepitosa.
Non solo per recitazione, ma per il clangore silenzioso con cui lei si muove nel backstage dell'azienda fin quando non potrà che uscire allo scoperto e sorprendervi. 

Nota dolente: leggere somiglianze col TX di Terminator, Le macchine ribelli. 



Joi, l'amica e non solo, di K.
Lei è standard, la vendono e promuovono ovunque tanto che la si vede in versione gigante mentre lui cammina per la città, ma lei è allo stesso tempo speciale. Unica. A mio avviso è la figura sintetica più riuscita per empatia e semplicità.
Vuole solo amare K.

Joi è fin troppo umana pur essendo un ologramma, infatti.


Nota dolente: purtroppo, è molto simile al Dottore di Star Trek - Voyager. Stessi problemi esistenziali, stessi limiti con l'emettitore olografico. Stessa voglia di uscire dalla stanza in cui è confinato l'ologramma e stesso destino di libertà con un emettitore portatile.


Certo il Dottore aveva un umorismo tutto suo, Joi è dolce, tenera, sensibile e affettuosa... la parte femminile giusta per un Blade Runner come K, forse. Resta il fatto che il personaggio è relegato allo stereotipo rosa, ma è anche giusto così visto che "Joi" è venduta in questi termini.



Vi sono numerosi personaggi secondari, nessuno è buttato a caso e sono tutti ben gestiti. Hanno uno scopo e un giusto tempo. La new entry che più ho gradito è la Creatrice di Ricordi, Ana Stelline. Favolosa. Ma c'è anche un cameo che ho molto apprezzato: lui è Barkhad Abdi che molti ricorderanno per "Attacco in mare aperto", ma qui fa un ruolo ben inserito e d'importanza ai fini della trama. Ce ne sono così tanti, però, che mi obbligo a fermarmi.


E ci siamo.
Harrison Ford torna alla grande con Rick Deckard. Vederlo sul grande schermo mi riempie sempre d'emozione. Un attore che sento mio fin dall'infanzia. Qui è distrutto come vuole il suo personaggio. Devastato dai trent'anni di fuga con Rachel, finale di Blade Runner.

Lui arriva fisicamente dopo, diciamo, ma Deckard e Rachel arrivano prima come un'eco lontana solo col sonoro. E' stato quasi commuovente. Viene narrata tutta la loro storia.
Rachel anche c'è! (ma non vi dico altro).
Non posso dirvi altro nemmeno su Deckard, ma ne sarete sorpresi! 😁

Insomma, quando arriva Deckard avvivano molte risposte, ma si creano molte domande. E Ford è un attore vero che s'impossessa dell'inquadratura e non vedi altro che lui... tranne quando c'è Gosling.

Nota dolente: sono troppo importanti, ma sono stati anche in grado di darsi spazio. Mentre Harrison Ford "soffoca" Jared Leto senza problemi, quando resta con Gosling accade qualcosa per cui senti che potrebbe davvero essere il suo successore. Staremo a vedere.


Conclusioni finali: Blade Runner 2049 ha superato ogni mia aspettativa. Sono tentata di dire che sia per qualità e trama superiore al primo, ma non per action. Nel primo BR c'era una maggiore compensazione tra parlato, voce fuori campo (ovviamente non parlo del Director's cut), ambientazione con musica e scene d'azione.
In Blade Runner 2049 c'è poca azione, circa tre scene. Tutto il resto sono dialoghi pungenti, definiti come lame, non ci si può distrarre! E i panorami mozzafiato fanno da cornice ma anche da protagonista spesso e volentieri. Un mondo ampliato e rimaneggiato senza snaturare il suo predecessore. MAGNIFICO!
Trama aperta, però. Troppo aperta per dire che sia finita.
Forse siamo alle soglie di qualcosa di più grande e io lo spero tanto.

Blade Runner 2049 NON E' SOLO UN FILM, ma il preambolo di un'epica storia come non si vedeva da tempo. Per epica, intendo proprio EPICA. Mi spiegherò meglio nella prossima recensione che farò con approfondimenti e confronti.

Per ora, ANDATE A VEDERLO AL CINEMA!!! Merita assolutamente.
Alla prossima


NOTA FINALE: Un doveroso grazie a Denis Villeneuve il regista che farà anche Dune, e dopo aver visto BR2049 sono fiduciosa. 


 
 

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